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Musumeci: "In un mese check-up delle infrastrutture in Sicilia"
di Raffaella Pessina

Intanto oggi a Palazzo d’Orléans vertice con Anas, Rfi e Cas. La promessa del Presidente della Regione, Nello Musumeci

Tags: Nello Musumeci, Anas, Cas, Autostrade



PALERMO - Il presidente della Regione Nello Musumeci ha deciso di mettere in ordine la situazione delle infrastrutture in Sicilia.
 
Nell’Isola vi sono 300 chilometri di autostrade e il Governatore vuole una certificazione per i tratti sottoposti a particolare stress veicolare. “Venerdì mattina incontrerò i vertici di Anas, Rfi, del Cas (il Consorzio che gestisce oltre 300 km delle autostrade siciliane), i nove commissari delle ex province per verificare lo stato di salute delle nostre infrastrutture”.
 
È quanto ha affermato al Meeting di Rimini ed ha aggiunto: “Entro 30 giorni voglio che sia sottoscritto da ogni responsabile un ‘certificato medico’ dal quale risulti lo stato di salute di ogni infrastruttura, quelle maggiormente soggette allo stress quotidiano”. Questa è la conseguenza della tragedia di Genova, e ci è voluta purtroppo la morte di molte persone per rendersi conto che si devono effettuare periodicamente i controlli e che soprattutto l’opinione pubblica deve essere informata tempestivamente sulle condizioni delle nostre infrastrutture. In realtà il presidente Musumeci ha fatto sapere che non si è mosso dopo la tragedia del Ponte Morandi di Genova, ma che si era già mosso nello scorso mese di febbraio. Mentre sul dibattito relativo all’eventuale revoca delle concessioni a seguito del crollo del ponte Morandi, Musumeci ha definito un’eventuale nazionalizzazione “una sconfitta della politica. Sono convinto che lo Stato e le Regioni debbano essere arbitro e non giocatore. Il compito dello Stato è quello di vigilare, se sa fare questo mestiere. Il compito del privato, nel rispetto delle leggi, è quello di dimostrare di essere più efficiente dello Stato”.
 
Ma sul fronte politico un altro argomento infiamma gli animi ed è quello della stabilizzazione dei precari. Vincenzo Figuccia, deputato dell’Udc all’Assemblea regionale siciliana e leader del Movimento Cambiamo la Sicilia si scaglia contro il governo Musumeci.
 
“L’assessore all’Agricoltura Bandiera aveva annunciato che i forestali avrebbero lavorato sui fiumi, sui corsi d’acqua, sulla manutenzione delle strade, nei musei, nei siti archeologici. Durante la campagna elettorale Musumeci e lo stesso assessore - ha detto Figuccia - avevano assicurato che gli operatori del Corpo forestale avrebbero lavorato tutto l’anno e non sarebbero stati fermi neanche un giorno. Siamo ormai ad agosto inoltrato e sia il personale dell’antincendio, che doveva essere impegnato in periodi antecedenti a quelli esposti al rischio incendi, sia i forestali della manutenzione che lavorano in azienda non sono stati utilizzati come si doveva”.
 
Siamo diventati un’isola in cui si fanno eterne promesse di stabilizzazione a una serie di categorie che comunque rappresentano un bacino elettorale vasto che comprende i precari della regione, degli enti locali e dei forestali. Numeri enormi il cui costo difficilmente l’amministrazione regionale potrà sopportare. La Sicilia inoltre dovrà fare i conti con la Legge Madia, se non riuscirà a modificare l’accordo con lo Stato firmato dal precedente governo Crocetta, in cui si prevede il totale recepimento della legge nazionale.

Articolo pubblicato il 24 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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