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Quotidiano di Sicilia

Comuni pronti a ricorrere al Tar contro lo stop al Bando periferie
di Redazione in collaborazione con AnciSicilia

La Regione Siciliana ha deciso di impugnare dinanzi alla Corte costituzionale il Dl 91/2018

Tags: Ancisicilia, Bando Periferie



“Dopo la notizia relativa all’impugnativa da parte della Regione siciliana del decreto legge n. 91/2018, il cosiddetto Bando Periferie, dinanzi alla Corte costituzionale, sollecitata da AnciSicilia, anche i Comuni faranno ricorso ai Tar di competenza”. Lo hanno dichiarato Leoluca Orlando e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di AnciSicilia.
 
“Riteniamo – hanno aggiunto - che sia indispensabile che i sindaci recuperino i fondi sottratti ai Comuni con il decreto Milleproroghe e siano messi nelle condizioni di eseguire i progetti per i quali hanno firmato solennemente un contratto a Palazzo Chigi e preso impegni con i cittadini”.
 
L’AnciSicilia aveva chiesto, infatti, al presidente Nello Musumeci, che la Regione siciliana impugnasse il decreto legge n. 91/2018, offrendo il proprio supporto ai Comuni interessati a proporre impugnativa in sede amministrativa presso il Tar di competenza. L’impatto della norma approvata nel Milleproroghe, con cui è stata prevista la sospensione fino al 2020 del Bando di riqualificazione delle periferie, ha creato, infatti, per i Comuni siciliani, tenendo conto anche del co-finanziamento, un danno economico di complessivi 500 milioni di euro e ha coinvolto 117 Enti, tra i quali le tre Città metropolitane di Palermo, Catania e Messina e i nove Comuni capoluogo. Fondi che molti degli Enti interessati avevano già previsto nel loro bilancio 2017, finalizzandoli alla realizzazione degli interventi per i quali avevano reso la progettazione esecutiva, arrivando, in molti casi, anche all’affidamento della stessa .
 
“La rimodulazione dello stanziamento di risorse destinate alle periferie – hanno aggiunto i vertici di AnciSicilia - è un inaccettabile atto di disinteresse per la vivibilità di 117 Comuni siciliani e ha ignorato previsioni di legge, convenzioni firmate dalla Presidenza del Consiglio dei ministri e registrate dalla Corte dei Conti, progetti esecutivi, atti e impegni già assunti. Chiediamo, insieme ad Anci nazionale, che sta già predisponendo uno schema di risoluzione, contenente la proposta di impugnativa dinanzi alla Corte Costituzionale del decreto 91/2018 che tali risorse vengano, invece confermate nel rigoroso rispetto di scelte, progetti e tempi utili per la rigenerazione urbana nella piena convinzione che un generico rinvio al 2020 rischierebbe di vanificare gli sforzi già profusi rendendo, in alcuni casi, non più attuali i progetti”.
 
“Gli Enti locali siciliani – ha concluso Orlando - per la realizzazione degli interventi, per i quali hanno partecipato al Bando periferie sono stati impegnati in maniera significativa sia rispetto alle previsioni di bilancio, sia in termini di attività degli uffici tecnici. Per tali ragioni, nel periodo di interesse, non hanno potuto beneficiare di ulteriori opportunità di finanziamento nazionali e regionali. Senza considerare il fatto che con il decreto 91 vengono, di fatto, bloccati interventi di riqualificazione e rigenerazione non solo nel senso strutturale del termine ma anche in senso di sicurezza sociale e tutti in aree particolarmente degradate, sotto entrambi i profili”.

Articolo pubblicato il 03 ottobre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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