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Rom: sequestrato campo nomadi di Palermo, è pericoloso
di Redazione

Lo ha stabilito il Gip, vagliando una richiesta della Procura. Nel 2016 un primo provvedimento sull'accampamento della Favorita da parte della Polizia Municipale, il cui comandante è stato nominato custode. Orlando, "Già finanziato un progetto di dismissione e integrazione"

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Il Gip di Palermo, su richiesta della Procura ha disposto il definitivo sequestro del campo nomadi della Favorita dopo un primo sequestro d'urgenza disposto un anno e mezzo fa dal Comando della Polizia municipale.
 
Dalle indagini, infatti, è emersa una grave situazione di pericolo per le persone che ci abitano, costrette a vivere tra fili elettrici volanti col rischio di rimanere folgorate, e tra discariche abusive.
 
 
Il provvedimento è stato notificato a Leoluca Orlando in quanto sindaco di Palermo e dunque proprietario dell'area, e al comandante del Corpo della Polizia municipale, nominato custode.
 
E' stato aperto un procedimento penale ancora a carico di ignoti che ipotizza i reati di discarica abusiva e omissione di atti d'ufficio.
 
Fili elettrici volanti, discariche di liquami a cielo aperto e cataste di rifiuti non raccolti.
 
Così viene descritto  l'inferno del campo nomadi di Palermo dove da trent'anni centinaia di persone sono costrette a vivere nel pericolo.
 
Gli allacci alla luce - il Comune si è limitato a dare la centralina - sono realizzati in modo artigianale e fili volanti mettono a rischio costante di folgorazione.
 
Nessuno raccoglie la spazzatura e in diverse discariche abusive confluiscono rifiuti umani e animali.
 
Esclusa l'ipotesi di occupazione abusiva: per il giudice il tempo trascorso dai primi insediamenti renderebbe impossibile risalire a chi ha occupato e mancherebbe comunque il profilo del dolo e cioè il fine di trarre profitto dall'impossessamento dell'area.
 
Sotto inchiesta potrebbero però finire i funzionari del Comune che, pur essendo a conoscenza della "gravissima situazione di pericolo" vissuta dagli occupanti dell'area, sono rimasti inerti.
 
 
Nel provvedimento di sequestro viene ricostruita infatti la storia del campo a partire dai primi anni Novanta, quando un gruppo di cittadini Rom della ex Jugoslavia fuggì dal conflitto nella regione del Kosovo, stabilendosi a Palermo, nel quartiere Zen prima e appunto alla Favorita successivamente.
 
La Procura di Palermo ha chiesto e ottenuto il sequestro dell'area proprio per tutelare l'incolumità degli abitanti, al termine di un'indagine aperta dal pm Piero Padova e coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi.
 
L'inchiesta nasce da un primo sequestro d'urgenza disposto un anno e mezzo fa dal Comando della Polizia municipale che, però, non venne convalidato dalla Procura in quanto non c'era stata una chiara individuazione dei reati commessi.
 
La Procura ha a quel punto disposto una serie di accertamenti e di consulenze scoprendo una situazione di gravissimo pericolo per gli abitanti.
 
"Questo provvedimento - ha detto Orlando - è la conferma della necessità e urgenza di dare attuazione al progetto, che è già inserito e finanziato con il Pon Metro, per la definitiva dismissione del campo, attraverso la ricollocazione dei suoi attuali abitanti, un centinaio, e l'intensificazione dei percorsi di integrazione".
 
"Quello del definitivo abbandono del campo - ha aggiunto il l'assessore Giuseppe Mattina - è per altro un obiettivo che la stessa comunità Rom palerminata si è dato, come confermato anche recentemente negli incontri avuti con l'amministrazione comunale".
 
Il progetto complessivo con uno stanziamento di circa 900 mila euro, prevede, hanno spiegato "la presa in carico di quei nuclei familiari e quei singoli che decideranno di abbandonare il campo, partecipando a un "percorso di accompagnamento alla casa con progetto personalizzato, in relazione al numero di componenti del nucleo e/o ai soggetti interessati e alla complessità e gravità della situazione sociale".
 
"Quindi - ha detto Orlando - non soltanto un progetto per la soluzione dell'emergenza abitativa, ma anche di accompagnamento sociale, attraverso percorsi di formazione, facilitazione dell'autoimpiego e dell'autoimprenditorialità, il sostegno ai percorsi scolastici dei minori. Proprio su quest'ultimo tema, nei giorni scorsi ha preso avvio il progetto per l'inclusione dei bambini Rom, Sinti e Camminanti, finanziato in parte con fondi comunali e in parte con fondi del Pon inclusione".
 
Concordi con il sindaco i quattro consiglieri comunali di Sinistra Comune, secondo i quali  "Bisogna garantire alloggi decorosi alle venti famiglie del campo " perché "i rom sono parte integrante della nostra comunità".
 
I consiglieri chiedono inoltre al Sindaco e alla Commissione toponomastica "di intestare quell'area a Fatima Del Castillo, maestra della scuola De Gasperi ed animatrice sociale che ha lavorato per l'integrazione".

Articolo pubblicato il 18 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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