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Taglio dei vitalizi, l'Ars rinvia tutto a settembre
di Raffaella Pessina

Lo ha stabilito il presidente del collegio dei Questori, Giorgio Assenza. Deciso inoltre il taglio del personale, ma solo sulla carta  

Tags: Ars, Vitalizi, Nello Musumeci, Giorgio Assenza



PALERMO - Seduta rinviata a martedì della prossima settimana quella dell’Ars dopo l’esame di alcune interrogazione ed interpellanze. All’ordine del giorno c’era anche l’esame del rendiconto della Regione per il 2017, ma i documenti non sono ancora pervenuti dalla Presidenza della Regione agli uffici dell’Ars. Il presidente di Palazzo dei Normanni Gianfranco Miccichè ha pubblicamente sollecitato l’invio dei documenti finanziari, ed ha annunciato che la prossima settimana l’Aula dovrebbe prendere in esame anche l’assestamento di bilancio. Miccichè ha anche anticipato che, dopo la approvazione di questi documenti, l’Aula chiuderà per le ferie estive.
 
Slitta invece a settembre la tanto discussa proposta del taglio dei vitalizi dei deputati e degli ex deputati. È stato il presidente del collegio dei Questori dell’Ars, Giorgio Assenza (Diventerà Bellissima) a darne l’annuncio al termine della riunione del consiglio di presidenza, assicurando che a settembre arriverà agli uffici dell’Ars la relazione tecnica sulla proposta in oggetto. Il Consiglio ha deciso inoltre la riduzione della pianta organica dell’Assemblea regionale, “sia perché i deputati sono comunque scesi da 90 a 70 sia nel segno della spending review”, si legge in una nota di Assenza.
 
 
“La seduta - dice Assenza - ha raggiunto un traguardo importante con l’accordo definitivo sul ridimensionamento della pianta organica dell'Ars, che comporterà un risparmio di quasi il 20% rispetto all’attuale”. In pratica, dai 258 posti in organico fissati nel 2012 nel (decennio precedente erano 293) si scende a 218. “Quindi, i prossimi concorsi che verranno quanto prima indetti per ovviare alle deficienze di personale comunque, allo stato, presenti saranno ridimensionati in tal senso” assicura Assenza.
 
Esaminando il bilancio di previsione per il 2018 alla tabella aggregati di spesa attualmente viene prevista una spesa annua di 25.440.000 euro per il personale in servizio, 51.500.000 per il personale in quiescenza e 9.235.000 per oneri previdenziali e fiscali, per un totale di 86 milioni 175 mila euro. Dalla tabella emerge che la spesa principale è quella destinata al personale in quiescenza, cifra che grava pesantemente sulle tasche dei siciliani.
 
Quindi il problema non dovrebbe essere solamente ridurre il personale in servizio, ma intervenire in qualche maniera anche su quello che non lavora più, soprattutto perché diventerà sempre di più. Intanto nel corso della seduta di ieri Antonello Cracolici del Pd ha protestato perché in Aula non era presente, per rispondere alle interrogazioni a lui rivolte, l’Assessore all’Energia Pierobon e ha risposto in sua vece l’assessore Bernadette Grasso che si occupa di altre materie. Il vice presidente dell’Ars Giancarlo Cancelleri ha informato il Parlamento che proprio ieri pomeriggio è andato a buon fine l’incontro tra il governo della Regione e i funzionari del Ministero delle Infrastrutture per stanziare delle somme a favore della cosiddetta continuità territoriale: il Ministero stanzierà 32 milioni di euro mentre la regione Sicilia ne impegnerà 10 per calmierare il costo dei biglietti da Birgi e da Comiso.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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