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Aiuti per il rilancio delle imprese: 2.800 istanze pervenute alla Regione
di Michele Giuliano

Si finanziano investimenti in macchinari, impianti, beni intangibili e attività di riorganizzazione. L’Avviso 3.1.1.03 è inserito nel Po Fse 2014-20: 30 milioni di euro a disposizione 

Tags: Po Fse 2014-2020, Incentivi, Imprese



PALERMO - Si procede celermente con l’avviso 3.1.1.03 inserito nel Po Fse 2014/2020, che porta il titolo “Aiuti alle imprese esistenti per investimenti in macchinari, impianti e beni intangibili e accompagnamento dei processi di riorganizzazione e ristrutturazione aziendale”. In questi giorni è stato trasmesso l’elenco delle prenotazioni e delle domande delle imprese partecipanti. Si tratta di quasi 2.800 istanze, che, dopo la verifica dei requisiti, si divideranno fondi per 30 milioni di euro.
 
 
Cifre importanti, messe a disposizione con l’intenzione di agevolare la realizzazione di progetti di investimento con aiuti in regime di “de minimis”, finalizzati all’acquisizione di attivi materiali e immateriali, che aiutino le nostre imprese a migliorare i servizi resi e a creare una base lavorativa che permetta di proseguire la propria attività in termini di miglioramento e crescita in prospettiva a lungo termine. In tal modo, le istituzioni comunitarie, nazionali e regionali vogliono sostenere le imprese affinché si possa rilanciare la propensione agli investimenti produttivi mediante la concessione di agevolazioni sotto forma di contributo in conto capitale, sulla base di una procedura valutativa a sportello.
 
Per ogni progetto presentato l’investimento minimo ammissibile non sarà inferiore a 30 mila euro e non sarà superiore ai 250 mila euro. Per quanto riguarda le imprese che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi, il contributo non sarà, invece, superiore a 100 mila euro.
 
I progetti ammessi a contributo saranno quelli relativi alla realizzazione di opere edili di ristrutturazione su edifici già esistenti nella misura massima del 40% del progetto ammesso, e ancora impianti, macchinari, attrezzature nuovi di fabbrica e conformi alle normative comunitarie, software, servizi e-commerce, servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione, qualora questi servizi non siano continuativi o periodici ed esulino dai costi di esercizio ordinari d’impresa, connessi ad attività regolari quali la consulenza fiscale, la consulenza legale e la pubblicità. Gli aiuti saranno concessi nella forma di contributi in conto capitale fino a una misura massima pari al 75% della spesa ritenuta ammissibile a seguito della valutazione. Il contributo non è cumulabile con altri finanziamenti pubblici, nazionali, regionali o comunitari, per le stesse spese ammissibili.
 
A questo punto, si passa al processo di valutazione, basata sui requisiti definiti ed i criteri di valutazione, innanzitutto la ricevibilità, e cioè l’inoltro della domanda nei termini e nelle forme previste dall’avviso, e la completezza e regolarità della domanda e degli allegati. Sarà quindi verificata la sussistenza di tutti i requisiti di ammissibilità ed esaminati tutti gli elementi di selezione e assegnazione dei punteggi.
 
Nella pratica, il Servizio competente effettua la verifica della sussistenza dei requisiti di regolarità formale e di ammissibilità sostanziale e trasmette alla commissione di valutazione, nominata con Decreto del Dirigente Generale, le domande ammissibili che hanno superato la fase istruttoria. La Commissione di valutazione effettua la valutazione delle domande di contributo secondo l’ordine cronologico di arrivo. E successivamente trasmette al Servizio i verbali delle sedute e gli elenchi delle operazioni finanziabili, che hanno cioè conseguito la soglia minima di qualità progettuale definita dall’avviso, e l’elenco delle operazioni non finanziabili con un punteggio inferiore alla citata soglia minima.

Articolo pubblicato il 18 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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