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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Sala delle Lapidi: ancora nervi tesi tra mal di pancia, critiche e accuse
di Gaspare Ingargiola

Continua il momento di tensione all’interno della maggioranza, sotto gli attacchi dell’opposizione. Si attende il “prossimo rilancio della Giunta” per dare una svolta al cammino dell’esecutivo 

Tags: Palermo, Leoluca Orlando



PALERMO - Ancora acque agitate in seno alla maggioranza che sostiene il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. Dopo i balbettii in Aula, con diverse sedute andate a vuoto, a dare fuoco alle polveri ci ha pensato stavolta il consigliere di Sicilia Futura Ottavio Zacco, per di più presidente di una Commissione di peso quale quella alle Attività produttive, chiedendo le dimissioni dell’assessore al Personale Gaspare Nicotri. “Chiusure estive - ha attaccato Zacco - e sospensione di servizi essenziali come il rilascio delle Carte di identità. Non si era mai vista una gestione così dei Servizi demografici a Palermo, ennesimo fallimento dell’assessore Nicotri che dovrebbe dimettersi”.
 
“L’assessore - ha insistito Zacco - ha scelto di chiudere una postazione decentrata importante e strategica, soprattutto durante il periodo estivo, come quella di Partanna Mondello, senza concordare l’esecuzione dei lavori e il cronoprogramma per garantirne la riapertura. I problemi all’impianto elettrico risalgono a febbraio ma la chiusura è stata posticipata a maggio, periodo in cui gli utenti della zona triplicano. Per non parlare delle prenotazioni e presentazioni delle domande per il Reddito di inclusione, il Rei: dopo otto mesi ci sono liste di attesa di circa tre mesi. Nicotri si dimetta”.
 
 
Toni e parole inequivocabili, ai quali ha replicato con altrettanta asprezza, pur senza nominarlo mai, il collega di maggioranza Paolo Caracausi (Idv). “Al Consiglio comunale di Palermo non c’è nessuna crisi di maggioranza - ha detto in una nota - ma semplicemente l’isolata presa di posizione di un consigliere che, pur agendo nell’interesse del suo territorio, dimentica di essere un consigliere comunale e non più di Circoscrizione. La cosa importante è che la dichiarazione non sia del capogruppo di Sicilia Futura. Spiace però che, in un momento così delicato, consiglieri di maggioranza diano opportunità alle opposizioni di attaccare il sindaco e la coalizione”.
“Non è un segreto – ha aggiunto - che ci siano dei problemi nei rapporti tra i gruppi in Consiglio e con alcuni assessori, ma il sindaco e la Giunta devono avere la giusta tranquillità per lavorare nell’interesse dei palermitani”.
 
A gettare acqua sul fuoco ha provveduto anche Dario Chinnici, capogruppo del Pd, il partito del sindaco. “Non c’è in atto alcuna crisi della maggioranza a Sala delle Lapidi - ha ribadito - ma da ormai un anno assistiamo agli interventi inconsistenti, sterili e privi di contenuto del consigliere Fabrizio Ferrandelli. La politica si fa nel merito, non gridando ‘Al lupo, al lupo’ ogni volta. Capisco il ruolo delle opposizioni, ma la città ha bisogno di azioni coese di tutto il Consiglio. Vorrei ricordare a Ferrandelli che continuare in maniera tracotante la campagna elettorale, peraltro già finita da tempo, non giova a nessuno. Mi aspetto invece un comportamento più responsabile e costruttivo. La maggioranza in Consiglio è compatta e pronta a lavorare sui temi che riguardano la città e il prossimo rilancio della Giunta favorirà l’azione dell’intera macchina amministrativa”.
 
Il riferimento del capogruppo dem è alla richiesta del leader dei Coraggiosi che ha inviato, insieme ad altri capigruppo dell’opposizione (Cesare Mattaliano, Giulio Tantillo, Alessandro Anello e Mimmo Russo), una nota al presidente del Consiglio comunale Totò Orlando “per la convocazione urgente di una seduta con il sindaco. La crisi nella maggioranza è evidente perché appare più come un’accozzaglia senza anima né visione comune, divisa programmaticamente e senza riferimenti. Gli atti non arrivano in Consiglio e quelli esitati mostrano ulteriori divisioni. È arrivato il momento di confrontarci apertamente sui problemi e sulle proposte di soluzioni, senza scappare, assumendosi le proprie responsabilità. Siamo primi a condividere, forti del nostro programma per Palermo, un piano di lavoro comune per superare la crisi istituzionale in Consiglio e dare risposte ai palermitani o, con serenità, a chiedere di andare a casa e ridare la parola ai palermitani per fare spazio a chi vuol davvero fare qualcosa”.

Articolo pubblicato il 31 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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