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Quotidiano di Sicilia

Controversie, in Sicilia solo il 49,33% delle istanze definito entro 180 giorni
di Maria Francesca Fisichella

Mef, anche nel II trimestre il dato resta il medesimo, lentezza nella chiusura delle pratiche. Nella classifica nazionale peggio di noi soltanto Calabria (67,19%) e Lazio (84,43 %)



ROMA - Dall’analisi del rapporto trimestrale sul contenzioso tributario – trimestre aprile/giugno 2018, elaborato dal Mef (Dipartimento delle Finanze – direzione della giustizia tributaria) emerge che è l’Irpef, anche nel secondo trimestre, il tributo maggiormente presente nei nuovi ricorsi, con 15.685 atti impugnati, pari al 18,78 per cento del totale degli atti (II trimestre 2017: 19,78 per cento), seguito da Tarsu/Tia con 11.671 atti, pari al 13,97 per cento (II trimestre 2017: 15,31 per cento) e dall’ Ici/Imu, con 11.474 atti, pari al 13,74 per cento del totale (II trimestre 2017: 10,31 per cento). Tra gli altri tributi locali, quelli maggiormente presenti negli atti contestati sono i tributi e tasse auto, con 9.714 atti, pari all’11,63 per cento degli atti impugnati (II trimestre 2017: 11,73 per cento); seguiti dai diritti camerali, presenti in 2.334 atti, pari al 2,79 per cento degli atti impugnati (II trimestre 2017: 3,11 per cento).
 
Continua pure, secondo lo studio, il trend positivo iniziato nel 2012, riguardante le controversie tributarie pendenti, ossia “i ricorsi esistenti ad una certa data per i quali non risulta ancora depositato un provvedimento (sentenza, decreto, ordinanza), che ne abbia determinato la definizione o il rinvio ad altra commissione tributaria”. Infatti, alla data del 30 giugno 2018 queste ammontavano a 406.946, mostrando una riduzione del 7,54 per cento rispetto al 30 giugno dell’anno precedente. Ma le controversie definite sono state 65.835, con una riduzione del 6,50 per cento rispetto al medesimo periodo del 2017.
 
Quali sono, dunque, i dati che emergono per la Sicilia?
Ebbene, l’analisi degli esiti sulle sospensioni - aggregati per regione e per area geografica - evidenzia che nelle seguenti regioni: E. Romagna, Lombardia, Sicilia e Valle d’Aosta, il valore medio (“valore del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato”) delle istanze accolte è inferiore a quello delle istanze respinte. Nel dettaglio, l’area geografica in cui si riscontra la maggiore percentuale di accoglimento rispetto al totale del numero delle istanze decise nella medesima area è il Centro, con il 47,50 per cento, mentre nelle Isole si riscontra la percentuale più bassa (36,17 per cento); l’area geografica in cui si riscontra la maggiore percentuale di valore accolto rispetto al totale del valore delle istanze decise nella medesima area è il Centro con il 74,54 per cento, mentre al Nord-Ovest si riscontra la percentuale più bassa, con il 31,12 per cento. Ed ancora, va alla Sicilia una nota di demerito, poiché è tra le regioni con le più basse percentuali di istanze definite entro i 180 giorni, nel dettaglio l’Isola si trova in testa (49,33 per cento), seguita da Calabria (67,19 per cento) e Lazio (84,43 per cento).
 
L’85,45 per cento delle decisioni sulle sospensioni è stato adottato entro il termine di 180 giorni dalla presentazione delle istanze.
Mentre le regioni con le percentuali più alte di istanze definite entro i 180 giorni sono: la Valle d’Aosta (100,00 per cento), la Campania (99,41 per cento) e la Lombardia (99,08 per cento).
 
Ed ancora, dal rapporto emerge che gli Enti impositori che registrano la percentuale più alta di esiti completamente favorevoli sono: l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con il 63,33 per cento, e l’Agenzia delle Entrate con il 47,82 per cento. Mentre la più alta percentuale di esito favorevole per il Contribuente si registra nelle cause contro: l’AE-Riscossione con il 35,78 per cento e gli Altri Enti con il 33,79 per cento.

Articolo pubblicato il 26 settembre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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