Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Smaltimento dei rifiuti in discarica, in Gurs nuove regole per le tariffe
di Rosario Battiato

Tra le richieste dell’assessorato regionale all’Energia la riduzione del territorio utilizzato. Ecotassa per i Comuni che non hanno raggiunto il target di raccolta differenziata 

Tags: Rifiuti, Sicilia



PALERMO – Nuove regole per la regolamentazione del sistema tariffario per lo smaltimento dei rifiuti urbani e assimilati in discarica. Le linee guida, contenute come allegato al decreto del 18 giugno scorso, sostituiscono le precedenti approvate nel giugno del 2017 e, in questo senso, costituiscono un aggiornamento necessario. In particolare, si legge sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana, si tratta di “modifiche, integrazioni e precisazioni sul piano economico-finanziario, tenuto conto delle specificità della gestione delle discariche (sia quanto a realizzazione che quanto a gestione, nell’ambito temporale di riferimento), anche alla luce della normativa e dei canoni di buona amministrazione”.
 
Il riferimento principale che ispira il provvedimento regionale è contenuto nella direttiva “discariche rifiuti” (1999/31/CE, recepita in Italia nel 2003) che di fatto fissa sette punti fondamentali: riduzione del territorio utilizzato per l’insediamento delle discariche; garanzia dello smaltimento sicuro dei rifiuti; applicazione del principio “chi inquina paga”; evitare forme di abbandono, deposito, scarico o smaltimento di rifiuti incontrollato; ridurre la quantità di rifiuti pericolosi avviati a discarica; ridurre il conferimento dei rifiuti biodegradabili; avviare procedura uniforme per l’accettazione dei rifiuti. In tal senso, anche la tariffa deve essere determinata sulla base dei “costi di realizzazione e di gestione operativa e post-operativa dell’impianto, inclusi i costi finanziari, assicurativi e fideiussori, con riferimento alla effettiva quantità di rifiuti, espressa in tonnellate, che può essere accolta nell’impianto”.
 
Andando più nel dettaglio, le tariffe derivano dai piani finanziari e devono essere strutturate sulla base di un concetto fondamentale: “la tariffa applicata dal gestore per lo smaltimento, tenuto conto della riduzione del rischio ambientale e anche dei costi post-chiusura, copra i costi derivanti dalla realizzazione dell’impianto e dall’esercizio della discarica”, nonché i costi di chiusura e quelli di gestione post-operativa per un periodo di almeno tre decenni.
 
È importante considerare che l’assessorato dell’Energia punta alla definizione della tariffa sulla base delle voci di costo che possano essere validi per tutti gli impianti esistenti nel territorio regionale, anche in riferimento al fatto che nei decenni passati il sistema tariffario era oscillatorio tra un’area e l’altra.
 
A comporre il costo finale, pertanto, contribuiranno: costi per la realizzazione, ampliamento, modifiche e adeguato della discarica, costi della gestione operativa, costi della gestione post operativa, oneri derivanti dalle misure di mitigazione ambientale, altri costi. Da questa somma, che andrà alla fine distribuita per la quantità totale di tonnellate di Rsu conferibili, bisognerà prima sottrarre i ricavi totali.
 
Al calcolo della tariffa, che comprendere la sommatoria degli elementi specifici già elencati, si dovrà poi aggiungere, si legge nelle linee guida, l’ecotassa per quei comuni che non raggiungeranno gli obiettivi di raccolta differenziata e che quindi dovranno pagare uno specifico balzello in proporzione alla quantità di rifiuti smaltiti in discarica. Da questo punto di vista sono ancora pochissime, in Sicilia, le realtà che hanno superato quota 65% di raccolta differenziata. Secondo i dati della Regione, ci sono 190 Comuni, che valgono il 25% della quantità di rifiuti prodotti in Sicilia, ad aver superato il 35% di raccolta differenziata. Tutto il resto viaggia su valori ancora più bassi, mediamente la Sicilia ha superato il 15%.

Articolo pubblicato il 03 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus

´╗┐