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Eugenio Grimaldi: "Grandi investimenti sulle navi per offrire un servizio ottimale"
di Antonella Guglielmino

Forum con Eugenio Grimaldi, executive manager Commercial & Logistic di Grimaldi Group 

Tags: Eugenio Grimaldi, Grimaldi Group



Qual è il ruolo della logistica in un mondo globalizzato come il nostro?
“La logistica è alla base di tutte le attività. Viviamo in un’epoca in cui, tanto per fare un esempio, diamo a tutti la possibilità di avere lo stesso modello di scarpe: dal ragazzo che vive in una grande metropoli al giovane che abita in un paesino di montagna. Naturalmente bisogna essere in grado di recapitare questi prodotti attraverso un’efficiente rete di trasporti. Per quanto riguarda il nostro gruppo, la differenza è stata fatta dalla lungimiranza di mio nonno Guido, che è stato il fondatore, subito dopo la seconda Guerra mondiale, nel 1947, della Grimaldi. La visione delle Autostrade del mare, però, è stata concepita da mio padre Manuel, che l’ha pensata prendendo in considerazione due elementi: da una parte le navi giuste e adatte a percorrere una determinata tratta, dall’altra la frequenza, componente fondamentale per l’ottenimento del successo delle Autostrade del mare ed essere una valida alternativa all’obsoleto trasporto via strada, per di più soluzione più economica e più green. Questo ha comportato un forte investimento in navi, perché bisogna utilizzare più naviglio quando le miglia sono più lunghe, al fine di fornire un servizio ottimale. Per esempio, per la tratta Genova-Catania non sono sufficienti due navi, ma per offrire un servizio efficiente che soddisfi le esigenze del mercato andiamo a impiegarne da tre a quattro”.
 
Eugenio Grimaldi
 
Quali collegamenti operate?
“Con una flotta di oltre 120 navi ro/ro, cruise ferry e traghetti veloci colleghiamo tra di loro circa 50 Paesi in quattro continenti, da San Pietroburgo a Buenos Aires, e da New York ad Alessandria d’Egitto. Con riferimento alla Sicilia, il nostro gruppo opera vari collegamenti per il trasporto di merci rotabili e passeggeri. In particolare, colleghiamo direttamente la Sicilia (Palermo e Catania) con l’Italia Continentale (Genova, Livorno, Civitavecchia, Salerno, Brindisi, Ravenna), la Tunisia, Malta e, con trasbordo, con il nostro network di 120 porti serviti a livello mondiale. La nostra presenza in Sicilia è in continua crescita. Tra gli ultimi potenziamenti vi è il miglioramento del servizio già esistente tra Salerno e Catania, attraverso l’impiego di navi più grandi e capaci di ospitare un maggior numero di passeggeri, la Euroferry Egnazia e la Euroferry Olympia, la cui capacità di carico è di 500 passeggeri e circa 170 camion o semirimorchi ciascuna. Oggi possiamo trasportare più di 1.000 passeggeri e oltre 300 camion al giorno, pari a 100 unità in più rispetto al nostro vecchio servizio dedicato al solo trasporto merci. In questo quadro, è chiaro che la volontà è quella di crescere ancora rispetto ai risultati attuali, grazie a cui riusciamo a fornire un servizio a specchio in uno spazio temporale tra le 11 e le 12 ore”.
 
Avete operato una scelta precisa, puntando più sulla tratta Salerno-Catania e non su quella per Napoli…
“Si, anche perché a Salerno siamo in possesso di un terminal che rappresenta un hub strategico per il Gruppo. Ciò non toglie che qualora ci fossero delle possibilità che ci permettessero di operare con alle stesse condizioni alle quali operiamo su Salerno, essendo il nostro un Gruppo napoletano, non mi dispiacerebbe un giorno poter lavorare anche a Napoli. Noi non siano semplici armatori: siamo convinti che la logistica debba giocare un ruolo fondamentale, senza dimenticare l’impegno con il territorio in cui lavoriamo. Stiamo parlando di creare occupazione e strutture efficienti, come, per esempio, a Catania, dove abbiamo una struttura molto importante e un terminal nel porto, a Savona dove stiamo costruendo un parcheggio multipiano che dovrebbe essere ultimato entro fine anno, a Palermo e in Sardegna con le nostre strutture presenti a Cagliari, Olbia e Porto Torres. La nostra soddisfazione è quella di portare sugli scaffali dei supermercati prodotti quali l’acqua o altri beni di prima necessità, con un costo di trasporto inferiore, anche di un solo euro, rispetto alle alternative. Grazie all’utilizzo di navi più grandi siamo in grado di operare economie di scala e generare un circuito virtuoso dove a beneficiarne sono tutti, soprattutto il committente finale. In Europa l’Italia rappresenta uno dei pochi Paesi in cui prevale il consumo di acqua imbottigliata. Abbiamo questo privilegio perché l’acqua in bottiglia ha un costo di produzione molto basso e, dato che rappresenta una merce povera e pesante, potrebbe essere un limite per il trasporto. Noi, però, con la nostra politica tariffaria, riusciamo a trasportare tale merce, poiché la modalità marittima è più competitiva rispetto al tutto strada”.
 
