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Quotidiano di Sicilia

I ragazzi di oggi e la ricerca del lavoro: ecco come NON fare un curriculum vitae
di Dario Raffaele

Il Quotidiano di Sicilia ciclicamente cerca stagisti, ma i cv inviati nella maggior parte dei casi sono stati improponibili. Chi manca delle competenze, chi dei requisiti, chi lo vuol fare in remoto dalla Sardegna, chi si presenta sdraiato sul letto

Tags: Lavoro, Curriculum



CATANIA - I ragazzi di oggi (per fortuna non tutti!) in cerca di lavoro: superficiali, distratti, talvolta bizzarri, molte volte presuntuosi, poco convinti di quello che cercano (o di quello a cui si candidano), scoraggiati (spesso rassegnati). Tante volte incompetenti (e per capire di chi sia la responsabilità dovremmo aprire un capitolo a parte, che non facciamo in questo momento).
 
È questo il profilo che vien fuori dalla lettura dei curricula inviati in risposta a un nostro annuncio - pubblicato su un noto sito di ricerca lavoro - due settimane fa: “Il Quotidiano di Sicilia cerca candidati universitari (ancora in corso di studi) preferibilmente delle facoltà di Scienze Politiche, Economia, Giurisprudenza, Lettere e Scienze della Comunicazione, per svolgere uno stage (di sei mesi o un anno) presso la redazione di Catania".
 
 
Il campionario di curricula e messaggi che ci è arrivato (oltre 400 visite e 52 email inviate in pochi giorni) - e che arriva ad ogni tornata di selezioni - è quanto di più esemplificativo del panorama dei ragazzi e delle ragazze che cercano lavoro in Sicilia. Un esempio di come non fare un curriculum vitae (ma la scuola lo insegna?), di come avere la certezza di non trovare un lavoro, di come perdere tempo e farlo perdere.
 
Se da una parte quanto abbiamo letto fa (e vi farà) sorridere, dall’altra deve far riflettere. Ad una approfondita disamina, si intuisce come tanti dei giovani e meno giovani disoccupati (abbiamo ricevuto cv anche da quarantenni) che oggi cercano lavoro (o anche solo uno stage) si trovino sulla linea di confine con la categoria degli “scoraggiati” (o rassegnati): coloro che non credono più nella possibilità di avere una opportunità, che non si impegnano più di tanto per ottenere il risultato auspicato, il lavoro. è evidente che in tanti provano “tanto per provare”.
 
Molti i curricula inviati senza le competenze richieste, altri senza i requisiti burocratici indicati nell’annuncio (essere in corso di studio). S’invia il proprio curriculum alla stessa maniera di come si compra un gratta e vinci (per tentare la fortuna).
 
Tanto per cominciare: un cv inviato (nella maggior parte dei casi incompleto o non coerente con l’offerta) da un indirizzo email bizzarro non è certamente un buon biglietto da visita se si vuole cercare lavoro (se ti chiami “Pasticcina96” o “Schizzatu88”) avrai meno possibilità di essere considerato credibile…
 
Una lettera di presentazione è l’optimum, due righe di presentazione vanno pure bene. Una email senza neanche un saluto e contenente solo un allegato è da maleducati (come chi entra in casa d’altri chiedendo qualcosa e senza neanche salutare), oltre che inutile, in quanto fa capire che è stato fatto un invio multiplo a tutte le offerte di lavoro dell’universo mondo.
 
Un curriculum vitae è il proprio biglietto di presentazione, in esso devono essere contenute le informazioni più rilevanti della vita professionale e formativa della persona senza però dimenticarsi (o omettere) i dati identificativi della persona stessa: data di nascita, indirizzo di residenza, numero di telefono. Anche i voti di laurea e diploma dovrebbero essere inseriti (o si ha qualcosa da nascondere?).
 
La fotografia non è obbligatoria, ma quando si decide di allegarla, evitare foto “improbabili” con occhiali da sole o con vestito attillato leopardato o ancora in costume d’epoca. Ci è arrivato un curriculum di un ragazzo ritratto a letto con la sua ragazza… Anche questo lascia quantomeno perplessi.
 
La forma del cv ha la sua importanza. Sarebbe bene utilizzare il cv europeo, scaricabile facilmente da internet. O comunque – è sempre apprezzabile l’originalità – ricalcare il più possibile questo modello. Purtroppo c’è ancora chi compila un cv disordinato, in una pagina bianca di word, inserendo informazioni disordinate, incomplete, senza una logica e anche difficilmente rintracciabili o leggibili.
 
Per continuare: che senso ha inviare un cv per uno stage di giornalismo quando si hanno competenze e studi diametralmente opposti e non inerenti a quanto cercato? Abbiamo ricevuto cv di ragazzi con formazione ed esperienze pregresse di meccanico di automobili, pasticcere, pizzaiolo, parrucchiere… Ciò non toglie che anche una di queste categorie possa avere la capacità e l’interesse di scrivere, ma almeno si faccia un qualche riferimento nel cv stesso alla passione per la scrittura o per quello per cui ci si sta candidando! Nei cv ricevuti non è mai avvenuto.
 
Poi c’è chi chiede o ha la pretesa di essere contattato per avere delucidazioni. Davvero esiste un candidato (in mezzo a centinaia di candidati) che pensi di essere contattato per avere delucidazioni ad personam? è ovvio che tutte le domande possono essere rivolte in sede di colloquio. Chi chiede di essere contattato per avere informazioni, probabilmente non sa come va il mondo. Scartato.
 
Non manca poi la categoria dei “bizzarri” con richieste improbabili o impossibili. Una ragazza ci ha chiesto se era possibile fare lo stage da remoto, dalla Sardegna… Scartato.
 
All’opposto, si trova chi vuole impressionare con frasi ad affetto “ho sempre avuto il sogno di potere esprimere gli infiniti universi che mi abitano attraverso la penna”. O ancora, chi si attribuisce qualità o si dà definizioni tutte da provare, come quella di essere una “penna frizzante”. L’autostima ci sta, però vi diamo un consiglio: le definizioni lasciate che vi siano attribuite sul posto di lavoro, per quello che avete dimostrato.
 
Infine un consiglio, scontato, ovvio: candidatevi solo se avete i requisiti richiesti, presentatevi e lasciate trasparire (con una lettera di presentazione originale) la vostra voglia di fare, lavorare, mettervi alla prova. Avrete già una marcia in più.

Articolo pubblicato il 19 ottobre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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