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Trapani - Monumenti cittadini vandalizzati e i controlli sono solo sulla carta
di Alessandro De Bartolomeo

La legge 94/2009 prevede la reclusione e sanzioni amministrative per chi imbratta beni storici. Il caso più eclatante: la Torre di Ligny chiusa al pubblico e degradata da anni

Tags: Trapani, Vandalismo



TRAPANI - Nel breve volgere di pochi mesi il centro storico è stato preda di atti vandalici che hanno riguardato beni pubblici. Lo scorso luglio era toccato alle vetrate di Piazza Mercato del Pesce, andate in frantumi.
Quest’anno è toccato ai cestini gettacarte posizionati lungo la passeggiata a mare delle Mura di Tramontana, appena prospiciente la piazza stessa. Anche in questa occasione il primo cittadino ha chiosato contro chi ha uno scarso senso civico. “Sono atti come questi che impongono poi all’Amministrazione tolleranza zero per preservare i beni pubblici, questa Amministrazione è stata criticata l’estate scorsa per la collocazione di cancelli se non si fosse intrapresa tale iniziativa, com’è evidente, nulla resterebbe oggi di ciò che con grandi sacrifici ed impegno è stato realizzato per recuperare zone totalmente abbandonate della città”. Purtroppo il disagio giovanile ha tante facce e svariati modi di espressione ognuno segnalatore di uno stato di malessere interiore. All’interno vi è anche chi sceglie, oltre che vandalizzare, di imbrattare i muri privati o pubblici.
 
La città in diverse zone ne è piena. A farne le spese spesso anche strutture importanti del tessuto storico-monumentale cittadino come il Collegio di San Rocco, Il Palazzo Lucatelli e la Torre di Ligny tutte nel centro storico. Quest’ultima rappresenta forse il caso più eclatante: costruita a picco su un promontorio roccioso nel 17° secolo, in tempi recenti è stata utilizzata come sede del museo della Preistoria e del Mare, e ad oggi è chiusa al pubblico in attesa di essere riaperta. Qui come altrove, ignoti hanno riempito di scritte, realizzate con spray a vernice colorata, tutti i muri esterni tranne la facciata, risparmiata perché illuminata dai fari. Sono imbrattati di scritte anche i muretti che delimitano la piazzetta antistante la torre.
 
Ragazzate certamente, ma che possono costare caro se scoperti. L’inasprimento delle sanzioni previsto dall’art.3 della legge 94/2009 ‘pacchetto sicurezza’ il quale ha modificato l’art. 639 del codice penale, prevede la reclusione fino a sei mesi e multe fino a 1000 euro se le scritte o i disegni sono realizzati su beni immobili o su mezzi di trasporto pubblici o privati, e la reclusione da tre mesi a un anno con multe fino a 3.000 euro se gli imbratti sono commessi su beni storici o architettonici. A Trapani in aggiunta, l’ordinanza sindacale (142/2009) stabilisce sanzioni amministrative per chi imbratti i muri fino a 500 euro. Tra le soluzioni possibili dotare di videsorveglianza i siti a rischio come ad esempio l’area della Torre di Ligny, ma anche spazi ad hoc destinati ai giovani che vogliono cimentarsi in questa arte figurativa .
 


Di Discordia: “Entro marzo previsti nuovi impianti”
 
TRAPANI - “È una situazione alla quale non riusciamo a venirne a capo” cosi l’assessore alla Tutela dell’ambiente Diego Di Discordia, “non per questo ci siamo adagiati, continuamo la nostra azione per cercare di rendere la nostra città più vivibile”. Maggiori controlli per i siti a rischio? “l’amministrazione si è adoperata, sulle Mura di Tramontana abbiamo la sorveglianza tutto il giorno con i volontari discontinui dei Vigili del Fuoco, non possiamo metterli per tutta la città, però dove ci sono questi siti, cercheremo di vagliare la proposta”. Malgrado le sanzioni penali e l’ordinanza sindacale il fenomeno sussiste, per l’assessore  “purtroppo ci sono dei cittadini che non vogliono del bene alla nostra città”. Soluzioni? “appositi spazi per queste forme espressive, una proposta che stiamo attenzionando”, sulle videocamere:  “la città se ne è già dotata, entro marzo dovremmo essere operativi con nuovi impianti”.

Articolo pubblicato il 29 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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