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Razzismo: saliti a otto gli arresti a Partinico
di Redazione

Anche una terza donna oltre alle due donne già fermate come responsabili dell'aggressione a ragazzi migranti picchiati a ferragosto. Tra gli aggressori molti pregiudicati e un sorvegliato speciale. "Neri di merda, dovete morire, entro stasera vi ammazziamo tutti". Speronato il mezzo della Comunità. Minacce con una pistola. Incastrati dai filmati di una telecamera di sicurezza. Il magistrato, "Subcultura"

Tags: Razzismo, Partinico, Arresti, Migranti, Picchiati, Pistola



Otto persone, tra cui tre donne - una in serata -, sono state arrestate su ordine del gip tra Alcamo (Tp) e Partinico (Pa) per l'aggressione a un gruppo di migranti minorenni picchiati e insultati con frasi razziste.
 
La notte di ferragosto sei giovani gambiani migranti già stati picchiati e insultati nella spiaggia di Ciammarita dove avevano trascorso la giornata.
 
"Che cazzo ridete, voi venite qui nel nostro territorio perchè non tornate in Africa?" li aveva apostrofati un ragazzo da un gruppo di italiani.
 
Quando questi si sono avvicinati  ai migranti, un uomo ha sferrato un pugno sul viso a uno dei ragazzi gambiani che, si sono rifugiati sul mezzo guidato dall'educatrice e sono andati via.
 
Ma gli aggressori li hanno seguiti con tre auto - si vede nelle video sequenze - con cui poi a Partinico hanno circondato il loro automezzo dopo averlo speronato.
 
Dalle auto è scesa una decina di persone che ha circondato la vettura dei migranti e ha aperto lo sportello facendo scendere gli occupanti.
 
Urlando e puntando una pistola verso i ragazzi un aggressore ha detto: "Scendete, devo uccidervi tutti perché ho la pistola".
 
"Neri di merda, dovete morire entro stasera vi ammazziamo tutti, falli scendere - hanno urlato all'educatrice - che li porti in comunità tutti morti".
 
E' cominciato quindi un terribile pestaggio anche con mazze di legno e metallo, ripreso da una videocamera di sicurezza.
 
I migranti (cinque dei quali minorenni) e l'educatrice della comunità hanno riportato lesioni e contusioni con prognosi tra i quattro e i venti giorni.
 
In carcere sono stati portati Antonino Rossello, 40 anni, Roberto Vitale, 33 anni, Salvatore Vitale, 49 anni, Emanuele Spitaleri, 37 anni, tutti di Partinico.
 
Ai domiciliari Valentina Mattina, 28 anni di Partinico, Giacomo Vitale, di Alcamo, 71 anni e Rosa Inverga, 62 anni.
 
Gli arrestati sono accusati - a vario titolo - di lesioni e violenza privata, aggravati dalla finalità dell'odio etnico e razziale.
 
Le vittime avevano presentato subito denuncia raccontando di essere state assalite, "senza alcun valido motivo", da un gruppo di italiani.
 
Le indagini sono state coordinate dal pm Giorgia Spiri e condotte dai carabinieri della compagnia di Partinico.
 
Proprio il comandante della compagnia dei carabinieri, Marco Pisano, ricostruendo quanto avvenuto, ha parlato di  "Un'aggressione feroce iniziata con un pretesto e la ferma volontà di trovare un punto di scontro con questi ragazzi che stavano festeggiando il Ferragosto. Le conseguenze potevano essere più gravi data l'intensità dei colpi sferrati con bastoni e pietre".
  
"Gli aggressori - ha sottolineato il militare - rivendicavano il diritto esclusivo di vivere e di festeggiare il Ferragosto in spiaggia senza la presenza dei ragazzi di origine africana".
 
Il comandante ha sottolineato come le ultime aggressioni siano maturate "in un contesto di subcultura" e che tutti gli arrestati hanno precedenti di polizia.
 
Uno è addirittura sorvegliato speciale.
 
Il gip Walter Turrisi nell'ordinanza cautelare definisce gli aggressori "soggetti con raro livello di incultura" e con "un pregiudizio di ordine razziale, in forza del quale ai giovani extracomunitari, proprio in ragione del colore della pelle" non doveva essere consentito di "divertirsi per Ferragosto".
 
In serata, come detto, nell'inchiesta è stata indagata per lesioni anche un'altra donna Maria Cristina Schirò, 28 anni, di Partinico .
 
 

Articolo pubblicato il 05 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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