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Migranti: Diciotti, cominciano gli sbarchi
di Redazione

I primi diciassette sono stati ordinati dall'Ufficio di Sanità Marittima per motivi di salute e dunque senza che fosse necessario il via libera del Ministero degli Interni. Tre casi di sospetta tubercolosi, due di polmonite e un'infezione urinaria, a terra anche le undici donne, tutte violentate in Libia. MA QUATTRO RESTANO A BORDO PER NON LASCIARE I PARENTI. I Vescovi siciliani pronti allo sciopero della fame. Manifestanti forzano il cordone. L'ALBANIA SI OFFRE DI OSPITARE ALCUNI PROFUGHI.

Tags: Migranti, Diciotti, Sbarchi, Salute, Sanità



Nel pomeriggio di oggi l'ufficio di Sanità marittima di Catania ha ordinato lo sbarco immediato dalla nave Diciotti di undici donne e sei uomini per motivi di salute e dunque senza che fosse necessario il via libera del Ministero degli Interni.
 
Tredici delle diciassette persone sono scese a terra poco prima delle 18,30, ma quattro donne si sono rifiutate di lasciare la nave per non abbandonare i parenti.
 
 
Sulla Diciotti, dove nei giorni scorsi erano stati segnalati anche diversi casi di scabbia, sono rimaste complessivamente 124 persone tra eritrei, migranti delle Isole Comore, bengalesi, siriani, un egiziano e un somalo.
 
Mercoledì scorso erano già scesi dalla nave 27 minori non accompagnati.
 
I migranti ammalati sono stati ricoverati nell'ospedale Garibaldi di Catania. Secondo quanto si apprende i sei uomini sarebbero affetti tre da tubercolosi, due da polmonite e l'ultimo da un'infezione urinaria.
 
Le donne, tutte eritree, sono state trasferite in codice rosa nel reparto di ginecologia.
 
"Avevo chiesto l'autorizzazione - ha ricordato l'eurodeputata del Pd, Michela Giuffrida - per fare salire a bordo una ginecologa dopo avere parlato con le donne, tutte più volte violentate in Libia".
 
E la conferma  è venuta dai medici che, saliti a bordo, hanno accertato i segni delle violenze subite nei centri dei trafficanti umani.
 
Intanto l'Albania si è "offerta" di ospitare alcuni profughi.
 
"Italia! Non possiamo sostituire l'Europa, ma siamo sempre qui, sull'altra sponda di un mare dove una volta eravamo noi gli Eritrei che soffrivano per giorni e notti nel mezzo del mare, aspettando che l'Europa si svegliasse! Ieri l'Italia ci ha salvato e oggi siamo pronti a dare una mano".
 
Questo il tweet del ministro degli Esteri albanese Ditmir Bushati, che ha offerto all'Italia il sostegno di Tirana per ospitare una quota dei migranti a bordo della nave Diciotti.
 
In serata i manifestanti che hanno tentato di forzare l'accesso al molo di Levante. Una decina di giovani con salvagente e tavolette si sono lanciati a mare nel tentativo di raggiungere la Diciotti gridando "Llibertà, libertà".
 
 Sul posto stanno operando motovedette della polizia, della Guardia di Finanza e della Guardia Costiera per bloccare i giovani che tentano di nascondersi tra le barche ormeggiate nel porto.
 
 Sul fronte giudiziario, il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio ha ascoltato come testimoni a Roma i vertici del Dipartimento delle Libertà Civili del Ministero degli Interno, in particolare il capo del dipartimento, prefetto Gerarda Pantalone, ed il suo vice, prefetto Bruno Corda. L'ipotesi di reato su cui si indaga è il sequestro di persona.
 
Inoltre, in sede civile, alcune associazioni hanno presentato ricorso urgente al Tar di Catania che potrebbe decidere già in serata. Due associazioni umanitarie, l'Alterego Diritti Onlus e K-Alma, hanno presentato un esposto contro il provvedimento con cui il ministro degli Interni Matteo Salvini, "violando tutte le procedure operative standard previste dalla vigente normativa impedisce lo sbarco dei migranti presenti", ha mantenuto i migranti sulla nave "atteso che gli stessi non sono clandestini poiché sono stati imbarcati dalla nave militare italiana in acque di competenza maltese".
 
Intanto è diverse centinaia di persone hanno manifestato nel porto di Catania per chiedere la "liberazione" di tutti i migranti.
 
"Del tutto opportuna - ha detto il segretario regionale della Cgil Michele Pagliaro - è stata la visita ieri del presidente dell'Ars Micciché, mentre inopportuna è la latitanza del presidente della Regione Nello Musumeci: su certi argomenti non c'è essere di sinistra o di destra, ma umani o disumani".
 
Anche la Chiesa ha preso una posizione decisa: il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, delegato della Conferenza Episcopale Siciliana per le migrazioni, ha rivelato che i vescovi di Sicilia stanno pensando di mobilitarsi, "magari salendo sulla Diciotti e fare con loro lo sciopero della fame. O qualche altra iniziativa di solidarietà che manifesti il volto popolare di una Chiesa impegnata fattivamente su questo problema".

Articolo pubblicato il 25 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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