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Immobili, a Palermo non ci sono segnali evidenti di rilancio del mercato
di Redazione

È quanto emerge dall’analisi del 2° Osservatorio immobiliare di Nomisma 2018. Dinamica compravendite positiva ma i prezzi registrano variazioni negative: -3% 

Tags: Palermo, Mercato Immobiliare, Nomisma



PALERMO - “In un clima di generale ritrovata fiducia, gli indicatori del mercato immobiliare palermitano continuano a non manifestare evidenti segnali di rilancio” - è quanto emerge dall'analisi del 2° osservatorio immobiliare di Nomisma 2018. La dinamica delle compravendite tutto sommato positiva degli ultimi anni non si è riflessa sull’andamento dei prezzi, che nel settore residenziale continuano a registrare variazioni negative senza sostanziali differenze tra abitazioni nuove e usate (rispettivamente -3% e -3,2% su base annua) e tra zone cittadine.
 
 
L’aumento dell’attività transattiva - lievemente più contenuto rispetto agli anni passati - è riconducibile a una dinamica meno espansiva di mutui. Anche nel comparto locativo si è assistito a una lieve contrazione dei valori (-0,2%), sebbene sia evidente una maggiore tenuta rispetto al mercato della compravendita. L’andamento di prezzi e canoni ha portato il rendimento medio lordo annuo ad attestarsi al 5,8%. L’accresciuta redditività potenziale ha favorito un incremento dell’interesse della componente di investimento, che a Palermo si attesta al 20%. Con riferimento alla velocità di assorbimento, i tempi medi di vendita (5,8 mesi) si riducono lievemente. Analogo andamento si registra per i tempi di locazione (3,5 mesi per l’usato e 2,8 mesi per il nuovo). Gli sconti praticati sul prezzo di vendita subiscono un’ulteriore flessione mantenendosi tuttavia su valori elevati (16%).
 
Le previsioni degli operatori per il prossimo semestre confermano un sostanziale aumento dei contratti di vendita e una crescita del numero di locazione a fronte di un lieve calo di prezzi e canoni. Nel comparto non residenziale non migliora la situazione in corrispondenza degli immobili di impresa, sebbene le compravendite, in linea con la dinamica nazionale dei recenti anni, continuino a segnare variazioni positive, riconducibili prevalentemente alle transazioni nel segmento commerciale. Le quotazioni registrano arretramenti più accentuati per gli immobili direzionali (-3,2% la variazione annua) e solo leggermente meno marcate per quella commerciale (-2,4%). A differenza di quanto rilevato nel settore residenziale, a flettere sono sia i prezzi di compravendita, sia i canoni di locazione, seppur con accenti meno marcati sul versante degli affitti.

Articolo pubblicato il 12 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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