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Omissione dichiarazione Iva, arriva il "perdono" del Fisco
di Elettra Vitale

“Ravvedimento operoso”: 30 luglio nuovo termine per regolarizzare, sanzione di 25 euro. Dall’Agenzia delle Entrate un avviso tramite Pec e disponibile un numero verde 

Tags: Fisco, Agenzia Delle Entrate



ROMA - L’Agenzia delle Entrate offre una seconda occasione a tutti quei contribuenti che non hanno presentato la propria dichiarazione Iva relativa al 2017, per la quale il termine ultimo era previsto per lo scorso 30 aprile. Il provvedimento, con protocollo 129515/2018 del 27 giugno, inoltre, riguarda anche coloro che, in tale data, hanno prodotto una documentazione incompleta, compilando solo il quadro relativo alle “informazione e dati relativi alle attività”, il cosiddetto Va.
 
Si tratta di uno strumento, definito “ravvedimento operoso”, volto ad agevolare i contribuenti che hanno omesso di presentare le informazioni richieste dal Fisco, che potranno regolarizzare la loro posizione pagando una sanzione fissa di 25 euro, ridotta dunque di 1/10 rispetto a quella prevista, che ammonta a 250. L’Ente infatti, una volta svolte le verifiche del caso, invierà comunicazione ai contribuenti ritardatari per invitarli a fornire i dati non dichiarati, per permettere loro di fornire una giustificazione delle anomalie rilevate.
 
In particolare, l’Agenzia si occuperà di passare in rassegna le fatture trasmette dai soggetti in questione e, per agevolare la compliance, inoltrerà loro un avviso tramite Pec, nel quale sono riportati: codice fiscale, dati anagrafici del contribuente; la data della comunicazione trasmessa, completa di numero identificativo, codice d’atto e anno d’imposta e, infine, la data e il protocollo telematico delle dichiarazioni Iva 2017 precedentemente trasmessa, che riguarda coloro che hanno fornito solo la Va. La stessa comunicazione è consultabile dal contribuente all’interno dell’area riservata del portale informatico dell’Agenzia delle Entrate, denominata “Cassetto fiscale”, e dell’interfaccia web “Fatture e Corrispettivi”.
 
Uno degli aspetti sicuramente più interessanti è che tale procedura può essere messa in pratica anche nel caso in cui la violazione sia già stata constatata o anche se sono iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di controllo, di cui i soggetti interessati abbiano avuto formale conoscenza.
 
Se, dunque, il modello richiesto viene presentato entro 90 giorni dall’attuazione del provvedimento, ovvero entro la nuova scadenza del 30 luglio, la dichiarazione in questione diventerà tardiva e non più omessa, cosa che si verificherà se la nuova data verrà nuovamente ignorata. In tal caso il Fisco prenderà tutti i provvedimenti del caso, applicando una sanzione che varierà dal 120 al 240%, ovvero da un minimo di 250 euro a un massimo di 1000.
 
Al fine di agevolare le procedure, i contribuenti potranno anche rivolgersi agli intermediari incaricati della trasmissione delle dichiarazioni, tramite i quali potranno richiedere informazioni e segnalare all’Agenzia delle Entrate eventuali elementi, fatti e circostanze ad essi contestate e non conosciute con le modalità indicate nella comunicazione. In caso di tardiva od omessa trasmissione dei dati da parte dei soggetti abilitati all’invio telematico, come commercialisti e consulenti del lavoro, in base all’articolo 7-bis del decreto legislativo 241/1997, è prevista per loro una sanzione da 516,46 a 5.164,57 euro e, qualora venissero riscontrate gravi e ripetute regolarità nell’attività di invio, può essere prevista la revoca dell’abilitazione.
 
Infine, come dichiarato nel provvedimento in questione “nel caso in cui il contribuente avesse bisogno di informazioni potrà telefonare al numero 848.800.444 oppure allo 06.96668907, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 17”.

Articolo pubblicato il 14 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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