Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Coste siciliane invase dalla plastica. Il ministero chiede "aiuto" ai pescatori
di Rosario Battiato

Si lavora a una legge che consenta il recupero e il riciclo della spazzatura finita a mare. Numeri record nell’Isola: in 12 spiagge monitorate trovati 787 rifiuti ogni 100 metri 

Tags: Ambiente, Sicilia, Inquinamento, Legambiente



PALERMO – C’è ancora un mare di plastica lungo il litorale nazionale. Questo fenomeno, che puntualmente si riaffaccia nelle cronache estive, anche se rappresenta un’emergenza ormai da qualche anno, è finito nel mirino del Ministero dell’Ambiente che nei giorni scorsi ha esortato l’avvio di un fronte comune tra istituzioni, cittadini e aziende. Intanto, si lavora a una normativa per consentire il recupero della plastica in mare. Ipotesi suggestive da rendere legge per arginare una violenza ambientale che potrebbe determinare pesantissime conseguenze anche a livello turistico.
 
È stato presentato nei giorni scorsi il rapporto “Stessa spiaggia, stessa plastica” stilato da Greenpeace che ha illustrato i dati raccolti tra maggio e giugno su sette spiagge italiane. Tra queste anche alla spiaggia Arenella di Palermo che ha fatto registrare un volume di 755,5 litri (76% di plastica) e un peso circa 47 chilogrammi (metà sono plastica) di rifiuti complessivi. A dominare le varie porzioni delle differenti tipologie di plastica sono state il pet (più della metà del volume e del peso totali) e la plastica dura (circa un quinto).
 
Un altro monitoraggio era stato effettuato da Legambiente, alla fine di maggio, con l’indagine Beach Litter 2018 che aveva riguardato 78 spiagge per oltre 400 mila metri quadrati ed evidenziato la presenza, a livello nazionale, di circa 620 rifiuti ogni 100 metri di litorale. Quindici le spiagge isolane: Babbaluciara di Agrigento, Maganuco di Modica (RG), Spinesante di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), Arenella di Siracusa, Cava D’Aliga di Scicli (RG), Romagnolo di Palermo, Punta delle formiche di Pachino (SR), due spiagge in località San Cataldo a Trappeto (PA), Sampieri (RG), Barcarello di Palermo, Mazzeo di Taormina (ME), San Marco di Calatabiano (ME), Aspra di Bagheria (PA) e la spiaggia di Ponente di Scicli (RG).
 
Altre 12 spiagge siciliane erano state oggetto dell’attenzione dei volontari dell’associazione del cigno che all’inizio di maggio, in collaborazione con Corepla, nell’ambito del progetto educativo “Se butti male finisce in mare”, realizzato tra Catania, Palermo, Agrigento, Scicli, Taormina, Bagheria, Modica, Calatabiano e Barcellona, avevano registrato una media di 787 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia su una superficie totale di 49.550 metri quadri.
 
Al Ministero si lavora a una legge per consentire il recupero della plastica in mare, con il “coinvolgimento – si legge in una nota ufficiale – dei pescatori”. Il Ministro Costa ha precisato che intende “incardinare nelle prossime settimane la prima legge sul mare che parla in particolare della plastica nel mare seguendo la linea indicata dalle direttive comunitarie, che intendiamo anticipare in Italia”. Per Costa “non si tratta di una legge contro qualcuno, inseriremo un primo step sull’economia circolare, quindi punteremo sul riuso della plastica” e in questo modo “gli imprenditori saranno dalla nostra parte, tutelando allo stesso tempo l’ambiente”.
 
Il coinvolgimento dei pescatori corrisponde a un’esigenza precisa: “il 50% del loro pescato è plastica” e “attualmente non lo possono nemmeno portare a terra, quindi interverremo sulla legge, la 152/2006, il codice dell’ambiente, per consentire loro di portare la plastica a terra”. Un’operazione per dargli la possibilità di fornire un servizio sociale, con il sostegno del Ministero dell’Ambiente.

Articolo pubblicato il 06 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus