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Quotidiano di Sicilia

Servizi comunali da preistoria digitale
di Rosario Battiato

In Sicilia dialogare con la Pubblica amministrazione on-line è un’impresa impossibile. L’innovazione è ostacolata nei Municipi, che aumentano così il divario con i cittadini. Dai semplici certificati all’iter per avviare un’impresa, la burocrazia rema contro la gente 



PALERMO – Pagare le contravvenzioni sullo smartphone? Iscrivere il proprio figlio all’asilo o alla mensa scolastica digitando comodamente dal divano? Estrapolare un certificato anagrafico cliccando su un modulo virtuale? Opzioni che sono realtà in molti Comuni d’Italia, ma che ancora faticano ad affermarsi in una Sicilia, vincolata al modello dello sportello, un sistema delimitato da orari e giorni di apertura. Un modello di organizzazione tutt’altro che virtuoso, che la cattiva burocrazia, lenta e inefficiente, continua a contrastare per mantenere i propri privilegi.
 
I servizi dei Comuni capoluogo isolani sono rimasti all’età della carta. La disponibilità on line – 251 servizi complessivi tra tutti i nove Enti, che oscillano tra i 37 di Ragusa e i 18 di Agrigento – non deve ingannare, perché di fatto il livello massimo di fruizione, cioè la possibilità di concludere l’intero iter sul web, cioè dalla visualizzazione fino al pagamento, se previsto per la sua attivazione, o l’adempimento del tributo, ne comprende appena undici, cioè il 4,3% di quelli disponibili. Lo rivelano i dati Istat, rilasciati nelle scorse settimane, che hanno delineato il quadro relativo all’ecomagement dei Comuni capoluogo nazionali.
 
La buona notizia è che i servizi online continuano a crescere. Tra i centri isolani sono passati, tra il 2015 e il 2016, da 196 a 251, grazie alla tendenza di Agrigento (passato da 7 a 18), Catania (da 22 a 34), e soprattutto Siracusa (da 19 a 34). Il flusso, come accennato, si contrae però quando si prende in considerazione il percorso della disponibilità online dei servizi, che si distribuisce in quattro fasi: Livello 1 (visualizzazione, acquisizione di informazioni), Livello 2 (scarico di modulistica per l’attivazione del servizio), Livello 3 (inoltro on-line della modulistica), Livello 4 (conclusione di tutto l’iter relativo al servizio compreso il pagamento, se previsto, per la sua attivazione o adempimento tributo).
 
Nel giro di un anno i processi interamente disponibili sui siti dei Comuni capoluogo isolani sono passati da sette a undici. Le migliori prestazioni ad Agrigento e Catania (tre servizi da Livello 4), poi Palermo e Ragusa (due), chiude Siracusa (uno). A zero restano Trapani, Messina, Caltanissetta ed Enna.
 
Ben diversa la realtà in altre importanti città italiane: a Verona sono 22 i servizi interamente gestibili on-line, 18 a Ferrara, 15 a Padova, Bologna e Mantova, a Genova si arriva a dieci (un terzo del totale di quelli disponibili), mentre a Bergamo fino a unidici. Le siciliane restano al di sotto della media nazionale che, considerando anche il basso dato registrato nelle città meridionali, garantisce comunque una media di quattro servizi a comune interamente disponibili on-line.
 
Procedendo più nel dettaglio, è possibile analizzare il livello di otto servizi comunali che si distribuiscono in Servizi anagrafici (certificati anagrafici, carta d’identità, cambio di indirizzo o residenza), Operazioni elettorali (richiesta tessera, iscrizione/cancellazione albo presidenti di seggio, iscrizione/cancellazione albo scrutatori di seggio) e Servizi assistenziali (contrassegno di invalidità, assegno nucleo familiare). A Ragusa, Agrigento e Palermo è possibile concludere integralmente on-line la questione dei certificati anagrafici, mentre soltanto nella Città dei Templi è possibile iscriversi o cancellarsi dall’Albo dei presidenti di seggio o degli scrutatori. In tutta Italia ci sono 41 Comuni che consentono di realizzare interamente on-line i certificati anagrafici e nove il cambio di indirizzo.
 
Non è certamente migliore l’aspetto che riguarda i Servizi culturali e turistici (consultazione cataloghi e prestito bibliotecario, presentazione servizi turistici, contributo di soggiorno, richiesta di finanziamento per recupero e restauro edifici pubblici e di culto) e Tributi e sanzioni (Tari, oneri concessori per iniziative pubblicitarie, sanzioni per iniziative pubblicitarie). Tra tutti i siciliani nessuno raggiunge la piena disponibilità del servizio, anche perché in alcuni casi non è di competenza dell’Ente. Per quanto riguarda gli ambiti relativi ai Servizi scolastici e Formazione e Lavoro ci sono diversi Enti in Italia che permettono l’operazione completa per l’iscrizione all’asilo nido (22 in Italia, nessuno in Sicilia), il servizio della mensa scolastica (35 in Italia, zero in Sicilia) e il contributo al trasporto scolastico (15 in Italia, zero in Sicilia).
 
Sulla viabilità si registra qualche timida eccezione: a Siracusa si può pagare on-line il servizio di pagamento dei parcheggi (17 comuni in Italia), a Ragusa si possono pagare le contravvenzioni (38 in Italia).
 

 
C’è un’app quasi per tutto. Ma la Pa isolana cincischia
 
PALERMO – L’applicazione per dispositivi mobile (smartphone, palmari e tablet) è ormai uno degli strumenti fondamentali per avvicinare il cittadino all’Amministrazione. Tra le varie combinazioni concesse, ci sono informazioni e/o servizi di pubblica utilità (anche il pagamento) che alcuni comuni più lungimiranti hanno reso disponibili per alcuni settori specifici. Un impegno importante e in prima linea che però non ha affatto toccato i nove Comuni capoluogo che, anche in questo campo, hanno fatto registrare pessimi risultati, con qualche eccezione.
La più avanzata è Caltanissetta, che offre applicazioni nei settori della cultura e dei rifiuti, ma anche informazioni dedicate ai giovani e altre di tipo istituzionale (Anagrafe ecc...), senza dimenticare le aree wi-fi.
Anche Siracusa si difende con quattro servizi che includono la mobilità e la sicurezza (protezione civile, allert sistem, ecc...). Enna, Catania, Messina, Palermo e Agrigento non offrono nulla, Trapani si limita a quelle di tipo istituzionale.
In Italia il settore più diffuso resta quello relativo alla mobilità, che coinvolge 51 Comuni capoluogo, mentre altri cinquanta hanno quello relativo alla cultura, turismo e/o sport. Ben quaranta realtà vantano la presenza di aree free wi-fi e 35 applicazioni relative all’ambito della sicurezza. Rispetto alla rilevazione del 2015, i dati risultano tutti in crescita, anche se di poco.

Articolo pubblicato il 05 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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