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Bando periferie: l'AnciSicilia auspica dialogo tra Governo, Parlamento ed Enti locali
di Redazione in collaborazione con AnciSicilia

Chiesto un intervento per modificare il decreto Milleproroghe già approvato in Senato

Tags: Ancisicilia, Milleproroghe



L’AnciSicilia, chiede la revoca del blocco del bando per le periferie, votato nell’ambito del cosiddetto Decreto Milleproroghe, che dopo il via libera del Senato verrà esaminato dall’Aula di Montecitorio nei prossimi giorni. L’associazione dei Comuni siciliani auspica che su tutto quanto riguarda gli interventi per e con i Comuni, vi sia un dialogo e una concertanzione fra Governo, Parlamento ed Enti locali.
 
Il blocco dei fondi relativi al Bando periferie creerebbe, in Sicilia, un danno economico di circa 400 milioni di euro che colpirebbe otto Comuni capoluogo, le tre Aree Metropolitane di Palermo, Catania e Messina e i moltissimi Comuni delle tre ex Province, coinvolti nei progetti, per cui sono già stati sottoscritti impegni, e aggraverebbe ulteriormente l’emergenza sociale in zone che sono già ad alto rischio. La regione più penalizzata risulterebbe, infatti, proprio la Sicilia che avrebbe dovuto ricevere oltre 200 milioni di euro: 40 ciascuno per le ex Province di Palermo, Catania e Messina, più gli interventi per i singoli Comuni che ammontavo a 18 milioni a testa per Palermo e Ragusa, 16 per Catania e Agrigento, 13 Siracusa, quasi otto a Caltanissetta, meno di 5 per Trapani ed Enna. Fondi che, come detto, avrebbero avuto un effetto moltiplicatore grazie ai cofinanziamenti pubblici e privati: a Palermo, per esempio, si sarebbe arrivati a 118 milioni per la sola città capoluogo, altri 100 per l’Area Metropolitana; a Catania si parla di 58 milioni, tra città ed ex provincia, ad Agrigento di 33, a Siracusa di 17. Come detto, l’unica a essersi salvata è stata Messina città, che è rientrata tra i primi 24 Enti locali che hanno già ricevuto i soldi senza problemi; l’ex provincia di Messina, invece, è nel limbo come le altre.
 
In una lettera inviata ai senatori e ai deputati eletti in Sicilia, l’Associazione dei Comuni siciliani chiede un intervento tempestivo per scongiurare la perdita di finanziamenti vitali per lo sviluppo dei territori. “In questi giorni - scrive il presidente di AnciSicilia, Leoluca Orlando - è in discussione nelle Commissioni riunite, I Affari Costituzionali e V Bilancio e Tesoro della Camera dei Deputati, il Decreto Milleproroghe che, nel testo approvato in prima lettura al Senato prevede, tra l’altro, il blocco dei fondi del “bando periferie”. Come più volte denunciato dall’Anci nazionale, tale provvedimento, se confermato, determinerebbe la mancata erogazione di risorse, pari a un miliardo e seicento milioni, già assegnate a 96 enti territoriali tra comuni e città metropolitane e per cui le amministrazioni coinvolte hanno già chiesto anticipazioni, sostenuto spese per la progettazione e avviato iter procedurali. Per tali ragioni si chiede di intervenire affinché questa norma venga modificata nell’interesse delle comunità locali e dei territori”.
 
Il presidente dell’Anci Antonio Decaro, a nome di tutti i sindaci, ha incontrato ieri sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, chiedendogli di intervenire per “evitare che tale scellerata decisione dispieghi in toto i suoi effetti nefasti” e per “ripristinare un importante, e strategico per il Paese, vincolo di solidarietà tra istituzioni”.
 
Dopo l’audizione alla Camera del 4 settembre, infatti, durante la quale Decaro con altri 25 sindaci ha manifestato la sua preoccupazione per “le gravissime conseguenze”, di una decisione “inaspettata” che privando Città metropolitane e Comuni di finanziamenti statali pari a 1,6 miliardi destinati alla riqualificazione delle periferie, “mortifica le aspettative di crescita sociale ed economica dei nostri territori”, il rappresentante dei sindaci si appella quindi al capo del Governo perché “con un suo autorevole e deciso intervento”, contribuisca a “rinsaldare e confermare quel vincolo di leale e reciproca collaborazione tra le diverse istituzioni del nostro Paese”. Che “non solo si fonda sul rispetto reciproco, ma soprattutto, sul dialogo e sul confronto”.

Articolo pubblicato il 11 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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