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Diciotti: minacce a pm Agrigento, solidarietà da Salvini
di Redazione

Dopo il proiettile al procuratore Patronaggio che avviò inchiesta sul ministro dell'Interno. Era in una busta con il simbolo di Gladio, l'organizzazione paramilitare clandestina vicina all'ultradestra. Il richiamo di Mattarella al capo della Lega. La reazione della Società civile e della politica. Fava, "Un clima d'odio sta crescendo nel Paese"

Tags: Diciotti, Migranti, Patronaggio, Salvini, Gladio, Proiettile, Mirino, Pm Agrigento



Ieri a tarda sera è arrivata anche la solidarietà del ministro dell'Interno Matteo Salvini al procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che aveva ricevuto un proiettile militare e una minaccia che non lascia dubbi: "Zecca, sei nel mirino...".
 
Secondo gli inquirenti le minacce a Patronaggio, potrebbero essere legate proprio all'indagine sul ministro Matteo Salvini per il caso della Diciotti.
 
La minaccia è arrivata al magistrato con una busta che riporta il simbolo di Gladio, l'organizzazione paramilitare clandestina vicina all'ultradestra.
 
In un foglio, scritte con pennarello nero, altre frasi intimidatorie che hanno indotto il prefetto Dario Caputo a convocare urgentemente il comitato per l'ordine e la sicurezza e la Procura di Caltanissetta ad aprire un'inchiesta.
 
Gli inquirenti seguono la traccia di un legame tra le minacce e l'indagine che Patronaggio ha avviato su Salvini e poi ha trasmesso alla Procura distrettuale di Palermo che l'ha rimessa al Tribunale dei ministri.
 
 
"Solidarietà al Procuratore Patronaggio. In un Paese civile e democratico certe intimidazioni non possono essere né accettate né sottovalutate".
 
Queste le parole di Matteo Salvini, probabilmente colpito dall'indiretto richiamo nei suoi confronti da parte del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

"Nessun cittadino - ha detto ieri il Capo dello Stato - è al di sopra della legge. La Repubblica e la sua democrazia sono presidiate da regole, il rispetto di queste è indispensabile, sempre, quale che sia l’intenzione di chi si propone di violarle. È buona regola che i poteri statali non si atteggino ad ambienti rivali e contrapposti ma collaborino lealmente al servizio dell’interesse generale".
 
 
 
Salvini è indagato per sequestro di persona aggravato: si ipotizza che sia partito da lui l'ordine di bloccare per alcuni giorni i migranti soccorsi in mare dalla Diciotti.
 
Il vice premier è l'unico indagato di un'indagine che il Tribunale dei ministri dovrà concludere entro novanta giorni. I giudici, che hanno funzioni istruttorie, dovranno ricostruire la "catena di comando" sentendo diversi testimoni.
 
La Procura di Palermo ha indicato, tra gli altri, il capo di gabinetto di Salvini, Matteo Piantedosi, e il comandante della nave militare, il capitano di fregata Massimo Kothmeir.
 
Il Tribunale è alle prese anche con il nodo della competenza che resterebbe a Palermo se si accertasse che il presunto sequestro dei migranti è cominciato nelle acque di Lampedusa.
 
Si sposterebbe invece a Catania se si stabilisse che il blocco è stato ordinato nel porto in cui la nave è arrivata.
 
La gestione dell'inchiesta avviata dalla Procura di Agrigento è dunque nelle mani di altri magistrati.
 
Ma Patronaggio, che ha ricevuto varie solidarietà compresa quella del M5S regionale e dell'Associazione nazionale magistrati ("un atto vile"), potrebbe essere finito nel "mirino" (come è scritto nella lettera) per avere mosso i primi passi sul caso della Diciotti.
 
Si tratta dell'ipotesi prevalente che viene desunta dal contesto anche politico in cui è maturata la minaccia e dalle forme in cui è stata rivolta al procuratore Patronaggio.
 
 
Nel foglio in cui era avvolto il proiettile non ci sono infatti riferimenti diretti all'inchiesta su Salvini.
 
Forti le reazioni della Società civile e della politica: dal Csm "Solidarietà" al Procuratore Patronaggio destinatario di "pesantissime minacce", accompagnata dall'auspicio che "nel dibattito pubblico cessi l'utilizzo di toni esasperati".
 
Cosimo Maria Ferri, del Pd, componente Commissione Giustizia Camera dei Deputati ha auspicato una corale reazione, Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, ha sottolineato il silenzio di Conte e Bonafede. Poco dopo il ministro della Giustizia ha dichiarato la propria "Massima solidarietà" al magistrato.
 
Pietro Grasso di Leu, conoscendo Patronaggio, ha detto: "So che non arretrerà di un millimetro".
 
In Sicilia il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha definito il fatto molto inquietante, Faraone ha sottolineato che "lo Stato è più forte dei ciarlatani" e di "gesto da vigliacchi e da irresponsabili" ha parlato il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto.
  
Il presidente della Commissione regionale antimafia Claudio Fava, infine, ha chiesto "massima vigilanza e responsabilità per il clima d'odio che sta crescendo nel Paese".
 

Articolo pubblicato il 13 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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