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Migranti: Pozzallo, Salvini cede su donne e bimbi
di Redazione

Come sempre con un tweet, il ministro dell'Interno ha reso nota la decisione di autorizzare i primi sbarchi a Pozzallo, cedendo anche alle insistenze del sindaco Ammatuna e delle organizzazioni umanitarie. Per gli altri prosegue il braccio di ferro nonostante il sì di Francia, Malta e Germania di accogliere parte dei migranti

Tags: Pozzallo, Migranti, Matteo Salvini



Una donna incinta su una barella, una mamma con un neonato e un bimbo di tre anni sono stati i primi migranti scesi dalle navi alargo di Pozzallo, condotti a terra da una motovedetta della Capitaneria e subito trasportati in ospedale a Modica.
 
 
Come sempre con un tweet, il ministro dell'Interno Matteo Salvini aveva reso nota poco prima la decisione di autorizzare i primi sbarchi dalle navi ormeggiate al largo di Pozzallo, cedendo alle insistenze del sindaco Ammatuna e delle organizzazioni umanitarie.
 
"Consentiremo a sedici mamme e undici bambini di sbarcare ed essere messi in sicurezza, per tutti gli altri la linea rimane quella finora seguita".
 
Prosegue, insomma, il braccio di ferro del governo italiano nonostante Francia e Malta prima, e in giornata la Germania, si siano dette disposte ad accogliere cinquanta migranti ciascuno tra i 430 raccolti al largo di Linosa sulle navi Protector Frontex e del pattugliatore Monte Sperone della Guardia di finanza.
 
"Siamo pronti ad aiutare l'Italia - ha detto una portavoce del Governo Merkel - così come stabilito dagli accordi e come chiesto dal premier Conte".
 
Per tutta la giornata chi era andato a godersi sole e mare sulla spiaggia di Pozzallo era rimasto a guardare curioso le due imbarcazioni nella rada.
 
"Speriamo che la situazione si possa sbloccare al più presto possibile - aveva detto in mattinata il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna - perchè a bordo delle due navi ci sono persone che soffrono e non merci. Quello che sta accadendo è incredibile, sulle navi ci sono persone che hanno bisogno di assistenza e di luoghi adatti a cure e riposo".
 
Intanto il Comune ha provveduto a inviare viveri e bevande sufficienti per almeno altre 24 ore, insieme con omogeneizzati, latte e succhi di frutta, per i bambini.
 
"Nella veste di medico - aveva aggiunto nel pomeriggio Ammatuna - ho richiesto e ricevuto conferma per una maggiore disponibilità di accoglienza presso il nosocomio di Modica perché è facile prevedere come il protrarsi di questa situazione, con il caldo afoso, possa aggravare le condizioni sanitarie dei migranti a bordo che bisogna affrontare per tempo e nei modi giusti".
 
E infatti poco dopo una donna incinta e i suoi figli che erano a bordo del pattugliatore Monte Sperone sono stati portati a terra per assistenza medica.
 
Save the Children si era dunque associata alla richiesta del Sindaco chiedendo lo sbarco immediato delle persone a bordo delle due navi dando priorità ai bambini e alle persone vulnerabili "provati da un lungo viaggio e dal dolore".
 
"C'è preoccupazione - aveva detto ancora Ammatuna - per l'incertezza sulla situazione dei migranti e anche la nostra consolidata capacità organizzativa è messa a dura prova. Arrivano indicazioni di approntare in tempi ristrettissimi forniture di viveri e medicinali, ma vorremmo capire come procedere nella maniera più corretta possibile".
 
Al termine delle operazioni circa cinquanta tra donne e bambini erano scesi dalle imbarcazioni della Guardia di Finanza e di Frontex ormeggiate nella rada di Pozzallo.
 
Sull'imbarcazione della Gdf ci sono 266 migranti di nazionalità eritrea (180), 44 dalla Somalia, 5 dalle Isole Comore, 2 dall'Etiopia, 13 dalla Nigeria, 11 dal Madagascar, 4 dalla Palestina, 3 dalla Siria, 3 dalla Costa d'Avorio ed uno dal Sudan.
 
Sulla nave di Frontex ci sono 185 migranti: 107 di nazionalità eritrea, 50 somali, 10 dal Camerun, 6 dalla Libia, 4 dal Bangladesh, 4 dalla Nigeria, 2 dall'Algeria, 1 dall'Egitto, 1 dalla Tunisia.

Articolo pubblicato il 15 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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