Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Violenza in ospedale: più sanzioni penali ma nessun presidio delle Forze dell'ordine
di Redazione

Il Ministero ha presentato il disegno di legge a tutela del personale ospedaliero. Il segretario Fsi-Usae Coniglio: “Occorre la presenza di Carabinieri e Polizia”

Tags: Ospedale, Medico, Violenza



PALERMO - “Siamo delusi e amareggiati nel leggere il testo dell’intervento del ministro della Salute Grillo, un disegno legge che non prevede alcun intervento di militari e delle forze di Polizia, come invece aveva promesso giorni fa, a tutela del personale sanitario negli ospedali, pronto soccorso in particolare. La nostra battaglia non si fermerà”. è quanto dichiara Calogero Coniglio, segretario regionale e coordinatore nazionale della Fsi-Usae Federazione sindacati indipendenti organizzazione costituente dell’Unione sindacati autonomi europei.
 
“Gli ospedali potevano essere inclusi nei cosiddetti ‘patti per la sicurezza urbana’ - dichiara il segretario - che dal 2007 possono essere sottoscritti tra prefetti e sindaci ma il ministero dell’Interno non ha voluto estenderli anche agli ospedali. Un discreto progetto che avrebbe portato a formare squadre miste composte da polizia, carabinieri e municipale, oltre che il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza negli ospedali”, continua Coniglio. Passa, quindi, solo l’inasprimento delle sanzioni penali. Ma non è sufficiente.
 
“Non basta un innalzamento delle pene che, salvo i casi meno lievi, farebbe scattare l’azione giudiziaria con procedimento d’ufficio, ossia anche in assenza di una denuncia da parte dell’operatore sanitario. Procedura che chiediamo da anni. C’è un problema elevato di sicurezza nei pronto soccorso dei grandi ospedali di tutta Italia, così come lo è negli altri luoghi pubblici, ma ad occuparsene devono essere carabinieri e polizia. Andare in ospedale e come andare dentro le stazioni ferroviarie, vagano tossicodipendenti, ubriachi e squilibrati. Lì esiste il posto di polizia fisso, cosa cambia? Anzi gli ospedali sono più affollati”.
 
 
Altro deterrente, il potenziamento della videosorveglianza. “Vero, ma se un paziente o accompagnatore scalmanato danno in escandescenza e colpiscono gli operatori, cosa possono fare le telecamere?. Medici e infermieri dei pronto soccorso, non possono vivere con un occhio sul monitor, l’altro puntato verso i varchi”.
 
 
“Medici e infermieri salvano le vite e non se ne parla - prosegue il segretario Fsi-Usae - ma poi vengono menzionati solo per una denuncia. Chiunque può entrare nei pronto soccorso o nei corridoi. Il posto fisso di polizia è sempre stato un deterrente”.
 
“Per mettere fine a questa criminalità non sono bastate le nostre denunce a prefetture, procure e questure, le interrogazioni parlamentari presentate, le rassicurazioni, la solidarietà e le varie promesse ricevute. Il nostro auspicio, pertanto, è che il Parlamento approvi il disegno di Legge 2908 nato dalle nostre denunce, ‘Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere e i presidi ambulatoriali di guardia medica’, presentato su iniziativa di 16 senatori che hanno attenzionato le nostre denunce di aggressioni a carico del personale sanitario negli ospedali siciliani, diventi legge e istituisca i posti di polizia fissi negli ospedali di I e II livello - conclude Coniglio.

Articolo pubblicato il 15 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus