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Palermo - Sprechi e risorse per il sociale scontro in Consiglio comunale
di Luca Insalaco

La replica del presidente dell’assise civica, Campagna: “Si tratta di comuni spese di rappresentanza”. Il consigliere del Partito democratico, Tanania: “Si pagano cene, cocktail e hotel”

Tags: Palermo, Vincenzo Tanania, Alberto Campagna



PALERMO – “Mentre Palermo affonda la presidenza del Consiglio comunale spende 90 mila euro per cene, cocktail e hotel”.
Tutto deciso senza bandi pubblici e mentre la spesa per l’assistenza sociale è azzerata.
La denuncia è del consigliere comunale del Partito democratico, Vincenzo Tanania, che aggiunge: “In un momento di grandi emergenze sociali che sfiorano il dramma non è ammissibile esitare determine che prevedono spese solo per cocktail e pranzi istituzionali. Gli amministratori di questa città devono essere più attenti alle esigenze dei loro concittadini e non permettersi lussi che in questo momento rasentano la provocazione”.

Prova a smorzare i toni il presidente del Consiglio comunale, Alberto Campagna: “Tanania non sa di cosa parla e lo posso anche comprendere, considerando la sua giovane età. Si tratta di comuni spese di rappresentanza, come ce ne sono altre, ad esempio coppe e medaglie che l’ufficio di presidenza talvolta offre. Inoltre, non è detto che queste somme vengano spese per intero nel corso di quest’anno”.

Nel mirino del consigliere democratico, però, è finita anche una delibera per l’acquisto di materiale informatico, tra i quali 23 notebook, anche questo con lo strumento a trattativa privata.
“Al di là delle strumentalizzazioni e delle polemiche – osserva Tanania - mi auguro che questo impegno di spesa possa essere riconvertito in favore di tutti i cittadini bisognosi, a partire dai 32 rifugiati del Darfur, gli abitanti del campo container e casa Guzzetta e le migliaia di indigenti della nostra città”.

Proprio oggi il Consiglio comunale è chiamato votare sulle 22 famiglie che ormai da due anni abitano in condizioni vergognose nei container di via Messina Montagne, nonché sulle 8 famiglie che occupano casa Guzzetta, nei pressi dell’ufficio postale di via Roma. Per dare loro un tetto dignitoso l’opposizione guarda a quei beni confiscati alla mafia che risultano inutilizzati. Continua a rimanere incerto anche il destino dei richiedenti asilo che per anni hanno trovato alloggio presso il Laboratorio Zeta di via Arrigo Boito.

“Il sindaco adotti un’ordinanza, contingibile ed urgente, per garantire la salute e l’incolumità di questi sudanesi” chiede il gruppo Un’Altra Storia, che ritiene “una violazione dei diritti umani e d’asilo l’assegnazione di un immobile ad un’associazione privata per fini privati che non vi potranno mai essere realizzati”.
 


Aula vuota. La rabbia per lo smacco ai lavoratori
 
PALERMO – Sono 600 gli operai palermitani che lavorano alla Fiat di Termini Imerese. Una presenza importante che tuttavia non è bastata a richiamare sindaco e assessori, in occasione della seduta straordinaria del Consiglio comunale sulla crisi delle aziende presenti nel palermitano, da Keller a Italtel, dai Cantieri navali fino appunto all’industria automobilistica. Per protestare contro “l’indifferenza” dell’esecutivo le organizzazioni sindacali convocate a Sala delle Lapidi hanno così abbandonato l’aula. Un fatto “gravissimo” per i partiti di opposizione mentre nei giorni scorsi il gossip dava per certa la presenza del sindaco alle Maldive.
“Inoltre – rincara la dose Nadia Spallitta, capogruppo di Un’Altra Storia - la Giunta ha disatteso anche un atto di indirizzo proposto dal nostro gruppo e approvato dall’intero Consiglio, con il quale si dava mandato al sindaco di adottare tutte le iniziative e le procedure opportune per salvaguardare i livelli occupazionali”.
 

Articolo pubblicato il 02 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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