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Catania - Differenziata, il capoluogo etneo precipita al 7,1%
di Desirée Miranda

Salvo Pogliese chiede "più tempo" a Musumeci. Il sindaco scrive al governatore dell’Isola: “La gara ponte porterà ossigeno alla raccolta”

Tags: Catania, Rifiuti, Raccolta Differenziata, Salvo Pogliese



CATANIA - È gravissima, e addirittura peggiorata rispetto a qualche mese fa, la situazione dei rifiuti differenziati a Catania e il primo cittadino Salvo Pogliese scrive al presidente della Regione Nello Musumeci.
 
La richiesta è, come si legge nella missiva, di posticipare a fine anno “i termini per l’avvio delle procedure sostitutive nei confronti dei comuni inadempienti nella raccolta differenziata”. Per capire meglio di cosa stiamo parlando occorre fare un passo indietro a qualche mese fa, quando dal governo regionale hanno deciso di puntare i piedi e non lasciare passare più nulla di incompiuto in termini di rifiuti.
 
 
“Stiamo provando a tirare fuori la Sicilia da questa condizione che dura da decenni, una sorta di emergenza strutturata”, precisa Musumeci in un video pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Facebook.
 
Sono troppi i rifiuti nell’Isola e troppo poche le discariche. E così, se molti Comuni siciliani si sono adeguati, e anche bene, alle direttive nazionali e comunitarie raggiungendo, in alcuni casi, anche l’80% della raccolta differenziata, in altri casi la situazione non solo non è migliorata, ma è addirittura peggiorata.
 
Sono 39 i Comuni al di sotto del 30% e tra questi i più grandi e importanti dell’isola ovvero Catania, Palermo e Messina con, rispettivamente, il 7,1%, il 14,7% e il 17,7% secondo gli ultimi dati disponibili relativi a maggio 2018.
 
Non accettando questi numeri il Governo siciliano ha puntato il dito contro chi non differenzia e ha intimato ai sindaci di spedire la spazzatura oltre lo Stretto sottoscrivendo dei contratti con le aziende private che hanno risposto alla manifestazione d’interesse pubblicata dalla Regione siciliana: la siracusana Tech Servizi, la catanese Sicula Trasporti, la Vincenzo D’Angelo srl di Alcamo, e la Pa Service srl di Bolzano. La pena sarebbe stata la decadenza dei sindaci, ma il Tar di Parlemo ha stabilito che se da una parte si possono mandare i rifiuti fuori dalla Sicilia, dall’altra non per questo devono decadere i primi cittadini inadempienti.
 
I termini per la sottoscrizione dei contratti sono scaduti lo scorso 31 luglio e Catania non ha fatto in tempo; per questo motivo, il primo cittadino etneo ha preso carta e calamaio per scrivere al governatore dell’Isola.
 
Chiede più tempo, attribuisce la colpa alla mancata assegnazione del bando settennale per la raccolta dei rifiuti e promette una svolta con la gara ponte di prossima assegnazione.
 
“È evidente che la causa dell’attuale mancato raggiungimento della percentuale minima di differenziata fissata nella sua ordinanza è imputabile in larghissima parte al mancato affidamento dell’appalto del servizio di spazzamento, raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti solidi differenziati e indifferenziati - si legge nella missiva a Musimeci -. Ecco perché la gara ponte, che contiamo di espletare entro agosto, potrà immediatamente portare ossigeno alla differenziata poiché il servizio verrebbe espletato su tutto il territorio comunale da chi risulterà aggiudicatario della stessa, con mezzi e personale proprio, così da consentire al Comune di Catania di destinare il personale in pianta organica all’attività di informazione e vigilanza sul corretto espletamento della raccolta, coinvolgendo attivamente un numero sempre maggiore di utenti”.
 
“Espletata la gara ponte, della durata 130 giorni, - continua Pogliese - l’obiettivo successivo sarà quello di dedicarci alla gara settennale già riprogettata, nel rispetto delle indicazioni dell’Anac, con la consulenza del collegio di difesa”.

Articolo pubblicato il 02 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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