Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

L’informatizzazione va sempre più avanti
di Cettina Mannino

Forum con Maria Sciarrino, direttore Inpdap Sicilia

Tags: Maria Sciarrino, Inpdap Sicilia



PALERMO - Quante sedi Inpdap ci sono in Sicilia?
“In Sicilia c’è una sede per ogni provincia. Svolgono attività di produzione, informazione e di consulenza sulle prestazioni dell’Istituto, sotto il coordinamento territoriale della direzione regionale Sicilia che ha sede a Palermo. Questi uffici sono dei punti di erogazione di servizi a diretto contatto con l’utenza. A Palermo, inoltre, c’è un ufficio di coordinamento presso la sede regionale che si occupa di collegare le sedi distaccate e che svolge un lavoro in staff con il dirigente regionale. Il compito di quest’ ufficio è quello di monitorare la gestione del patrimonio. In pratica si tratta di un lavoro di supporto a quello di linea. Vorrei sottolineare che nella sede di Palermo, in via ancora sperimentale, stiamo cercando di concentrare l’espletamento dei bandi di gara. Questo per fare in modo che gli altri enti Inpdap provinciali possano concentrarsi sull’attività informativa e sul ruolo che l’Inpdap ricopre”.

A quanto ammonta il numero dei pensionati a livello regionale?
“Il numero dei pensionati pubblici in Sicilia ammonta a poco più di duecentomila. La banca dati è abbastanza aggiornata. è più difficile, invece, gestire la banca dati degli iscritti perché sono molti di più. Inoltre i flussi informativi provenienti dagli enti autorizzati sono ancora in corso di completamento”.

Quanti sono gli enti appoggiati all’Inpdap a livello regionale?
“Devo dire che sono tanti. A Palermo gli enti pubblici che si appoggiano al nostro Istituto sono infatti circa 150”.

Per quanto riguarda i versamenti, qual è il settore che conta più contribuenti?
“Indubbiamente il settore della scuola conta il maggior numero di contribuenti. Proprio in questi giorni abbiamo tenuto delle riunioni per cercare di risolvere i problemi legati al versamento degli arretrati. Il nostro interlocutore in questo caso è il provveditorato”.

A che punto è l’Inpdap con l’informatizzazione?
“Da uno a dieci darei quasi sette al lavoro di informatizzazione svolto. In questi anni c’è stata la fase di rilascio di tutti gli applicativi e la sede regionale è stata molto impegnata nella formazione. Ma stiamo lavorando per migliorare e rendere operative alcune procedure. II nostro software applicativo dipende dalla sede centrale di Roma e siamo tenuti a rendere completi tutti i vari punti. Stiamo lavorando parecchio all’implementazione della banca dati delle certificazioni assicurative. Questo consente all’iscritto di conoscere la propria posizione. L’ente lavora all’informatizzazione da 3 anni. Tuttavia il lavoro da svolgere è lungo. Si tratta di rilascio di informative, di formazione e di addestramento per il personale, ma anche di formare gli enti regionali insieme a quello di coordinamento. A questo si aggiunge la registrazione della posizione assicurativa di tutti gli iscritti”.

Quali sono i progetti futuri?
“Curare i rapporti con i grandi enti. Come prima cosa dobbiamo fortificare il rapporto tra l’Inpdap e le istituzioni pubbliche. Il rapporto con gli enti è fondamentale. Adesso stiamo prendendo dei contatti con l’assessorato regionale alla Salute della Regione Sicilia e poi con quello alla Famiglia, per le varie attività di welfare. Inoltre stiamo lavorando alla pensione per i militari. L’Inpdap è in funzione dal 1994. A svolgere questo ruolo prima era la direzione generale del tesoro. Inoltre abbiamo inserito nei nostri programmi anche una serie di servizi per la fascia degli iscritti. Uno di questi sarà una convezione tra le Università di Palermo, Catania e Messina per alcuni master ad alta occupabilità e per delle vacanze studio. Per quanto riguarda gli anziani stiamo puntando ad elevare la qualità della vita. Abbiamo pensato ad un progetto denominato “Nonno House”. In pratica gli anziani possono ospitare, se vogliono, alcuni studenti universitari. In questo modo, inoltre, gli studenti ne trarranno alcuni vantaggi economici”.
 

 
Delle domande di prestito pervenute, evaso il 50%. Molti i servizi di carattere creditizio e sociale

L’Ipdap lavora con gli enti pubblici, ma offre dei servizi ai pensionati. Qual è il servizio più richiesto?
“Lo scorso anno abbiamo ricevuto molte richieste di prestito. Purtroppo però non sempre possiamo venire incontro a queste richieste. Dobbiamo infatti tenere in equilibrio il bilancio dell’Istituto. In percentuale abbiamo evaso circa il 50 per cento delle domande rinvenute. E tutte per mancanza di fondi. Inoltre l'Istituto offre servizi di carattere creditizio e sociale, sia ai dipendenti in servizio sia ai pensionati e ai loro familiari impiegati nella Pubblica amministrazione. Propone varie forme di credito, vale a dire piccoli prestiti, prestiti pluriennali e mutui per i dipendenti in servizio e - in convenzione con istituti di credito - per i pensionati. Stiamo inoltre lavorando sulla semplificazione del sistema di buona uscita”.

Da dove preleva i fondi l’Inpdap?
“Dal recupero dei contributi. L'Inpdap costituisce il polo previdenziale per i pubblici dipendenti e rappresenta il secondo pilastro, dopo l’Inps, del sistema pensionistico italiano”.

Quali sono i problemi dell’Inpdap?
“Proprio quello della riscossione dei contributi. I rapporti avvengono tra gli enti pubblici e l’Inpdap, mai dal diretto interessato. Ma in Sicilia, non tutti gli enti sono rispettosi di quest’obbligo. A Roma il ministero del Lavoro ha attivato una convenzione per effettuare delle verifiche presso gli enti pubblici per controllare lo stato dei versamenti effettuati. In Sicilia ancora non è partita. Ma arriverà anche qui".

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




Leggi tutti gli articoli sull'argomento

comments powered by Disqus
Maria Sciarrino, direttore Inpdap Sicilia
Maria Sciarrino, direttore Inpdap Sicilia