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Quotidiano di Sicilia

Dalla Regione risorse per 286 mln su 500. Ecco i fondi 2018 Comune per Comune
di Antonio Leo

Firmato il decreto che ripartisce i trasferimenti regionali di parte corrente per il 2018 All’appello mancano 214 milioni che serviranno principalmente per gli investimenti. Una boccata d’ossigeno per le Amministrazioni e per le imprese in attesa dei pagamenti 



PALERMO – Verrà pubblicato nei prossimi giorni sulla Gurs il decreto che ripartisce ai Comuni siciliani una prima tranche dei fondi per il 2018. Il riparto è provvisorio (seguirà un provvedimento di assegnazione) e riguarda soltanto i trasferimenti regionali di parte corrente per un ammontare complessivo pari a 286 milioni e 500 mila euro.
 
Nella conferenza Regione-Autonomie locali, riunitasi lo scorso 19 luglio sotto la presidenza dell’assessore al ramo Bernadette Grasso, su delega del presidente Musumeci, è stato però stabilito un riparto complessivo di 500 milioni di euro. All’appello, dunque, mancano ancora circa 214 milioni, ma - come hanno specificato dal Servizio regionale per i trasferimenti agli Enti locali - si è preferito sbloccare subito una parte dei finanziamenti, lasciando a ulteriori decreti i residui da trasferire.
 
Intanto già nelle prossime ore dovrebbe essere firmato il decreto che assegnerà altri 23 milioni per le spese di investimento ai Comuni sopra 5 mila abitanti, mentre si dovranno attendere i prossimi mesi per il riparto dei 115 milioni destinati a spese di investimento residuo 2018. Quest’ultima somma non è disponibile, fanno sapere ancora dall’Assessorato, e si cercherà di mettere mano alle spese sanitarie per liberare nuove risorse. Completano il quadro dei fondi mancanti: 15 milioni residui, relativi alla spesa corrente 2017; 44 milioni, vincolati dalla Legge di stabilità, che serviranno a finanziare 26 interventi (tra questi oltre 5 milioni andranno agli Enti che hanno dichiarato il dissesto finanziario tra 2011 e 2018, mentre 6 milioni alle Isole minori per il trasporto dei rifiuti via mare). Infine, altre risorse verranno assegnate a valere sul Piano di azione e coesione (Pac 2014/2020).
 
Una boccata d’ossigeno per gli Enti locali dell’Isola, ma anche per le imprese che attendono di essere pagate per i servizi prestati. La distribuzione dei fondi è stata calcolata sulla base di due parametri: popolazione e spesa storica riferita al 2016. Questo – aveva spiegato il governatore Musumeci – per dare “un’accelerazione nell’erogazione delle somme”, oltre che per “consentire agli Enti di avere certezza sulle risorse che verranno trasferite loro dalla Regione”.
 
Spulciando l’elenco, troviamo in testa – per ovvi motivi – il Comune di Palermo che riceverà quasi 16 milioni di euro, mentre a Catania (Ente in grave crisi dopo l’accertamento delle condizioni per il dissesto finanziario da parte della Corte dei Conti) andranno poco più di 11 milioni. Seguono Messina (5,8 mln), Siracusa (3,1 mln), Marsala (2,1 mln) e Gela (2 mln). Tutti gli altri importi sono riportati nelle tabelle a fianco e in basso. Le assegnazioni, come dispone l’art.6 comma 4 della Legge regionale 5/2014, verranno erogate a ciascun Comune “in quattro trimestralità posticipate” con l’erogazione dell’ultima quota “effettuata non oltre il 28 febbraio dell’anno successivo a quello di competenza”.
 
Milioni di euro che però serviranno a ben poco se contestualmente non aumenterà l’efficienza dei Comuni, a partire dalla capacità di riscossione dei tributi. La spinosa questione è stata al centro di un vertice sulla situazione finanziaria degli Enti locali al quale ha partecipato l’assessore all’Economia Gaetano Armao. "L'aumento del grado di autonomia finanziaria di tali enti – ha detto l’assessore - rappresenta l'obiettivo principale al quale tendere, determinando un rapporto sempre più stretto fra la capacità di riscossione, una migliore erogazione di servizi e una cittadinanza consapevole. Pagare tutti, pagare meno, per rendere più efficienti gli enti locali".
 
"Dai lavori della Commissione emerge un quadro estremamente preoccupante sulla situazione finanziaria degli enti locali dovuta principalmente ad una seria difficoltà di riscossione. È quindi indispensabile - ha continuato Armao - come suggerito anche dal gruppo di esperti nella propria relazione, porre in essere sin da subito azioni, anche normative, di livello regionale e statale, delle quali la Regione si farà promotrice, finalizzate all'efficientamento e alla razionalizzazione dei procedimenti di riscossione”.
 

Articolo pubblicato il 01 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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