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Depositi bancari, in Sicilia si registra aumento dello 0,8%
di Valeria Arena

È quanto evidenzia l’Abi sulla base dei dati territoriali forniti dalla Banca d’Italia. Percentuale, insieme a quella di Umbra, Calabria e Abruzzo, tra le più basse d’Italia 

Tags: Risparmio, Sicilia, Economia



ROMA – In linea con l’ultimo trimestre del 2017, anche tra gennaio e marzo 2018 in Sicilia si è registrato un leggero incremento su base annua dei depositi bancari delle famiglie consumatrici (+0,8%). È quanto evidenzia l’Abi, sulla base dei dati territoriali forniti dalla Banca d’Italia, nell’ultimo rapporto reso pubblico la settimana scorsa. La percentuale isolana, uguale a quella dell’Umbria e della Calabria, è però tra le più basse della penisola, dal momento che è i maggiori incrementi si sono registrati nelle regioni nord-orientali e in quelle centrali: ai primi posti, infatti, Trentino Alto Adige (+6,2%), Friuli Venezia Giulia (+4,3%), Veneto (+3,9%), Emilia Romagna (+3,7%), Piemonte (+3,5%) e Lombardia (+3,3%), mentre in fondo classifica, per l’appunto, Sicilia, Calabria, Umbria, Abruzzo (+0,8%) e Marche, addirittura a -0,3%.
 
Prosegue, quindi, la tendenza, tutta conservatrice, al risparmio, anche se nella nostra Isola questa dinamica sembra essere più debole rispetto alla maggior parte delle altre regioni italiane.
 
In generale, si legge nel rapporto Abi, si evince “una variazione annua della raccolta complessiva da clientela in crescita (+1,2%), quale risultato di trend ancora negativo delle obbligazioni acquistate da clientela (al netto di quelle riacquistate da banche) -17,1%, cui si contrappone una dinamica positiva dei depositi da clientela residente (al netto delle operazioni con controparti centrali e dei depositi con durata prestabilita connessi con operazioni di cessioni di crediti), che ha segnato un incremento annuo di +5,3%”.
 
I depositi in conto corrente, certificati di deposito, pronti contro termine, sono quindi aumentati di 74,5 miliardi rispetto a un anno prima, mentre per la raccolta a medio e lungo termine, cioè tramite obbligazioni, si registra una diminuzione di quasi 53,7 miliardi.
 
Con la crescita dei depositi, aumentano anche i prestiti alle famiglie e alle imprese. Secondo il rapporto Abi su dati Banca d’Italia, a maggio 2018 l’incremento annuo è stato di 2,3%, percentuale che conferma il trend positivo che prosegue da circa due anni. Le cifre, inoltre, evidenziano la crescita del mercato dei mutui, con l’ammontare totale che registra una variazione positiva del 2,6% rispetto ad aprile 2017.
 
Notizie confortanti anche per i tassi di interesse, ai minimi storici: il tasso medio sul totale dei prestiti è infatti pari al 2,64%, (2,65% il mese precedente e 6,18% prima della crisi, a fine 2007). Al minimo storico anche il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni che è risultato pari a 1,83% (1,84% ad aprile 2018, 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui, circa i due terzi sono mutui a tasso fisso. Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è risultato pari a 1,50% (1,47% il mese precedente, valore prossimo al minimo storico di 1,42% segnato a gennaio 2018; 5,48% a fine 2007).
 
Infine, ottime notizie anche sull’ammontare delle sofferenza bancarie, ai minimi dal 2012. Ad aprile 2018, infatti, secondo i dati Banca d’Italia elaborati da Abi, le sofferenze nette, al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati, si sono attestate a 51 miliardi, un valore in diminuzione di 1,8 miliardi rispetto ai 52,8 miliardi del mese precedente e in forte calo, meno 35,9 miliardi, rispetto al dato di dicembre 2016 (86,8 miliardi). In 16 mesi si sono quindi ridotte di quasi il 41%.

Articolo pubblicato il 03 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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