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Catania - Gli ingenti debiti verso le Partecipate nel profondo rosso dei conti comunali
di Melania Tanteri

Nelle deliberazioni della Corte emergono rapporti critici con Sidra, Amt in liquidazione e Multiservizi 

Tags: Corte Dei Conti, Catania, Dissesto, Partecipate



CATANIA - Dissesto. Il Comune di Catania, a meno di accoglimento del ricorso alle Sezioni riunite della Corte dei Conti, annunciato dal sindaco di Catania, Salvo Pogliese e dal vicesindaco e assessore al Bilancio, Roberto Bonaccorsi, sembra avviato verso il default. Causato, stando alle due lunga deliberazioni dei magistrati contabili, dalla mancata applicazione di quanto inserito nel piano di riequilibrio votato nel 2013 e dalla consistenza dei debiti, cresciuti negli anni. Tra le tante criticità elencate dai giudici palermitani, particolare rilievo assumono le condizioni delle società partecipate e i rapporti economici tra queste e il Comune di Catania. Criticità elencate nelle deliberazioni della Corte: un elenco di situazioni relative, in particolare, a Sidra e Amt.
 
“Gli ultimi dati conosciuti in merito alle posizioni creditorie/debitorie dell’ente nei confronti delle partecipate risalgono all’esercizio 2014 - scrivono i magistrati contabili - comunicati nelle memorie prodotte in sede di verifica semestrale del piano di riequilibrio pluriennale, dalle quali emergevano posizioni non chiare in merito all’esposizione debitoria nei confronti di Sidra, Amt in liquidazione e Catania Multiservizi”.
 
 
I rapporti non definiti con queste grandi società, possedute al cento per cento dal Comune, avrebbero contribuito a fare precipitare la situazione. Per quanto riguarda la Sidra, ad esempio, a pesare particolarmente sarebbe un debito ingente vantato nei confronti del Comune per cui mancherebbe la conciliazione e “per la cui definizione - si legge - le parti hanno concordato il ricorso ad un arbitrato irrituale, ad oggi non ancora avviato. In ogni caso, dall’esame dei bilanci della società riferiti agli esercizi 2015 e 2016, risulta una posizione debitoria del Comune di Catania, complessivamente pari a 43.749.696,00 euro, nel 2015”, somma “che aumenta a 47.965.618,00 euro nel 2016”.
 
Ma la Corte dei conti segnala anche “gravi irregolarità derivanti dalla risoluzione dei rapporti debitori/creditori con Amt in liquidazione. Dalla documentazione acquisita in sede istruttoria - riporta ancora la deliberazione n.154 - risulterebbe essere stato approvato, in data 26/07/2016, il bilancio finale di liquidazione dell’azienda municipalizzata, che avrebbe generato, per effetto della traslazione dei valori dall’Amt al Comune di Catania, l’iscrizione nel conto del bilancio dell’ente sia del passivo patrimoniale pari a 61.845.520,69 euro, quale parte spesa, sia dell’attivo patrimoniale per € 55.959.880,00, quale parte entrata, chiudendo con un patrimonio netto di liquidazione negativo pari a € 5.885.640,69, posto a carico del bilancio dell’ente”.
 
Eppure, scrivono i magistrati contabili, dalla chiusura del bilancio emergerebbero alcune “anomalie” tra cui “il trasferimento presso il tesoriere dell’ente delle disponibilità liquide depositate presso i conti correnti intestati ad Amt, pari a 44.082.190,00 euro, con vincolo di destinazione per il pagamento dei debiti della municipalizzata”.
 
Importo sottratto dunque alla società in liquidazione e che “anziché essere impiegato per il pagamento dei numerosi debiti di Amt nei confronti dell’erario e dell’Inps, sono stati trattenuti nelle disponibilità dei conti correnti per essere poi trasferiti presso il tesoriere del Comune, a beneficio dell’anticipazione di tesoreria”.
 
Secondo i magistrati contabili, inoltre, si sarebbe verificata “l’assenza di una reale chiusura della liquidazione poiché nonostante l’approvazione del bilancio finale in data 14 settembre 2016 e conseguente traslazione dei valori nel rendiconto 2016 del Comune, è stato nominato nel 2017 un altro commissario liquidatore”.

Articolo pubblicato il 31 luglio 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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