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Palermo - La Corte dei Conti avverte il Comune: sessanta giorni per correggere i bilanci
di Gaspare Ingargiola

Duro giudizio dei magistrati contabili nell’istruttoria sui Rendiconti relativi agli anni 2015 e 2016. La replica dell’assessore Gentile con le strategie già avviate e i piani per le partecipate 

Tags: Palermo, Corte Dei Conti, Bilancio, Leoluca Orlando



PALERMO – Sessanta giorni di tempo per mettere in atto quei correttivi necessari a riportare sui giusti binari il percorso economico-finanziario del Comune capoluogo, stroncata dalla Corte dei Conti nell’istruttoria sui Rendiconti 2015 e 2016 del Municipio del Capoluogo.
 
I giudici contabili hanno puntato il dito su numerose anomalie, a cominciare dal mancato rispetto “di trasmettere con cadenza semestrale a questa sezione relazioni sulla condizione economico-finanziaria delle società partecipate”. Un’omissione definita “particolarmente censurabile in considerazione del grave stato di salute delle società partecipate e delle gravi criticità gestionali emerse in sede di verifica amministrativo contabile effettuata dai servizi ispettivi dalla Ragioneria generale dello Stato”.
 
Problematiche sono per i giudici le posizioni debitorie non conciliate con gli organismi partecipati, “che aumentano da 7.648.663,95 nel 2014 a 14.240.050,31 nel 2015 e a 38.767.094 nel 2016”, con particolare riferimento alla situazione di Amat Spa, in perdita “per un importo di 4.611.575 euro”. Dal parere dell’Organo di revisione, emerge come nell’esercizio 2016 la società abbia chiuso “il bilancio d’esercizio con un utile pari a 541.251 euro, che scaturisce unicamente dall’entrata straordinaria di 16.832.784,60 generata dall’accordo transattivo con il Comune di Palermo, a titolo di risarcimento per modifica unilaterale del contratto di servizio da parte del socio unico”.
 
Giudicata grave anche la situazione della Rap Spa, con “la mancata approvazione del Bilancio d’esercizio 2016” e “debiti per 35.298.667 euro ai quali se ne aggiungono ulteriori per 19.097.143 euro non riconciliati in quanto non riconoscibili, 75.966 euro, riconoscibili ma privi di copertura finanziaria, 531.635 euro riconoscibili con copertura finanziaria, 36.364 euro e in contestazione/o in corso di verifica”. Allarme sulla sui debiti anche “con riferimento alle società Gesip spa e Amia Spa, società in fallimento”.
 
Un quadro drammatico, quello emerso dall’esame dei magistrati contabili, che hanno inviato alla Procura regionale della Corte e al ministero dell’Economia e delle Finanze tutto il carteggio per le “valutazioni di competenza su possibili profili di danno erariale” in merito alle criticità evidenziate.
 
Da parte dell’Amministrazione è arrivata la replica dell’assessore al Bilancio Antonino Gentile, il quale ha assicurato che “le risultanze della deliberazione saranno sottoposte ad attento esame, anche con riferimento alle misure correttive che sarà necessario assumere e che certamente saranno assunte. Va comunque sottolineato che la Corte non mette affatto in discussione la veridicità e attendibilità complessiva dei risultati di amministrazione registrati nel 2015 e nel 2016, bensì la regolarità di alcune specifiche operazioni contabili che non intaccano la sanità complessiva dei conti”.
 
“Rispetto alle società partecipate – ha concluso Gentile - le criticità riscontrate dalla Corte sono all’ordine del giorno del lavoro dell’Amministrazione. Le partecipate, con i nuovi amministratori, dovranno approvare immediatamente i bilanci 2017 e prevedere un piano di efficientamento idoneo al rilancio e al cambio di passo”.

Articolo pubblicato il 08 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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