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Quotidiano di Sicilia

Nuovo albo formazione professionale, continua il vespaio di polemiche
di Michele Giuliano

Tanti errori: dentro ci sarebbero pensionati, deceduti, personale assunto dopo il 2008 e licenziati. Alcune organizzazioni sindacali contestano l’elenco pubblicato con determinati criteri

Tags: Formazione, Lavoro, Sicilia



PALERMO - Ad ogni pubblicazione, l’albo degli operatori della formazione professionale solleva un vespaio. Ultimo motivo di contraddittorio, la scelta dell’assessorato di fornire alcune elaborazioni dei dati già esistenti, rivisti secondo un criterio di aggregazione territoriale, per area funzionale, così come previsto dal contratto collettivo nazionale della formazione professionale.
 
In tal modo, si vorrebbe rendere, a detta dell’amministrazione, più semplice la conoscenza di informazioni utili allo scopo di reclutare il personale necessario per lo svolgimento dei corsi.
 
A partire da questo elenco, gli enti potranno richiedere gli indirizzi Peo o Pec dei soggetti “possibili candidati”, per poterli contattare rapidamente. Il dipartimento risponderà alle richieste entro 48 ore, compatibilmente con il numero di istanze che perverranno agli uffici. Tutto buono e tutto bello, si potrebbe dire. Eppure gli operatori per primi hanno immediatamente commentato negativamente la scelta dell’amministrazione, sui vari social e gruppi dedicati all’argomento, e le sigle sindacali non si sono fatte attendere, sulla scia delle centinaia di esternazioni di rabbia e delusione da parte di moltissimi lavoratori.
 
L’Us-Cobas e le associazioni dei Lavoratori Liberi Ex Sportelli Multifunzionali-Gli Irriducibili della Formazione professionale Sicilia, hanno immediatamente emesso un comunicato congiunto in cui “condannano come atto irresponsabile la pubblicazione dell'ultimo elenco, alla luce, peraltro, di una suddivisione illogica per luogo di nascita e non per luogo di residenza che avrebbe agevolato il controllo incrociato con le strutture territoriali dell’Inps, hanno invece generato confusione e smarrimento tra gli operatori del settore direttamente interessati”.
 
Altro problema, il fatto che si tratta di una mera riproposizione di dati già esistenti, che necessitavano di una buona correzione, come già rilevato alla precedente compilazione dei nominativi in ordine alfabetico. Il nuovo elenco presenta i medesimi errori, riportando ancora al suo interno pensionati, deceduti, personale assunto dopo il 2008 e personale ormai transitato definitivamente ad altri settori lavorativi.
 
“In data 4 settembre - continuano le organizzazioni sindacali e le associazioni - abbiamo inoltre richiesto copia degli elenchi, specificando l’importanza della data di assunzione nel settore, la data di iscrizione all’Albo e l’anzianità contributiva. Individuiamo in questa strategia una precipua volontà di mantenere uno stato di poca attendibilità dei dati che produce un liberismo sfrenato nel recupero del personale, con l’aggravante di una mancanza di controllo sui tipi di proposte contrattuali”.
 
Insomma, non si riesce a trovare una quadra per questo elenco di lavoratori che, nella sostanza, non lavorano e non sanno se effettivamente lavoreranno. A questo punto, c’è da chiedersi se il nuovo sistema dei corsi possa migliorarsi e diventare più efficiente rispetto al passato. Anzitutto pare che finalmente l’apparato si stia mettendo quasi al passo con le attività scolastiche.
 
I nuovi corsi finanziati, fermi da tre anni, stanno procedendo in questa direzione. In questi giorni il Dipartimento sta emettendo i primi decreti, che permetteranno l’avvio immediato delle lezioni. Nonostante questo, la coperta rimane comunque troppo corta. I finanziamenti messi a disposizione rimangono troppo pochi per poter permettere a tutti di rientrare, e ancora meno saranno se l’inserimento a servizio di nuovi nomi sarà consistente.

Articolo pubblicato il 11 ottobre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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