Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Albo sportellisti, poche le novità restano fuori solo in 165
di Michele Giuliano

Nessuna sostanziale scrematura dell’elenco a esaurimento: dentro in 1.831 aventi diritto. Gli sportelli multifunzionali erano nati per favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. Per gli esclusi, diverse sono le motivazioni, dalla revoca per la presentazione di domande incomplete o fuori termine, o perché richiesta direttamente dall’interessato

Tags: Lavoro, Formazione, Sicilia, Sportelli Multifunzionali



PALERMO - È stato pubblicato l’aggiornamento dell’elenco dei lavoratori degli ex sportelli multifunzionali. Solo in 165 sono rimasti fuori, mentre rimangono dentro 1.831 operatori. In sostanza nessun cambiamento, visto che nella precedente versione, che risale al marzo passato, i numeri si fermavano a 1.835 nominativi.
 
 
Questo il risultato dell’ultimo aggiornamento pubblicato dal servizio VIII dell’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale. Per gli esclusi, diverse sono le motivazioni, dalla revoca per la presentazione di domande incomplete o fuori termine, o perché richiesta direttamente dall’interessato.
 
Un numero molto alto, quello degli iscritti, che si concretizza in quasi 2 mila persone che sono rimaste senza lavoro. E dire che in passato questi servizi sono costati tanto, quasi mezzo miliardo di euro, alle casse dei siciliani.
 
Queste strutture sono nate con lo scopo di favorire l’incontro tra domanda ed offerta di lavoro, aiutando dunque i disoccupati, gli inoccupati e successivamente anche gli studenti a trovare un impiego. La loro nascita porta la firma messa in calce dal governo di allora attraverso la circolare dell’assessorato al Lavoro numero 2 del 8 giugno 2000. Con la Convenzione quadro del 4 luglio 2000 tra la Regione Siciliana e gli enti gestori della formazione professionale siciliana, viene stabilito che gli uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione possono sottoscrivere apposite convenzioni con gli organismi titolari di sportelli multifunzionali operanti nel proprio territorio al fine di avvalersi dei servizi da questi offerti come specificati nella circolare dell’assessorato al Lavoro numero 2 del 8 giugno 2000.
 
Secondo i dati ufficiali, dal 2005 al 2010 gli Sportelli multifunzionali sono costati la bellezza di 334 milioni di euro. Soldi andati sprecati, visto che i risultati apportati sul piano occupazionale sono praticamente pari a zero. Anzi, la situazione siciliana è progressivamente peggiorata.
 
I dati statistici dell’Istat, dicono che nel 2005 in Sicilia c’erano 1.440.000 occupati. Nel 2010 di occupati se ne contano 1.471.000, con una perdita netta di ulteriori 31 mila posti di lavoro, al ritmo di oltre 5 mila occupati in meno all’anno. Un quadro impietoso della situazione, che si scontra con l’enorme investimento fatto, che si realizza in un apparato enorme, costituito da 252 sportelli istituiti in tutta l’Isola, 1.541 lavoratori (all’epoca in cui erano nati), di cui la quasi totalità (1.385) assunti a tempo indeterminato. Insomma, il sistema, ottimo sulla carta, è andato a sbattere contro la burocrazia e l’immobilismo degli uffici, rimanendo avulso dall’intero mondo del lavoro, per cui la possibilità di trovare effettivamente un impiego attraverso la loro azione erano minime.
 
Come hanno rilevato diversi operatori, gli utenti erano obbligati a rendere dichiarazione di disponibilità, mentre le aziende non avevano alcun vincolo, per cui i pochi posti disponibili non venivano segnalati agli sportelli e ai Cpi, i quali erano impossibilitati a segnalare le opportunità di lavoro nel territorio. L’unica attività possibile, quindi, era quella di supportare i giovani indirizzandoli dopo colloqui orientativi, aiutandoli a compilare il curriculum vitae in maniera efficace, per cercare di comprendere al meglio le possibilità del singolo utente, ma fattivamente rimanendo bloccati in un limbo di inattività e impossibilità di concludere fattivamente dei veri rapporti di lavoro.

Articolo pubblicato il 30 agosto 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus