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“Il ricatto occupazionale logica in molte realtà”
di Rosario Battiato

Intervista all’esperto di Legambiente Sicilia in aree industriali. Parisi loda l’Isab: “Ha convertito la vecchia centrale di Priolo”

Tags: Enzo Parisi, Legambiente, Inquinamento, Iasb



PALERMO - Enzo Parisi di Legambiente Sicilia è un esperto sulla questioni che riguardano le aree industriali.
Come giudica il parco centrali termoelettriche di cui dispone attualmente la Sicilia?
“Il sistema è molto vario, infatti ci sono punte avanzate, come il nuovo parco a Priolo dell’Isab, che ha convertito le vecchie centrali Agip a metano, o la centrale Archimede, ma anche realtà allarmanti a Milazzo ed Augusta, entrambe alimentate a olio combustibile, o la centrale di Gela ancora alimentata a pet-coke. Molte centrali delle Raffinerie sono invece alimentate a olio combustibile e gas e il loro apporto è per l’autoproduzione ma anche per l’allaccio alla rete elettrica”. 

La normativa europea e nazionale ha imposto determinate modalità di miscela del combustibile da utilizzare, ma perché ci sono ancora diverse centrali che non si sono adeguate?
“Il ricatto occupazionale ha rappresentato una logica che ha agito in molte di queste realtà, dove la salvaguardia del posto di lavoro ha fatto sottacere i danni ambientali che si andavano perpetrando”.

La Regione avrebbe gli strumenti normativi per agire?
“La Regione ha molto potere di imporre e sostenere sia in sede di Autorizzazione di Impatto Ambientale, che racchiude tutte le autorizzazioni, sia nella redazione del Piano della Qualità dell’Aria della Regione, dove invece si è ancora carenti”.

Come giudica la proposta dell’assessore Russo di una percentuale sulle accise come risarcimento per i danni ambientali?
“Si tratta sempre di compensazioni, che comunque non andranno ad incidere direttamente sulle tasche di chi ha subito questo scempio. Per il futuro la Sicilia ha bisogno di una politica ambientale che funga da cane da guardia e che non si accontenti di un semplice pezzo di osso”.

Articolo pubblicato il 30 gennaio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Enzo Parisi di Legambiente Sicilia
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