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Corte dei Conti: motivazioni di dissesto per il Comune di Catania
di Redazione

La decisione è stata presa nel corso dell'adunanza del 4 maggio scorso e notificata al sindaco Pogliese. Secondo i giudici contabili ci sarebbe un "buco" di circa 1,6 miliardi. L'appello del direttore del Qds Tregua, "Le forze politiche facciano quadrato per difendere l'economia catanese". IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO DELLA CORTE

Tags: Corte Dei Conti, Catania, Dissesto, Salvo Pogliese



"La Corte dei Conti ha accertato la sussistenza delle motivazioni per le dichiarazione di dissesto del Comune di Catania ma non ha dichiarato il dissesto del Comune di Catania. Conseguentemente il Comune, l'Amministrazione comunale si dovrà occupare ora di redigere un eventuale ricorso per accertare definitivamente le condizioni finanziarie".
 
 
 
Lo ha detto il direttore del Quotidiano di Sicilia Carlo Alberto Tregua puntualizzando tecnicamente quale sia lo stato attiale della grave situazione del Comune di Catania e lanciando un appello all'unità della città chiedendo alle forze politiche di far quadrato.
 

 
La notizia che la Corte dei conti aveva formalizzato la decisione, presa nell'adunanza dello scorso 4 maggio, era stata comunicata poco prima dal sindaco Pogliese durante un incontro con i giornalisti nel Palazzo degli elefanti.
 
"Cercheremo di fare tutto, anche l'impossibile - ha detto Pogliese - per evitare il dissesto. Leggeremo con attenzione le 70 pagine del provvedimento e valuteremo cosa fare. Ma è opportuno essere prudenti. A noi non interessa addossare oggi responsabilità, ma ci troviamo davanti a pesanti debiti non riscossi. Pensiamo, ad esempio, che la Tari è pagata riscossa al 50%. Versare i tributi è un dovere e credo che sia importante che i cittadini percepiscano la gravità delle condizioni del nostro Comune".
 
"In questa situazione - ha detto Tregua lanciando il suo appello - è necessario che tutta la città e tutte le forze politiche facciano quadrato attorno all'Amministrazione comunale per evitare il dissesto che sarebbe un disastro per l'economia in termini di falcidia di decine o centinaia forse migliaia di imprenditori creditori del Comune e quindi con conseguenze sulla occupazione che sarebbero tragiche".
 
"Ripeto dunque il mio appello - ha aggiunto Tregua -, stiamo tutti insieme attorno al Sindaco, all'Amministrazione e a tutti i Consiglieri comunali di Catania perché questo disastro non avvenga, anche perché immagino che si possa evitare. Ci sono le condizioni per farlo, come successo a Napoli, e ci sono delle condizioni che sembra siano analoghe a quelle dell'amministrazione comunale di Torino. Allora evitiamo ancora di fare figli e figliastri.
 
La strategia del sindaco Pogliese è dunque quella di avviare "un confronto nel merito con le istituzioni e la politica regionale e nazionale: Catania è la decima città d'Italia noi ci assumiamo le nostre responsabilità ma abbiamo bisogno di essere supportati nel percorso di risanamento".
 
"Chiedo ai cittadini - ha chiosato il Sindaco - e soprattutto a quelli che le tasse non le vogliono pagare, di essere altrettanto responsabili: se è vero che una parte dell'evasione riguarda coloro i quali non possono pagare una parte rilevante riguarda coloro che fanno i furbi e non vogliono pagare. E la capacità stessa del Comune di incassare quanto accertato, che in passato è stata uguale a zero.
 
"Il nostro obiettivo - ha confermato l'assessore al Bilancio, il vice sindaco Roberto Bonaccorsi - è affrontare il problema e non rimpallare le responsabilità. Non ci sarà alcuna contrapposizione da parte nostra, alcun dito alzato a indicare qualcuno. Anzi, ogni contributo di merito è ben accetto. Le cifre sono quelle esposte dal sindaco. Sono debiti che appartengono a tutti noi, dobbiamo capire quali sono le risorse necessarie per farcene carico, tra quelle che abbiamo o potremmo avere nella disponibilità del Comune e quelle che dovremmo trovare".
 
"E' certo - ha sottolineato Bonaccorsi - che se non riusciamo a riequilibrare il dato tra il carico imponibile accertato e il riscosso, qualunque azione di risanamento possiamo immaginare avrà il respiro corto".
 
Il vicesindaco ha poi spiegato che "Catania è una città molto indebitata, quasi come Torino, ma - ha osservato - il capoluogo piemontese ha creato debiti per realizzare opere pubbliche, da noi sono stati contratti per la spesa corrente".
 
 
Secondo la relazione della Corte dei conti la situazione debitoria del Comune di Catania è pesante: ammonta a 1.580.078.603,99 euro al 15 giugno 2018, così come emerso dopo la ricognizione effettuata dall'assessore al Bilancio e vicesindaco Roberto Bonaccorsi.
 
Il dettaglio degli importi relativi ad anticipazioni di cassa, debiti verso banche, mutui, fondo rotazione, passività per contenziosi di rischio medio e alto, debiti fuori bilancio, verso le partecipate e verso terzi, transazioni e ruoli esattoriali, si trova nelle schede allegate (così come il prospetto degli interessi maturati).
 
Il dato complessivo fa riferimento ad un debito certificato di 1.247.294.159,53 euro, ai quali aggiungere 332.784.444,46 euro di interessi, arrivando all'importo totale di quasi 1,6 miliardi di euro A fronte dei numeri sul debito, il dato sulle entrate comunali registra un tasso di mancata riscossione molto significativo: prendendo a riferimento il 2017, con entrate accertate provenienti dalle imposte comunali nella misura di 278.260.150 euro, il riscosso ammonta a 210.914.396 euro.

Articolo pubblicato il 24 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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