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Quotidiano di Sicilia

Che bello aver fiducia nelle persone fidate
di Carlo Alberto Tregua



Un vecchio proverbio siciliano recita: “Senza soldi non si canta messa e manco lu parrino ti confessa”. Un altro detto popolare riferisce: “Si può essere felici da poveri, basta avere tanti soldi”.
Il danaro sembra essere l’epicentro della vita delle persone, un obiettivo necessario per procurarsi quanto serve, deleterio per ottenere il superfluo.
L’espansione del consumismo ha portato la gente a chiedere sempre di più. Con la diffusione del materialismo, il di più aumenta ogni giorno, trasformandosi in una sorta di bulimia senza fine.
La ragione di tutto ciò è evidente: la pancia e la gola chiedono senza razionalità, senza continenza, senza limite. è la testa che dovrebbe governare pancia e gola: una testa funzionante ed efficiente, colta e sapiente, che abbia la cognizione di capire che cosa è la vita, come va vissuta, e di accettare con serenità la fine del corpo e la prosecuzione dello spirito.
 
Il danaro è materiale e alimenta l’ingordigia delle cose. Inevitabilmente provoca sfiducia in tutti e in tutto perché fra le persone avide scattano quei sentimenti negativi quali sono la gelosia e l’invidia.
Non è che la persona incapace di raggiungere risultati faccia un esame di coscienza per capire ove ha sbagliato, per rettificare gli errori e imboccare la retta via. No! Le piccole persone per i loro insuccessi dicono sempre che la colpa è degli altri, che sono sfortunate e quindi impotenti, ma non per propria responsabilità.
In queste persone non si può avere la minima fiducia perché non sanno badare a se stesse, figuriamoci se hanno la capacità di occuparsi degli altri. Eppure la fiducia è un valore importante. Non quella cieca, ma la consorella che sia ragionata.
Non c’è il dovere di avere fiducia nel prossimo perché essa va meritata giorno per giorno, conquistandola con i propri comportamenti retti ed inequivocabili, in modo da dare dimostrazione a se stessi e ad altri che si cammina su un percorso chiaro, luminoso e trasparente.
Le persone che meritano fiducia possono definirsi fidate e di solito si intendono con altre persone fidate.
 
Che bello aver fiducia nelle persone fidate. Quando si raggiunge questa sorta di simbiosi fra chi si fida di qualcuno ed il qualcuno stesso, si raggiunge un ottimo livello interpersonale che rende la vita più facile, più serena, più chiara.
Proprio per queste caratteristiche bisognerebbe sottoporre ogni persona ad un esame, in modo da rilevare se si tratti di persona fidata, perché affidabile, oppure no.
Scaturisce spontanea una domanda: ma i politici sono persone affidabili? Non vi diamo la risposta: ve la lasciamo.
E la successiva domanda gemella: ma i burocrati sono persone affidabili? Anche in questo caso vi lasciamo la risposta.
Possiamo solo osservare che sia il ceto politico che quello burocratico fanno di tutto per alimentare l’ignoranza popolare perché, come è noto, con l’ignoranza si governa meglio.
 
Quanto è piacevole far funzionare le cose? Vedere che le ruote ben oleate girano per il giusto verso e producono energia di ogni genere e tipo?
Perché questo accada occorre che vi sia un’organizzazione efficiente, cioè la connessione tra tutti i fattori economici e umani che consentono di ottenere i migliori risultati.
Certo perché una serie di ingranaggi funzioni bene occorre non solo lucidità nel progetto ma anche fiducia negli esecutori. Quella fiducia che deve essere riposta in chi la merita. Anche in questo caso la fiducia va meritata con i propri comportamenti.
La questione che trattiamo sembra complessa ma non lo è affatto. In fondo si tratta di scegliere da che parte stare: da quella delle persone perbene o dall’altra, opposta, delle persone per male.
Quelle perbene rispettano il prossimo, quelle per male, paragonabili alle cellule cancerogene, sono egoiste, anche se intelligenti: non danno agli altri nulla, anzi sono avide e succhiano il sangue agli altri come parassiti.
Ignoranza, fiducia, funzionalità, sono tre elementi del vivere insieme. Occorre sapere cosa alimentare e cosa combattere.

Articolo pubblicato il 26 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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