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Il clochard senatore, il cavallo senatore
di Carlo Alberto Tregua

Beppe Grillo come Caligola



Beppe Grillo se n’è uscito fuori con un’idea geniale: sorteggiare, anziché eleggere, i parlamentari per “rendere il nostro Parlamento veramente rappresentativo”.
Seguendo il ragionamento del celebre comico, divenuto guru del Movimento che ha raggiunto il maggior numero di suffragi alle ultime elezioni del 4 marzo, per sorteggio potrebbe diventare senatore anche un clochard, purché iscritto in qualche Anagrafe e godente i diritti politici.
La conseguenza di questa uscita - che vorremmo definire una provocazione, ma temiamo possa avere un fondo di verità - è che ci potremmo ritrovare con 630 deputati e 315 senatori di qualunque livello sociale e culturale senza consensi elettorali.
La questione ci ricorda un altro grande statista: l’imperatore Caligola, che nominò senatore il proprio cavallo come una sorta di dileggio verso i componenti del Senato romano.
Si potrebbe osservare che una persona umana non è un cavallo. Vero, ma non tutte le persone umane sono idonee a guidare le altre; non tutte hanno capacità, esperienza, né possiedono saperi sufficienti per assumere responsabilità di guida.
 
In natura, fra gli animali, vi è sempre un capobranco: ma perché quel pecorone al posto di un altro? Evidentemente si forma una selezione spontanea per cui l’animale che ha attitudini a fare da guida automaticamente diventa un riferimento.
Se la natura è così, non si capisce perché gli uomini possano scegliere come capobranco una persona qualunque, magari designata con un sorteggio, e non quella che abbia carisma e doti per guidare gli altri.
Si dice che il pesce puzza dalla testa. Per contro, se la testa è buona, il pesce è buono. Conseguentemente, le persone umane dovrebbero scegliere con criterio chi o coloro sono designati a occupare posti di responsabilità in tutti i settori: politico, economico, sociale, religioso.
Sono i maestri e i professori che insegnano agli allievi. Perché non fare diventare professore un qualunque ignorante, il quale saprebbe forse trasmettere la propria ignoranza? Perché non nominare primario di un ospedale il medico di primo pelo? Perché non fare questore o prefetto una persona che non ha maturato esperienza, né dimostrato attitudini, senso del dovere e qualità professionali?
 
Nella Comunità si formano selezioni, anche se non sempre in base al merito, con la conseguenza che spesso salgono nella carriera persone che non lo meriterebbero. Ma questo è il modo di operare di una Comunità che ha abbandonato i valori e in cui si diffondono sempre di più comportamenti irresponsabili. Ciò accade perché non vi sono sanzioni in quanto non vi sono controlli.
Se chi guida altre persone fosse spinto a raggiungere tassativamente degli obiettivi, e in caso di mancato raggiungimento dovesse pagare di tasca propria, il senso di responsabilità imporrebbe che si infliggessero punizioni; per contro, però, in caso di ottenimento dei risultati, andrebbero invece assegnati premi.
Sono i valori di merito e responsabilità che dovrebbero guidare le azioni delle persone umane. In base a essi non può essere eletto parlamentare un clochard o un quisque de populo; in base a essi chi sta ai vertici dovrebbe essere persona proba e dotata delle qualità necessarie per servire la Comunità e coloro che lo hanno messo in quella posizione.
 
Il cavallo senatore e il clochard senatore. Certo, soltanto a una persona fantasiosa e di grande umorismo come Beppe Grillo poteva venire un’idea luminosa come questa, che noi ancora vorremmo considerare come provocazione e non come effettiva proposta.
Invece, venendo alla situazione reale dell’attuale Parlamento eletto il 4 marzo scorso, stiamo cercando di determinare, se gli uffici di Camera e Senato ci daranno le informazioni, quanti sono i parlamentari, fra gli attuali 945, che nel 2017 non hanno presentato la dichiarazione dei redditi in quanto probabilmente si trovavano nell’ambito della No tax area (entro 8.174 euro) e sopratutto quanti di loro erano disoccupati, cioè non avevano alcuna attività ufficiale. Non vogliamo supporre che svolgessero attività in nero e meno che mai attività contigua a quella della malavita organizzata.
Il cavallo di Caligola e il cavallo di Troia. Che cosa c’entrano col senatore clochard? Fate voi...

Articolo pubblicato il 07 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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