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Messina - Vento di crisi anche per Franza mentre regge il settore shipping
di Francesco Torre

Infelice inizio d’anno, ma la famiglia ha investimenti diversificati e importanti garanzie a livello finanziario. Il gruppo cede due hotel. Guai giudiziari legati alla vicenda del Messina Calcio

Tags: Franza, Shipping, Hotel, Calcio, Traghetti, Giustizia



Messina - Prima la vendita dei due gioielli taorminesi della Framon, poi la condanna a 4 mesi per doping amministrativo e infine il processo per abuso d’ufficio con oggetto la convenzione stipulata nel 2004 tra il Comune di Messina e la società per la gestione del Celeste e del San Filippo. Non è certo iniziato felicemente questo 2010 per il Gruppo Franza e per la famiglia che detiene l’unico, vero colosso economico della città, per cui si vocifera già da tempo uno stato profondo di crisi industriale.
Difficile capirlo, data la diversificazione degli investimenti del Gruppo e la presenza di importanti garanzie a livello finanziario e di sviluppo, come la partecipazione in MedioBanca e la sempre florida attività di “shipping” della Caronte&Tourist. Fatto sta, però, che per 81 mln di euro la FraMon Hotel Spa – la divisione del Gruppo che si occupa di alberghi di lusso – ha venduto alla catena statunitense Orient-Express Hotels i due gioielli taorminesi, ovvero il “Timeo” ed il “Sant’Andrea”. Alberghi che, dopo le opere di ammodernamento previste, riapriranno ormai i battenti per l’estate 2010.

Crisi o non crisi, poi, un boomerang dalla velocità e dalla forza inaudite si sta rivelando per la famiglia Franza la vicenda “Messina Calcio”, che tanto aveva pagato in termini d’immagine quando la società era tornata in serie A. A parte l’odio genuino della tifoseria, conseguente al dichiarato fallimento e dunque all’automatica retrocessione della squadra nelle serie dilettantistiche, i fratelli Pietro e Vincenzo sono costretti ora a sostenere il peso di due procedimenti giudiziari.
Il primo – quello scaturito dalle accuse del patron del Bologna Calcio Giuseppe Gazzoni Frascara, e per cui si ipotizzavano una rosa di reati finanziari tra cui falso in bilancio – si è concluso qualche giorno fa con un’esemplare condanna per doping amministrativo. La sentenza del Tribunale (Presidente Attilio Faranda) ha infatti punito Pietro Franza con quattro mesi di arresto e un’ammenda pari al valore di 150 quote della società Fc Messina.

Per la seconda altrettanto ingarbugliata questione, quella che ipotizza un reato di abuso d’ufficio per la convenzione stipulata nel 2004 (mediante la quale – ricordiamo - per 15 anni lo sfruttamento commerciale dei due stadi cittadini era appannaggio della società) alla fine di una tornata di udienze preliminari il Gup Genovese ha deciso per l’assoluzione di Vincenzo Franza ed il proscioglimento del fratello Pietro e dell’allora City Manager del Comune di Messina, l’attuale assessore Scoglio, con la classica formula “il fatto non costituisce reato”.
 

 
Messina - Doping amministrativo: ovvero? Gonfiare il bilancio di una società iscrivendo crediti non reali.
è così che, secondo la Procura messinese, Pietro Franza aveva ottenuto l’iscrizione in società quando già i conti erano in rosso. E non certo per il mancato appoggio degli enti pubblici.
Alla base della seconda inchiesta che vede coinvolti i due fratelli Franza, infatti, vi era la rinuncia da parte del Comune ad effettuare un bando pubblico per lo sfruttamento commerciale dei due stadi cittadini, e la scelta di effettuare una concessione diretta alla Famiglia Franza. Convenzione legittima, secondo l’allora City Manager Scoglio.
Abuso d’ufficio, secondo la Procura e i pm Vito Di Giorgio e Fabrizio Monaco. Le udienze preliminari, però, hanno avuto esito positivo per i Franza e per Scoglio.

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Pietro Franza
Pietro Franza


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