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Catania - Amt, taglio al debito e utile di 600 mila euro
di Desirée Miranda

Ma ora preoccupano le sorti del Comune. L’azienda partecipata ha presentato i risultati relativi ai primi sei mesi dell’anno 

Tags: Amt, Catania, Puccio La Rosa



CATANIA - Sono positivi i dati dell’Amt, l’azienda municipale trasporti di Catania, per i primi sei mesi dell’anno in corso. Dopo anni durante i quali l’azienda è stata considerata una zavorra per il Comune etneo, sembra proprio che la tendenza sia stata invertita con l’abbattimento del 37,78% del debito complessivo rispetto al 13 settembre 2017, una riduzione pari a 21 mila 530 euro sui 56 mila 973 euro complessivi.
 
Il bilancio 2017, inoltre, si è chiuso con un utile di un milione 211 mila 124 euro al netto delle imposte e, secondo le previsioni, entro il 2020 il debito di Amt sarà completamente azzerato. Buone notizie se non fosse che il destino dell’azienda è legato a quello del Comune a rischio default.
 
 
“I primi sei mesi dell’anno confermano un trend positivo, ma soprattutto confermano il verificarsi delle attività di programmazione che il Consiglio d’amministrazione da me presieduto insieme alle colleghe Stefania Di Serio e Raffaella Mandarano aveva preventivato”, afferma il presidente Puccio La Rosa.
 
“Ridurre il debito significa che attraverso le attività di conciliazione , transazione e definizione agevolata dei crediti, - aggiunge - siamo riusciti ad ottenere delle economie che sono di gran lunga superiori rispetto al costo di acquisizione del denaro attraverso la cessione del credito pro soluto”. Il presidente del Cda Amt è un fiume in piena che, orgoglioso, parla di tutte le azioni intraprese dal suo team, insediatosi nel settembre dello scorso anno, per cambiare le sorti della partecipata comunale.
 
“Non soltanto, nei primi sei mesi dell’anno, abbiamo un utile di esercizio di oltre 600 mila euro, ma addirittura abbiamo un miglioramento della produzione con un aumento del 6,8% e un incremento delle letture su strada - spiega -. Abbiamo anche acquistato 42 mezzi che entreranno in esercizio a partire da settembre, definito un accordo di secondo livello con i lavoratori che permetterà di migliorare la produttività ma soprattutto di rasserenare il clima aziendale. Ancora, abbiamo confermato una piena integrazione tariffaria con la Circumetnea e abbiamo anche definito un accordo operativo con l’Università di Catania per dotare 40 mila studenti di un abbonamento Amt cosa che per l’azienda significa un nuovo ricavo”.
 
Le iniziative attuate dal direttivo Amt avrebbero due funzioni principali: da una parte il risanamento strutturale dell’azienda, dall’altro il rilancio dell’azione industriale, ma per il proseguo delle operazioni ci sono delle incognite da risolvere.
Non solo il Comune di Catania deve fissare i termini per definire il nuovo contratto di servizio al fine di definire il piano industriale, ma non è chiaro se il direttivo attuale rimarrà in carica dopo il cambio di amministrazione.
 
La Rosa tuttavia sottolinea: “Siamo stati nominati dall’assemblea dei soci che è anche l’unica che ci può revocare per diritto privato. Certamente non può farlo un provvedimento sindacale che acquisiamo come manifestazione di volontà del primo cittadino di volere convocare l’assemblea. Noi l’abbiamo convocata e vedremo che tipo di posizioni intenderà assumere il socio. Intanto - dice - lavoriamo per Amt e la Città”.
 
Ciò che preoccupa di più per le sorti dell’azienda, però, è la procedura di dissesto che la Corte dei conti ha chiesto per il Comune perché questo è debitore dell’Amt per quasi 30 milioni di euro, 28 milioni 599 mila 277 per l’esattezza.
 
Si tratta della cifra più importante tra i crediti dell’azienda che ammontano a 49 milioni 767 mila 833,25 euro e che, se non esigibile, rappresenterebbe un grosso problema ai fini del risanamento dell’Amt la quale, dunque, dovrebbe rivedere il piano industriale in ogni sua minima sfaccettatura.

Articolo pubblicato il 01 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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