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Riforma Seus 118, Urzì (Ugl sanità Sicilia): "Iter indispensabile, subito tavolo tecnico"
di Raffaella Pessina

“Serve confronto su organizzazione aziendale e tutela dei livelli occupazionali. No al gioco delle poltrone”. “Non possiamo più permetterci una struttura frammentata, antiquata e scarsamente efficiente”

Tags: 118, Sanità, Sicilia, Ugl Sicilia



PALERMO - Il sindacato Ugl sanità condivide l’intenzione del presidente della Regione Nello Musumeci di riformare il Seus (servizio 118), ma allo stesso tempo chiede al Governo un tavolo tecnico di confronto su quello che dovrà essere l’intera organizzazione aziendale e soprattutto per la tutela dei livelli occupazionali.
 
Il segretario regionale del sindacato Carmelo Urzì in una nota ha dichiarato che si tratta di un iter indispensabile ma delicato.
 
“La riforma della Seus118, con la trasformazione in azienda regionale per l’emergenza e urgenza sanitaria (Areus), è un iter divenuto ormai indispensabile perché una grossa regione come la Sicilia non può più permettersi di mantenere una struttura frammentata, antiquata e scarsamente efficiente – ha detto Urzì - Per questo non possiamo che appoggiare la coraggiosa scelta del presidente della Regione siciliana Nello Musumeci e dell’assessore regionale della salute Ruggero Razza che, finalmente, dopo legislature caratterizzate dall’assoluto immobilismo in materia vogliono mettere mano alla più importante operazione dell’ultimo decennio”.
 
Ma pone delle condizioni: “Per questo motivo ci aspettiamo che l’assessorato a breve provveda ad istituire, visto che ad essere interessati sono oltre 3000 dipendenti. Ci saranno molti passaggi da definire nella costruzione del nuovo contenitore, che non possono tralasciare aspetti come l’efficienza e l’economicità dei servizi, oltre che la definizione di una seria pianta organica dove si possano davvero collocare, attraverso il concorso e con il giusto contratto collettivo del pubblico impiego, i nuovi assunti (con l’intento di svecchiare un organico dall’età media attuale di circa 50 anni) ma anche i dipendenti che da 20 anni operano in quest’azienda, cui sarà riservata una quota così come previsto dalla legge. L’emergenza e l’urgenza sanitaria a nostro avviso deve diventare un servizio del tutto autonomo, senza dover attingere a forza lavoro esterna, ed iniziare ad investire in modo più incisivo nella formazione del personale e nella sicurezza di mezzi e strutture”.
 
Urzì va oltre: “Ci auguriamo che si possa procedere presto anche alla strutturazione dei servizi di continuità assistenziale (il numero unico 116117), con il potenziamento delle guardie mediche e dei servizi di visita e trasporto. Un’esperienza che non solo potrà consentire la ricollocazione dei dipendenti Seus ritenuti non più idonei ad effettuare il servizio in ambulanza, ma sarà preziosa in relazione al tanto invocato incremento dei livelli di sicurezza tenuto conto che i medici di guardia non saranno più soli all’interno del presidio territoriale, ed avranno anche maggiore facilità nel muoversi sul territorio avendo un’unità a supporto”.

Articolo pubblicato il 04 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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