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Regione: il Governo boccia una ventina di norme della Finanziaria siciliana
di Redazione

Il Consiglio dei ministri impugna, tra le altre, quelle che consentivano le assunzioni nelle Partecipate, le promozioni interne, i prepensionamenti, i contributi Pac. Sono in contrasto con le leggi nazionali.Il M5s chiede le dimissioni di Armao. Il Pd, "Regione allo sbando, Musumeci riferisca all'Ars"

Tags: Regione, Governo Boccia Norme Finanziaria Siciliana, Musumeci, Armao, M5s



"Il Consiglio dei ministri su proposta del ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Erika Stefani, ha esaminato otto leggi delle Regioni e delle Province Autonome e ha quindi deliberato di impugnare..."
 
Così comincia il comunicato diffuso dal Cdm presieduto dal premier grillino Giuseppe Conte, che annuncia di aver impugnato una ventina di norme della legge Finanziaria varata dall'Ars nello scorso mese di aprile perché in contrasto con le leggi nazionali.
 
Tra queste, le principali riguardano assunzioni nelle società partecipate, a partire dalla stabilizzazione del bacino dei circa 3 mila Pip, le promozioni interne, i prepensionamenti dei regionali, la dotazione organica dell'Irfis e i contributi a pioggia erogati tramite la revisione dei fondi del Patto di azione e coesione (Pac). Ma anche le nuove concessioni per impanti eolici e del demanio marittimo.
 
Non viene tagliato quell'articolo 26 che prevede la stabilizzazione dei lavoratori precari delle autonomie locali.
Salvo anche il Bilancio della Regione siciliana.
 
"L'impianto della Finanziaria ha retto" ha commentato il vicepresidente della Regione e assessore all'Economia Gaetano Armao.
 
Di tutt'altro parere la rappresentanza del M5s all'Ars, che, appreso dei tagli, ha parlato di "Governo di dilettanti" e ha chiesto le dimissioni di Armao.
 
L'attacco della capogruppo grillina all'Ars Valentina Zafarana e del vice presidente dell’Assemblea Giancarlo Cancelleri, componente della commissione Bilancio, è diretto: "Ecco che fine ha fatto il capolavoro firmato Musumeci-Armao".
 
"Quando dicevamo - hanno sottolineato - sia in commissione e sia in aula che la finanziaria era infarcita di errori macroscopici che sarebbero certamente stati impugnati, lo dicevamo a ragion veduta. Se questi sono gli esperti della politica, gli stessi cioè che in un recente passato hanno creato i disastri che ben conosciamo, allora la Sicilia è condannata".
 
"Solo Musumeci - hanno concluso - sta riuscendo a far peggio di Crocetta".

"Il governo Musumeci è allo sbando - ha commentato il capogruppo del Pd all'Ars Giuseppe Lupo - e  a questo punto è necessario che il presidente dell'Assemblea regionale Miccichè convochi al più presto il presidente della Regione in parlamento per spiegare come intende rimediare ai danni prodotti e per verificare gli effetti che l'impugnativa avrò sul Bilancio, sui settori interessati e sui siciliani".
 
 "La decisione del governo nazionale - ha aggiunto Lupo - conferma il giudizio negativo che il Pd ha dato alla manovra, rispetto alla quale in Aula avevamo espresso voto contrario. Se già il governo Musumeci navigava a vista  adesso rischia di affondare".

Articolo pubblicato il 07 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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