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Quotidiano di Sicilia

Il Governo assistenziale fa scoppiare il Sud
di Carlo Alberto Tregua

Mentre il Nord cresce con gli investimenti 



Dai tempi di Gaetano Salvemini e Giustino Fortunato, la Questione Meridionale è all’ordine del giorno, ma è rimasta sempre irrisolta. Perché? Perché il Nord è più forte - economicamente, politicamente e socialmente - e quindi incide con il proprio peso sulle decisioni di Governi e maggioranze.
Per contro, la classe politica meridionale è stata questuante e ha sempre badato più a se stessa (per le promozioni) che non all’interesse dei cittadini.
La Tav Torino-Lione costa 8 miliardi, il Terzo valico 4 miliardi, il Valico del Brennero 4 miliardi, il Mose di Venezia è costato 5 miliardi. Insomma, la stragrande maggioranza degli investimenti sta arricchendo il Nord di infrastrutture ferroviarie ad alta velocità e, con esse, aumentano le capacità di sviluppo.
Per contro, da Salerno in giù, Isole comprese, constatiamo investimenti pari a zero. è vero che l’ala sinistrorsa e ideologica del Movimento 5 stelle vorrebbe bloccare 60 miliardi di grandi opere, Tap compreso, ma questo al Sud non importa dal momento che opere analoghe non ve ne sono.
 
Il Fisco “nascosto” incide nella stessa misura su tutti i cittadini, nel Nord e nel Sud. Secondo la Cgia di Mestre, la pressione fiscale è del 48,3%, ma altri istituti la fanno aumentare a oltre il 60%.
Di fronte a questo dramma cosa pensano di fare i 945 parlamentari (deputati e senatori)? Di chiudere le Camere per 34 giorni e andarsene in ferie. Ma dal 7 agosto al 10 settembre percepiranno ugualmente il loro lauto stipendio, così come accadrà per dirigenti e dipendenti del Parlamento, che potranno tranquillamente stare all’aria condizionata o in ferie senza lavorare.
è vero che il Consiglio di Stato ha dato parere favorevole al taglio dei vitalizi dei parlamentari, ma è anche vero che fino a oggi la presidente del Senato, Alberti Casellati, ha usato una prudenza forse sospetta nel rinviare la delibera già approvata dalla Camera.
E poi, lor signori non si rendono conto che stanno distruggendo il tessuto sano dell’economia nazionale: per esempio, in edilizia sono scomparse 120 mila aziende; ora rischiano anche quelle grandi.
 
In questo scenario tragico, ogni tanto c’è una buona notizia, che non viene però dalle istituzioni ma dalla capacità individuale di quegli italiani che quando vanno in giro per il mondo primeggiano.
è il caso di Alessio Figalli, romano, docente al Politecnico di Zurigo, che ha vinto la medaglia Fields, un premio che è considerato il Nobel della matematica. Gli è stato assegnato per i suoi studi sul trasporto ottimale dei cristalli e delle bolle di sapone. Sembra una cosa da nulla, ma è un importante passo avanti.
Tornando alla Questione Meridionale, essa non riguarda soltanto le infrastrutture (porti, aeroporti, ferro, autostrade, strade, interporti e via cantando), bensì i processi economici spesso collegati con la burocrazia, la quale anziché aiutare frena qualunque iniziativa. Questo è il cancro del Paese, ancor più grave al Sud.
La burocrazia è stata capace di non far spendere la metà dei 9,3 miliardi messi a disposizione della Sicilia dall’Unione europea con il Po 2014/2020.
 
Come al solito, la responsabilità è di tutti, quindi di nessuno. Eppure, sul piano delle norme, vi sono sempre i “direttori d’orchestra” di ogni dipartimento, struttura, area o servizio. Solo che ogni “direttore d’orchestra” fa tutt’altro che dirigere la propria compagine.
Il vero direttore che non sa fare il proprio mestiere viene cacciato, e nessun teatro al mondo lo chiamerà più. Il “direttore d’orchestra” burocratico non viene mai cacciato, continua a percepire regolarmente il proprio stipendio, percepirà una pensione calcolata parzialmente col metodo contributivo. Insomma, un Bengodi.
Il Governo GialloVerde vuole distribuire assegni a tutti, con ciò assorbendo risorse che andrebbero destinate all’economia reale. Di questa scelta politica soffrirà il Nord, mentre il Sud ne verrà definitivamente distrutto.
Attendiamo di conoscere il Def (Documento di economia e finanza), che dovrebbe essere approvato entro la fine di settembre, e poi la bozza della Legge di Bilancio 2019 per vedere l’attuazione delle linee programmatiche del Governo.

Articolo pubblicato il 10 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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