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Quotidiano di Sicilia

Così "rinasceranno" i porti della Sicilia occidentale
di Giovanna Naccari

I vertici del settore hanno fatto il punto sulle strategie per rilanciare gli scali di Palermo, Termini, Trapani e Porto Empedocle. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale Pasqualino Monti: “Stiamo eliminando i ritardi del passato” 

Tags: Autorità Di Sistema Portuale Del Mare Di Sicilia, Porto, Palermo, Trapani, Termini Imerese, Porto Empedocle



PALERMO – I porti siciliani attraggono grossi gruppi crocieristici e nautica di lusso, offrono servizi innovativi e incentivano la Blue economy. È il futuro che immagina Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia occidentale, costituita dai porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle.
 
Un progetto collegato dal prefisso: ‘ri’, chiave di lettura per entrare in questa nuova dimensione: “La Sicilia occidentale ri-genera il suo waterfront; ri-qualifica i suoi scali; ri-progetta le sue infrastrutture; ri-nnova il suo sistema portuale e la logistica; ri-connette i porti alle città. In una parola: ri-nasce”. Questa linea di pensiero, il vertice dell’Adsp di Sicilia occidentale l’ha voluta condividere a Palermo con i principali attori del settore, riunendoli a Villa Igiea, al convegno “Noi, il Mediterraneo…12 mesi all’anno”.
 
 
“Ogni attività che si svolge nel porto ha la nostra attenzione, ma vogliamo che ci sia pianificazione secondo il mercato e guardando al futuro – ha detto il presidente Monti – In questo modo abbiamo ragionato in ogni settore per la riqualificazione dei quattro scali, pensando a nuove strutture ricettive, alla riqualificazione di quelle esistenti, ad infrastrutture e a relazioni per l’aumento dei traffici”. Ed ha aggiunto: “Stiamo eliminando i ritardi del passato. Abbiamo trovato a Trapani un piano regolatore del 1968 a Porto Empedocle del 1962. Su Palermo abbiamo approvato il nuovo Prg chiudendo il contenzioso con il Comune. Sposteremo il traffico ro-ro in un’area adeguata e potenzieremo il traffico crocieristico grazie agli investimenti e ai servizi. Abbiamo incontrato anche Fincantieri”.
 
Monti ha anche sottolineato l’importanza di creare strategie con l’Adsp della Sicilia orientale e l’Ap di Messina all’insegna della Blue economy. E ribadendo gli impegni infrastrutturali, ha detto ai rappresentanti dei gruppi crocieristici Carnival (Costa), Msc e Royal Caribbean Cruise: “Noi continuiamo il percorso di crescita, voi portate le navi”.
 
Ecco come sta cambiando il panorama portuale. A Palermo sono stati demoliti gli insediamenti inutili, i vecchi silos granari. Sono stati attivati finanziamenti per oltre 120 milioni e messi a punto i nuovi Prg di Trapani e Porto Empedocle. In via di definizione il concorso internazionale di idee vinto da uno studio di Roma per la realizzazione dei due terminal sul molo Piave e sul molo Sammuzzo; due società europee sono state coinvolte nel progetto di Smart Port.
 
Animato il dibattito con i gruppi crocieristici e con le compagnie che gestiscono ferries e autostrade del mare.
Achille Onorato di Moby-Tirrenia sarebbe disposto a investire in un terminal efficiente nella Sicilia occidentale, mentre i grandi nomi del settore crocieristico sarebbero interessati alla gestione della nuova stazione marittima di Palermo.

Il sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Edoardo Rixi, ha sottolineato la necessità di affermare in Europa la centralità del Mediterraneo, raccogliendo l’approvazione del presidente di Assarmatori, Stefano Messina e del presidente di Confitarma, Mario Mattioli.
 
Matteo Catani (Gnv) e Alessandro Bisanti (Grimaldi) hanno ricordato i grandi investimenti sulle autostrade del mare come chiave di sviluppo.
 
Sulla nautica c’è ancora da lavorare concentrandosi su affidabilità e qualità del territorio per i rappresentanti di Ucina e Nautica Italiana e per una reale crescita della Blue economy, come ha dichiarato Gian Enzo Duci, presidente di Federagenti.

Articolo pubblicato il 24 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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