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Palermo: chiesa gremita e lacrime per Rita Borsellino
di Patrizia Penna

A celebrare le esequie, al Don Orione, è stato l'arcivescovo Corrado Lorefice. La commozione per le parole della nipote Chiara. Il figlio Claudio, "Fate del bene". Il dolore del fratello Salvatore. Presente don Ciotti.

Tags: Commozione, Nipoti, Lorefice, Ciotti, Funerali, Rita Borsellino, Salvatore



Una chiesa gremita, quella del Don Orione a Palermo, stamattina per dare l'ultimo saluto a Rita Borsellino, la sorella del giudice Paolo ucciso dalla mafia nel 1992.
 
A celebrare la messa l'arcivescovo Corrado Lorefice.
 
Tra i presenti anche don Luigi Ciotti che con Rita Borsellino ha condiviso un lungo percorso di testimonianza antimafia in giro per l'Italia.
 
Alla celebrazione funebre hanno preso parte i figli di Rita, il fratello Salvatore, il ministro della giustizia Alfonso Bonafede, Giancarlo Caselli, Rosi Bindi, il sindaco Leoluca Orlando.
 
 
"Quando mi è giunta notizia della morte di Rita Borsellino ho provato sentimento interiore, una sorta di solitudine e mi sono detto: ora a Palermo siamo più soli. Ma mi è venuto in mente il ricordo, e ancora lo sguardo di Rita del 19 Luglio quando lei stessa ha voluto la benedizione di quella targa sotto quell'albero di ulivo, che parla come un segno in via D'Amelio".
 
Così ha detto durante la sua omelia l'arcivescovo Lorefice.
 
"Il 19 luglio scorso -ha aggiunto - nel giorno della commemorazione dell'eccidio, disse in una intervista che il modo migliore per ricordare Paolo Borsellino è fare memoria nell'opera quotidiana. Rita ha fatto suo il testamento morale di Paolo Borsellino. Lotta alla mafia non sia solo distaccata opera di repressione ma movimento culturale che coinvolgesse le giovani generazioni".
 
"Queste parole - ha osservato l'arcivescovo - mi hanno fatto recuperare il libro cui Rita attingeva e attinge ogni cristiano, il Vangelo. Il libro della storia non sarà letto dai potenti ma dagli operatori di pace. Il cuore di Rita, era limpido. Non doppio. Non avvezzo al compromesso all'idolatria del denaro. Il libro rosso della famiglia borsellino sono state le beatitudini. Da Rita possiamo imparare qualcosa dell'umiltà e dell'audacia della fede nonostante i mille dubbi che si porta, le mille domande e le attese di giustizia".
 
Commovente l'intervento di Chiara Corrao, nipote di Rita Borsellino e figlia di Cecilia Fiore.
 
"Nonna Rita - ha detto - era ed è amore puro per tutto. Non ha mai conosciuto sentimenti negativi che riusciva sempre a trasformare in amore nel perdono. E' questo il più grande insegnamento di mia nonna. Una donna diversa che è riuscita a regalarci una famiglia che va oltre a quella di sangue".
 
"Mia nonna - ha aggiunto - è corna dure. Quando si mette una cosa in testa la fa. E sono sicura che adesso potrà fare più cose. Negli ultimi mesi il corpo non glielo permetteva più di fare tutte quelle attività che riusciva a portare avanti, adesso sono certa potrà fare di più".
 
"Qui in questa chiesa non c'è tristezza - ha detto ancora Chiara - e non ce ne può essere, perché mia nonna era felicità e gioia di vivere. Una gioia contagiosa. Io mi sono sforzata di piangere in questi giorni, ma bastava il ricordo del sorriso di mia nonna per mettermi allegria e farmi passare la tristezza".
 
A prendere la parola è stato anche Giulio Campo, capo scout che ha lavorato per anni con Rita.
 
"Siamo stati bene insieme. Tu sei stata una cara amica. La tua memoria ci imporrà di agire costantemente per continuare nella strada da te segnata...".
 
Alla fine ha parlato anche il figlio di Rita, Claudio Fiore.
 
"Una volta che usciamo da qui oggi portiamo con noi l'insegnamento di mio zio e di mia madre. Fate del bene ognuno per quello che può ognuno per quello che sa".

Articolo pubblicato il 17 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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