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Forestali al vivaio "Paulsen' arriva l'ok per i primi trasferimenti
di Michele Giuliano

In dieci hanno già ottenuto lo “sta bene” e l’inserimento nell’elenco speciale definitivo e dei contingenti. Si concretizza la legge di stabilità 2018 della Regione che ha permesso questi “distacchi”

Tags: Forestali, Sicilia, Vivaio Paulsen



PALERMO - È stato pubblicato nei giorni scorsi l’elenco dei primi dieci forestali che andranno a lavorare al vivaio Federico Paulsen di Palermo. Si tratta di Ciro Fiduccio, Leo Di Palermo, Giuseppe Mangano, Salvatore Ridulfo, Francesco Gioeli, Francesco Paolo Mirabile, Ignazio Lo Cascio, Vincenzo Graziano, Francesco Renda, e Giuseppe Lo Sciuto.
 
Il trasferimento dei forestali al servizio nel vivaio è stato possibile in seguito alla formazione, prevista dalla legge di stabilità 2018, di un elenco regionale dei lavoratori dipendenti da cui attingere per nuove assunzioni. Per accedere all’elenco sono richieste competenze specifiche legate al vivaismo viticolo, frutticolo (agrumi, olivo, drupacee, pomacee, e altro), orticolo e ornamentale. Ancora, i candidati devono essere in grado di gestire e collaborare nel lavoro dei centri aziendali periferici adibiti a campi di germoplasma e produzioni vegetali, laboratori di analisi di biologia molecolare, virologia e fisiologia, certificazione genetico-sanitaria, attività di costitutore, nucleo di premoltiplicazione della Regione Siciliana di materiale vegetale, sperimentazione nell'ambito delle attività di competenza, gestione delle attività amministrative, che sono le prerogative del centro di ricerca in campo agricolo tra i più importanti dell’isola.
 
Il vivaio Paulsen, istituito nel luglio del 1885, all’inizio come sezione dell’allora Stazione Chimico-Agraria Sperimentale, poi come Ente autonomo, ha lo scopo di guidare e facilitare la ricostituzione dei vigneti in Sicilia, mettendo a disposizione dei viticoltori, prima gratuitamente, poi a prezzo di costo, il materiale, scelto e garantito, prodotto dai Vigneti di piante madri e Barbatellai Governativi. Il vivaio prende il nome dal suo primo direttore, Federico Paulsen, che ne è rimasto alla guida per oltre cinquant’anni.
 
In un contesto di grande collaborazione tra i vari enti e i paesi a rischio per fronteggiare la calamità, il Regio Vivaio di Palermo si distingue e si afferma su tutti gli altri sin dai primi anni di attività, grazie all’opera di Paulsen a cui si deve la notorietà internazionale del vivaio stesso.
 
Grande sostenitore dell’uso dei portinnesti, è tra i primi in Italia ad iniziare gli incroci tra le viti americane e tra le viti americane e quelle europee, per soddisfare la richiesta sempre crescente di materiale resistente e per arginare il problema della bassa adattabilità agli ambienti meridionali delle viti importate, soprattutto dalla Francia.
 
Oggi l’attività dell’Istituto si articola principalmente nella produzione di materiale vegetale (viti portinnesto e barbatelle innestate di Zibibbo), nella conservazione di germoplasma, nella ricerca e sperimentazione e nella divulgazione in agricoltura. In più di un secolo di lavoro scientifico e tecnico, il vivaio ha acquisito un ricco patrimonio genetico di cui la Regione Siciliana vanta l’onore di possedere: 14 varietà di portinnesto, con 68 cloni, tutti regolarmente iscritti al 'Registro Nazionale delle Varietà Portinnesto, e Nucleo di Premoltiplicazione.
 
Produce materiale di categoria “base” commercializzato con etichetta bianca e destinato ai vivaisti per la realizzazione di impianti di piante madri, da cui si otterranno le barbatelle di categoria “certificata” destinate ai viticoltori per l’impianto dei vigneti; inoltre produce barbatelle innestate di Zibibbo categoria “standard”.

Articolo pubblicato il 08 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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