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Savona: "Avanti con il piano di riordino delle partecipate regionali"
di Giovanna Naccari

Riccardo Savona, presidente commissione bilancio all’Ars 

Tags: Riccardo Savona, Ars, Partecipate



Palermo – “La commissione Bilancio ha affrontato e continua ad affrontare tante priorità per lo sviluppo della Sicilia”. Ad affermarlo è il presidente Riccardo Savona (Fi), alla sua quinta legislatura all’Ars e alla seconda esperienza alla guida dell’organo collegiale a Palazzo Reale.
 
“Molte questioni le abbiamo portate avanti con la Finanziaria - dice Savona – e a tante altre abbiamo cercato di trovare una soluzione. Mi riferisco per esempio agli enti regionali in difficoltà, agli ex Pip per i quali abbiamo trovato la strada dell’occupazione, augurandoci che la norma non sia impugnata dallo Stato”.
 
Tra gli impegni maggiori portati a termine dalla commissione Bilancio e poi dal Parlamento, il presidente sottolinea la nascita dell’Istituto regionale per il credito agevolato proposta dal governo Musumeci con l’incorporazione di Ircac e Crias. E sostiene: “La fusione degli istituti di credito Ircac e Crias è un risultato importante perché consentirà di utilizzare al meglio le risorse da destinare alle imprese”.

La commissione Bilancio continua a lavorare sul fronte delle società a partecipazione regionale, un’altra priorità.
“Abbiamo svolto audizioni sulle società Riscossione Sicilia e Sicilia Digitale - afferma il presidente - e andremo avanti con le altre partecipate perché dobbiamo concludere questo percorso nel giro di 20 giorni affinché si proceda con il piano di riordino, voluto per altro dal sistema nazionale”. Questa settimana la commissione ascolta Seus e Servizi ausiliari Sicilia. Aggiunge Savona: “La realtà delle partecipate è complessa e più ci addentriamo per conoscere le loro criticità, più ci rendiamo conto che siamo davanti a società che oggi si trovano in difficoltà perché è mancata una attività di vigilanza e controllo”.
 
La seconda commissione ha deciso di acquisire l’intera documentazione sulle partecipate, già sotto osservazione della magistratura contabile e in considerazione dei dettami della legge Madia sulla riduzione della spesa. La norma stabilisce, tra l’altro, i criteri secondo i quali le società potranno continuare ad esistere, ovvero efficienza, efficacia ed economicità.

Quali norme mancano alla Sicilia per rilanciare l’economia?
“Dobbiamo pensare a delle norme per lo sviluppo della Sicilia. Non basta solo tagliare la spesa, l’era dei tagli è finita. Adesso bisogna pensare ad azioni per sviluppare i territori che hanno bisogno di assistenza e aiuto. E questo supporto può arrivare dai fondi comunitari. Lo dico da anni, le risorse comunitarie sono rimaste l’unica salvezza per questa terra”.

Articolo pubblicato il 04 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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