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Caltanissetta: busta con proiettile a Procuratore Bertone
di Antonio Leo

"Non mi fermo, vado avanti nel lavoro, con tutto il mio ufficio" ha detto. Il magistrato è titolare di numerose indagini delicate tra cui quella sul "Sistema Montante". Aperta un'inchiesta dalla Procura di Catania

Tags: Caltanissetta, Busta, Proiettile, Bertone, Procuratore, Montante, Fava



Una busta con un proiettile e una lettera contenente gravi minacce è stata inviata al procuratore della Repubblica di Caltanissetta, Amedeo Bertone, titolare di diverse inchieste delicate come quella sul cosiddetto "Sistema Montante" e sulle stragi di Palermo.
 
"Non mi fermo, vado avanti nel lavoro, con tutto il mio ufficio" ha detto Bertone commentando la notizia.
 
La scorta assegnata al procuratore Bertone è stata rafforzata.
 
Sull'episodio la Procura di Catania, competente per territorio, ha già aperto un fascicolo.
 
"Un'inchiesta al momento senza indagati - ha confermato il procuratore Zuccaro - sulla busta di minacce al procuratore Amedeo Bertone, è stata aperta dalla Procura di Catania, che ha ricevuto il fascicolo ieri".
 
La busta è stata aperta infatti tre giorni fa dallo stesso Bertone, ma la missiva sarebbe arrivata almeno un giorno prima nella sua segreteria.
 
Le prime indagini sono state eseguite dalla squadra mobile della Questura di Caltanissetta, ma, come detto, un'inchiesta è stata subito aperta dal procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro. La tempistica della arrivo della lettera mette in correlazione, almeno temporale, le minacce al Pm Bertone a quelle al presidente della commissione regionale antimafia Claudio Fava, che ha ricevuto quattro giorni fa una busta con un proiettile.
 
"E' chiaro - ha commentato Fava, esprimendo stima e solidarietà a Bertone - che in Sicilia c'è un clima ostile contro chi tocca i nervi scoperti del sistema di potere e delle sue collusioni mafiose. E questo ci preoccupa molto".
 
 
Si è appreso intanto che le Procure di Catania e di Palermo si confronteranno proprio sulle due minacce che presentano alcune analogie.
 
In comune, come detto,  hanno la tempistica: arrivata il 5 ottobre scorso a Palermo e Caltanissetta, anche se aperte tre giorni fa dalla segreteria della commissione antimafia, che aveva riaperto lunedì, e due giorni fa da Bertone, ma perché lunedì era impegnato in interrogatori.
 
Comune anche una parte almeno del contenuto: un proiettile calibro 7,65. Entrambe le buste contenevano una lettera di gravi minacce personali. Indizi che portano i magistrati di Catania e Palermo, che indagano, a verificare insieme se c'è, o meno, una strategia e una mano unica dietro i due gravi episodi.
 
Intanto, non appena la notizia delle minacce a Bertone si è diffusa sono giunti numerosissimi gli attestati di solidarietà, a cominciare da quello del vicepresidente del Csm David Ermini, che ha chiamato il magistrato per esprimergli la sua vicinanza e la solidarieta' di tutto il Consiglio.
 
"Quando capitano episodi come questo - ha detto il presidente della Regione Nello Musumeci esprimendo solidarietà e stima a Bertone - occorre la compattezza di tutte le Istituzioni a tutela di chi ogni giorno lavora per affermare la legalità".

Articolo pubblicato il 11 ottobre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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