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Quotidiano di Sicilia

Dopo otto anni e ben tre Governi via libera al Piano di tutela dell'aria
di Rosario Battiato

È arrivato l’atteso sì della Giunta, l’ultimo strumento di pianificazione risale al lontano 2010. Servirà a coordinare le strategie per mantenere e migliorare la qualità dell’atmosfera 

Tags: Piano Di Tutela Dell'aria, Sicilia



PALERMO – Dopo otto anni, tre governi e svariati assessori all’Ambiente, è arrivato il via libera al Piano regionale di tutela della qualità dell’aria in Sicilia, partorito già nel corso del governo Crocetta, ma in attesa delle autorizzazioni ambientali ottenute soltanto nelle scorse settimane.
 
 
Nell’ultimo appuntamento di luglio la giunta regionale ha approvato il documento, redatto in conformità al decreto legislativo del 13 agosto 2010, n.155, che costituisce “un passaggio fondamentale, ma non conclusivo, nell’azione di tutela della qualità dell’aria”, si legge nel testo del provvedimento, dal momento che la tutela necessita di uno “sguardo attento e continuo a quanto prescritto dalla normativa di settore e che richiede un periodico aggiornamento dei dati relativi alle sostanze inquinanti”.
 
Determinante anche l’indirizzo che sarà espresso in futuro dalla giunta e dai deputati dell’Ars, in quanto “l’applicazione di tutte le azioni di contrasto all’inquinamento atmosferico proposte nel Piano in argomento necessita di una decisa e continua volontà politica ai fini della tutela della salute dei cittadini”. In ballo ci sono anche due procedure di infrazione per superamento dei limiti di legge del particolato e degli ossidi di azoto.
 
Gli ultimi scampoli del processo di approvazione si sono verificati quando lo scorso 16 luglio è arrivato il decreto assessoriale n.255/GAB rilasciato per gli aspetti di natura ambientale che ha fatto seguito al “parere motivato favorevole”, di cinque giorni prima, da parte della Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali.
 
Il piano approvato è uno strumento di “pianificazione e coordinamento delle strategie di intervento volte a garantire il mantenimento della qualità dell’aria ambiente in Sicilia, laddove è buona, e il suo miglioramento, nei casi in cui siano stati individuati elementi di criticità, e, pertanto, costituisce un riferimento per lo sviluppo delle linee strategiche delle differenti politiche settoriali (trasporti, energia, attività produttive, agricoltura” e per l’armonizzazione dei relativi atti di programmazione e pianificazione”.
 
Una storia lunga e travagliata, quella della tutela dell’aria isolana, che risale agli inizi degli anni duemila, quando vennero formulate le prime norme di settore. Nel 2010 un Piano venne elaborato, anche se non sarebbe mai diventato operativo, perché una nuova norma nazionale, sopraggiunta nel settembre dello stesso anno, aveva predisposto di rivedere tutte le zonizzazioni territoriali introdotte nei vari Piani di risanamento dell’aria regionali e quindi anche “tutte le reti di monitoraggio di qualità dell’aria ambiente”, proprio per omologare i percorsi individuati dalle diverse regioni.
 
Quel piano, che conteneva alcuni riferimenti presenti anche nel nuovo, secondo quanto leggiamo dalla relazione tecnica del dipartimento dell’Ambiente, definiva i piani d’azione contenenti le misure da adottare nel breve periodo con misure di controllo e, se necessario, di “sospensione delle attività – ivi compreso il traffico veicolare – che contribuiscono al superamento dei valori limite e delle soglie di allarme”. Necessarie anche misure di definizione dei vari superamenti dei limiti di legge degli inquinanti per zone e agglomerati e “garantire che, qualora le soglie d’allarme venissero superate, siano prese le misure necessarie per informare la popolazione”.
 
La nuova zonizzazione sarebbe arrivata soltanto nel 2012 e, tre anni dopo, l’ex assessore Maurizio Croce nominava Francesco Licata di Baucina, direttore dell’Arpa Sicilia, come commissario per la redazione del Piano. Dopo la redazione, l’apprezzamento in giunta era arrivato il 23 febbraio del 2017, dando il via, all’inizio di agosto dello stesso anno, alla fase di procedura Vas che si sarebbe conclusa soltanto la scorsa settimana.

Articolo pubblicato il 27 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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