Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Rifiuti, per quest'anno non cambiare. Arriva l'ennesima proroga "balneare"
di Rosario Battiato

La differenziata balbetta, i Comuni si impuntano e la Regione che fa? Posticipa come da tradizione. Nessuna conseguenza per il mancato raggiungimento degli obiettivi di raccolta al 31 luglio 

Tags: Rifiuti, Sicilia



PALERMO – Continua la tradizione delle proroghe siciliane sul fronte dei rifiuti. L’ordinanza del 10 agosto scorso, firmata dal governatore Musumeci, posticipa la data di scadenza del 31 luglio per il raggiungimento del 30% di raccolta differenziata nei comuni siciliani, un obiettivo che comunque resta inferiore alla metà della richiesta di legge (65%) da raggiungere nel 2015 e più contenuto di venti punti della media nazionale (50%).
 
I sindaci possono tirare un momentaneo sospiro di sollievo: la precedente ordinanza di giugno prevedeva commissariamenti per il mancato raggiungimento del target e per l’assenza degli accordi sottoscritti per il trasferimento della quota di rifiuti eccedente in riferimento a quella fissata per lo smaltimento in discarica che non può superare il 70% del quantitativo totale prodotto nel corrispondente periodo dell’anno precedente.
 
Per i Comuni siciliani la nuova scadenza è quella del 28 agosto. Entro questa data dovranno trasmettere al dipartimento regionale una relazione dettagliata delle iniziative e un cronoprogramma intrapreso delle attività da svolgersi e da completarsi entro 90 giorni dal nulla osta regionale. La proposta dovrà essere sottoscritta dal sindaco e dal responsabile del servizio di raccolta dei rifiuti urbani e, inoltre, sarà soggetta all’approvazione del Dipartimento.
 
Un passaggio necessario dovuto al gravissimo ritardo che pesa sui Comuni isolani, in particolare sui quattro comuni capoluogo più popolosi: “le percentuali più basse di Rd – si legge nell’ordinanza – si riscontrano nelle quattro grandi città dell’Isola (Palermo, Catania, Messina e Siracusa con popolazione sopra i 100 mila abitanti) che sommano il 25% della popolazione il 30% dei rifiuti prodotti nell’isolana e che si attestano al 10-11% di Rd”. Questi valori derivano dalle “modalità di raccolta ancora ferme al tipo stradale a cassonetto, differenziato e/o non, mentre solo circa il 50% dei comuni procede con un sistema di raccolta, di tipo domiciliare o comunque più idoneo”.
 
Analizzando il quadro più in generale, la situazione non è certamente favorevole. L’ultimo dato regionale medio, rilasciato dall’Ispra in riferimento al 2016, supera di poco il 15%, mentre gli ultimi aggiornamenti arrivati dagli uffici regionali hanno alzato l’asticella di una decina di punti. È ancora troppo poco, anche se la strada pare tracciata.
 
Ad oggi, secondo i dati della Regione, ci sono circa 180 comuni isolani, poco meno della metà del totale, che hanno superato il 35%, per 1,5 milioni di abitanti, poi ci sono altre 34 medie città (tra 100 mila e 30 mila abitanti) che valgono il 25% della popolazione dell’isola e il 30% della produzione di rifiuti e che hanno raggiunto il 25%.
 
Restano in sospeso le questioni che riguardano l’impiantistica regionale. Anche per queste ragioni l’articolo 2 dell’ordinanza (misure urgenti e straordinarie per gli impianti di recupero e di trattamento) fissa due compiti che il dipartimento regionale dell’Acqua e dei Rifiuti dovrà raggiungere entro i prossimi sei mesi.
 
In tal senso dovrà “provvedere con appositi decreti all’individuazione degli impianti di smaltimento, nel rispetto delle autorizzazioni e in proporzione alla capacità residua, cui conferire i rifiuti indifferenziati, oltre agli scarti da lavorazione ove prodotti dagli impianti di recupero della frazione differenziata dei soli RSU, solamente se prodotti nel limite massimo del 15 per cento del flusso del materiale totale in entrata nei suddetti impianti di recupero”.
 
Il secondo punto richiesto consiste nella valutazione e nella eventuale disposizione dell’aumento della capacità di trattamento giornaliera degli impianti di trattamento meccanico e/o biologico dei rifiuti indifferenziati.
Tutto questo comunque nel rispetto del limite massimo annuo del “20% del complessivo quantitativo di capacità di trattamento autorizzato”.

Articolo pubblicato il 15 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus