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Quotidiano di Sicilia

Musumeci ammette: "Sicilia bellissima solo tra 15-20 anni"
di Raffaella Pessina

Il Presidente pessimista sulla possibilità di uscire dal tunnel in tempi brevi. Troppi i primati negativi: dalla povertà alla disoccupazione 

Tags: Nello Musumeci, Giuseppe Lupo, Gianfranco Miccichè



PALERMO - Sono seriamente preoccupato dei tempi. Dico che si è perso del tempo. In Veneto o in Lombardia sarebbe soltanto un dato di calendario, ma in Sicilia perdere tempo significa accentuare un’emorragia cominciata da anni che ci porterà a un’anemia irreparabile. Abbiamo 43 siciliani su 100 che vivono in povertà, il 72 per cento delle imprese non lavora, c’è la disperazione in giro. Noi abbiamo il dovere di lavorare in fretta e dobbiamo dirlo anche ai dirigenti, a chi costituisce l’ossatura della burocrazia. La Sicilia è l’ultima regione d’Italia, per occupazione, qualità della vita e dotazioni infrastrutturali. Abbiamo il dovere di buttare alle spalle questo triste primato e per farlo ci vorranno anni. Questa terra diventerà bellissima, io credo che tra 15-20 anni lo sarà davvero. Io non ci sarò, semmai ci saranno le mie nipotine con le quali mi confronto”. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, durante il convegno all’Albergo delle Povere dal titolo ‘La nuova sfida territoriale: le cinque aree interne siciliane’.
 
Momenti difficili anche per la maggioranza che appoggia Musumeci. I battibecchi nell’ultima riunione a Sala D’Ercole dimostrano che non c’è coesione. Al punto che i lavori sono stati interrotti e rinviati alla prossima settimana. Il risultato è comunque sempre lo stesso: a Palazzo dei Normanni si legifera poco o niente, e le sedute del Parlamento sono ridotte a una alla settimana, come accadeva nella passata legislatura. Anche se è cambiato il Parlamento e vi sono 20 unità in meno, l’andazzo non è cambiato. Di questa situazione ne approfitta l’opposizione: “Lo scontro nella maggioranza paralizza ormai non solo il governo ma persino l’attività d’Aula non consentendo neppure l’esame degli atti ispettivi e delle mozioni – ha detto il presidente del gruppo parlamentare Pd all’Ars Giuseppe Lupo, a proposito del diverbio tra il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Milazzo ed il presidente di turno Roberto Di Mauro che ha portato al rinvio della seduta lo scorso martedì. “Quanto accaduto è certamente grave - aggiunge Lupo - anche perché ha impedito la discussione di una mozione importante che riguardava gli scali aeroportuali siciliani, strutture fondamentali per la crescita economica e per il turismo nell'isola”.
 
Prova invece a scacciare la crisi Forza Italia che ha tenuto nei giorni scorsi una conferenza stampa a Palazzo dei Normanni proprio per spiegare che non esiste alcuna spaccatura all’interno della maggioranza. In particolare il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè (Fi) ha sottolineato che “In Sicilia c'è una grande unità. Voglio ribadire che non c’è mai stato un solo momento di disagio tra me e Musumeci, che continua a essere il nostro presidente e la persona per cui noi continuiamo a lavorare tutti i giorni”. Ma il Governatore vuole contare su tutte le forse politiche e già da tempo ha aperto ai Cinquestelle che in Parlamento hanno un peso non indifferente per il raggiungimento di una solida maggioranza. In particolare la velata apertura è sul disegno di legge in materia di rifiuti che il governo ha redatto con l’obiettivo di confrontarsi con tutte le forze politiche per realizzare una buona legge. E anche sulla proposta di taglio dei vitalizi del M5s Musumeci ha mostrato una certa volontà di dialogo.
 
Di fatto le vacanze estive si stanno avvicinando e il primo anno di questa legislatura è stato un percorso ad ostacoli tra interruzioni dovute alle campagne elettorali, nazionali e amministrative, esercizio provvisorio vacanze natalizie e pasquali e scaramucce che inficiano i lavori d’Aula.

Articolo pubblicato il 12 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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