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Cybercrimine: frodi e furti identità, migliaia vittime in Italia
di Redazione

L'operazione, condotta dalla Polizia Postale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, riguarda una cinquantina di persone in tutt'Italia tra arrestati e indagati. All'interno i nomi delle persone coivolte e tutti i particolari su come agiva l'organizzazione

Tags: Cybercrimine, Polizia Postale, Frodi E Furti Identità, Migliaia Vittime Italia, Catania, Procura Repubblica



Frodi e accessi abusivi a sistemi informatici, sostituzione di persona, truffe e riciclaggio: la Polizia postale ha scoperto un'associazione a delinquere dedita al cyber crime finanziario che ha colpito migliaia di persone in Italia.
 
L'indagine, condotta dalla Polizia Postale e coordinata dalla procura di Catania, vede coinvolte una cinquantina di persone.
 
Quattordici sono state arrestate, tre in carcere e 11 ai domiciliari, e altre 32 indagate, a vario titolo, per associazione per delinquere, frodi e accessi abusivi a sistemi informatici, sostituzione di persona, truffe e riciclaggio.
 
A essere colpiti dall'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip Loredana Pezzino su richiesta del procuratore Carmelo Zuccaro e del sostituto Alfio Gabriele Zappalà sono  Alfio Mancuso, di 35 anni, Luca Florio, di 37, e Antonio Nucifora, di 25, che sono stati condotti in carcere.
 
Il Gip ha invece disposto gli arresti domiciliari per Michele Bella, di 27 anni, Filippo Del Popolo Chiappazzo, di 23, Santo Gulino di 49, Giuseppe Luna, di 42, Agostino Muscolino, di 24, Sara Musumeci di 23, Angelo Pagano, di 42, Giovanni Pagano, di 40, Davide Patanè, di 25, Adriano Tizzone, di 46, e Marco Antonio Torrisi di 39.
 
 
Tutti gli arrestati sono originari del Catanese.
 
Le indagini della polizia postale erano state  avviate nel 2015 a seguito di una frode informatica ai danni di una banca on-line ai cui clienti, residenti in varie parti d'Italia, erano stati sottratti 300.000 euro.
 
In quell'ambito era emersa la presenza di un gruppo "connotato da notevole capacità criminale e peculiari conoscenze tecniche informatiche, dedito con professionalità e spregiudicatezza alla pianificazione continua di frodi informatiche e telematiche e truffe on-line su noti portali". 
 
Il gruppo avrebbe ottenuto proventi illeciti per oltre 600.000 euro durante il periodo delle indagini.
 
La tecnica era quella denominata della "Sim Swap": si individua una vittima, si procede alla acquisizione dei suo dati e delle credenziali di accesso alla banca su Internet tramite tecniche di hacking e, poi, utilizzando documenti falsificati, si sostituisce la sim card del truffato e si ottengono dall'istituto di credito le credenziali per operare sul conto corrente on-line.
 
Per fare questo era utile ottenere da un dealer, con documenti falsi, la sostituzione della Sim dell'ignara vittima.
 
Quella del titolare veniva allora disabilitata, ma l'utente pensava a un guasto non non a una frode in corso.
 
Sostituita la Sim, gli autori del reato entravano nel sistema informatico dell'istituto di credito reimpostandole credenziali di accesso ed erano abilitati ad operare sul conto corrente on-line della vittima, disponendo bonifici e/o ricariche di carte prepagate in favore di altri conti correnti e/o carte prepagate nella loro disponibilità, in quanto appositamente accesi da complici e prestanome.
 
La vittima si accorgeva del furto soltanto al momento della lettura dell'estratto del conto corrente.
 
Alcuni componenti del gruppo commettevano anche truffe on-line, ovvero quelle perpetrate inserendo falsi annunci di vendita sui portali specializzati.
 
Alla descrizione del bene veniva associata un'utenza di contatto alla quale fare riferimento per la trattativa. L'acquirente contattava il venditore e poi gli versava la somma concordata con un bonifico. Ottenuto il pagamento, gli indagati si rendevano irreperibili.
 
Al fine di accreditarsi con le vittime e di rassicurarle in ordine alla disponibilità effettiva del bene offerto in vendita e alla serietà dell'annuncio, gli indagati si presentavano come dipendenti di una società di recupero crediti realmente esistente, riferendo che i beni erano provento di aste fallimentari.
 
Durante le indagini gli operatori della Polizia Postale hanno bloccato numerose frodi, alcune delle quali per decine di migliaia di euro.
 
L'operazione della polizia postale di Catania si è avvalsa dell'ausilio degli specialisti nel contrasto al fenomeno del Financial Cyber Crime dei Compartimenti Polizia Postale di Messina, Palermo e Reggio Calabria.
 
Durante le perquisizioni è stato sequestrato materiale informatico che sarà sottoposto ad analisi da parte del personale specializzato della Polizia Postale.
 
 
 
 

Articolo pubblicato il 02 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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