Le vostre navi sono adibite al trasporto di merce rotabile...
“Effettivamente, la nostra flotta di navi ro/ro e traghetti ci permette di poter trasportare qualsiasi tipo di rotabile: automobili, furgoni, automezzi accompagnati o non accompagnati, mezzi eccezionali quali fusoliere, scavatori, ecc... Questa varietà di merci trasportate è una delle chiavi del successo delle nostre Autostrade del mare”.
 
Eugenio Grimaldi
 
Quale ritiene sia il vero motore della vostra azienda?
“La famiglia. Noi siamo cresciuti con una serie di regole che da mio nonno sono state tramandate a tutti noi: a me, a mio fratello Guido, anche lui molto impegnato in azienda, a mia sorella e ai nostri sette cugini. La nostra forza consiste nel fatto che siamo una multinazionale a conduzione familiare. Significa che ci sono i muscoli e la capacità di risolvere i problemi in poco tempo, magari durante un pranzo di famiglia. Nel mio lavoro è importante la rapidità per risolvere nella maniera più efficiente ed efficace un problema. Da piccoli siamo stati abituati allo spirito di sacrificio, al rispetto del denaro ed al senso di urgenza, valori propri del nostro Gruppo”.
 
Quante autostrade del mare contate?
“Circa 120, considerando il Baltico attraverso una compagnia, la Finnlines, ormai proprietà di Grimaldi, poi il Mediterraneo con Grimaldi Lines, la Grecia con la Minoan Lines, che rappresenta la prima compagnia greca, a seguire Malta con Malta Motorways of the Sea, anch’essa di proprietà al 100% della Grimaldi Group”.
 
Quali sono i macro dati del vostro bilancio?
“Il Consuntivo del 2017 si è chiuso con 3 miliardi e 200 milioni di fatturato e circa 15.000 dipendenti. Mi piace sottolineare che di questi neanche il 15% è costituito da extracomunitari”.
 
Qual è il vostro core-business?
“Il trasporto via mare di merci, rotabili e di passeggeri, anche se c’è da sempre una connessione con la terraferma. In tutto ciò, il ruolo delle Autorità portuali è fondamentale, perché attraverso la loro competenza ed assistenza si possono incrementare i traffici, condividendo la stessa mission”.
 
Eugenio Grimaldi
 
Avete mai pensato di occuparvi anche del trasporto via terra?
“No, io devo fare bene il mio lavoro, che è via mare. In Sicilia abbiamo dei partner eccezionali che si occupano di trasporto a terra, i quali nel tempo sono cresciuti diventando anch’essi competitivi. Se facciamo una breve disamina, nel passato Catania era servita grazie alla ferrovia mentre Palermo vanta una tradizione per il trasporto su mare. La ferrovia, però, ha degli evidenti limiti, non potendo trasportare oltre venti-trenta casse mobili e quindi non potrà crescere in questo business. Al contrario, ci sono navi che oggi possono trasportare 250 camion e semirimorchi e da qui a un anno e mezzo ci verranno consegnate le prime navi Grimaldi Green 5th Generation, che potranno trasportare 517 unità, quindi abbattere sensibilmente il costo medio unitario di trasporto. Queste navi sono costruite in cantieri cinesi e ci crediamo così tanto che, per cercare di accelerare i tempi, li premieremo con 10.000 dollari al giorno se dovessero consegnarcele prima della data stabilita. Emetteranno zero emissioni in porto. Noi saremo preparati alle nuove regole restrittive imposte dall’Ue, infatti le nostre nuove costruzioni saranno dotate di generatori a bordo che funzioneranno con batterie a litio della grandezza di quattro contenitori, in grado di ricaricarsi durante la navigazione grazie ai moti ondosi, fino a raggiungere il livello massimo. In questo modo, nel momento in cui si raggiunge il porto vengono azionate, azzerando le emissioni. Inoltre, l’impiego di pitture siliconiche sulla carena permette allo scafo di scivolare meglio sul mare e ridurre l’attrito, consumando meno. Utilizziamo poi eliche particolari, costruite dalla Rolls Royce, che permettono di viaggiare evitando la dispersione di energia. Noi crediamo molto nell’innovazione. Detto ciò, puntiamo molto sull’intermodalità gomma-mare e ferro-mare, basti pensare ai collegamenti di questo tipo offerti dal Baltico ai Balcani e viceversa”.

Articolo pubblicato il 07 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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