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Export, in Sicilia trend positivo: +15% nei primi sei mesi del 2018
di Valeria Arena

I dati dell’Osservatorio di Unioncamere Sicilia sull’andamento delle vendite all’estero. Exploit di Palermo (+181%), seguita da Trapani (+26%) ed Agrigento (+24%)

Tags: Export, Sicilia, Economia



PALERMO – Prosegue la tendenza positiva dell’export siciliano, in crescita anche nella prima metà del 2018.
 
È quanto evidenza l’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia dopo aver analizzato i dati Istat, secondo cui, tra gennaio e giugno, il fatturato delle vendite all’estero si è attestato complessivamente sui 5,2 miliardi di euro, con un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, durante il quale è stato prodotto un giro di affari di 4,5 miliardi. Dinamica in linea con il 2017, l’anno d’oro dell’export isolano che ha interrotto, con il +30% sul 2016 registrato dalla Banca d’Italia, quattro anni di calo. Lo scorso anno, infatti, il settore ha prodotto 9,2 miliardi di euro, di cui 2,9 relativi ai prodotti petroliferi che con un + 44% hanno trainato la crescita dell’Isola. Nel 2016 la cifra si attestava intorno ai 7 miliardi.
 
 
Unioncamere ha inoltre stilato la classifica delle province siciliane. In vetta c’è Palermo con un +181%, seguita da Trapani (+26%), Agrigento (+24%), Catania (+16%), Siracusa (+11%) e Ragusa (+4%). Male invece Caltanissetta, in calo del 32% nei primi sei mesi dell’anno, Enna a -12% e Messina a -3%. Per quanto riguarda poi la ricollocazione dei prodotti, se nel 2017 risultavano importanti i contributi dei Paesi Ue, con in testa la Spagna, ed extra Ue, con i paesi africani e asiatici in pole position, nei primi sei mesi del 2018 a trainare l’export sono i Paesi bassi, con un peso del 6,32% sul totale, gli Stati Uniti (6,28%), Gibilterra (6,17%) e la Turchia (5,64%).
 
Già qualche mese fa l’Istat aveva evidenziato, per i primi tre mesi dell’anno, una crescita tendenziale dell’export sull’intero territorio italiano, incremento che si è rivelato ampio per il Nord-Ovest (+5,3%), il Nord-Est (+4%), il Mezzogiorno (+3,9%) e le Isole (+3.3%) e solo leggermente positivo per il Centro (+0,5%). Di rilievo, la performance della Lombardia (+7,9%), che ha contribuito da sola per 2,1 punti percentuali alla crescita complessiva dell’export nazionale, mentre le prime regioni, Calabria, Valle d’Aosta, Sicilia e Campania, hanno dato un contributo complessivo pari a 0,5 punti percentuali. In particolare, la nostra regione si è posizionata in terza posizione, con una crescita del 9,5%, subito dopo Calabria (+34,3%) e Valle d’Aosta (+19,2%).
 
“Il trend positivo delle esportazioni siciliane - ha commentato il Presidente di Unioncamere Sicilia, Giuseppe Pace - conferma che i prodotti e i servizi provenienti dall’Isola sono sempre più apprezzati all’estero. Dopo la battuta di arresto degli ultimi anni, l’export made in Sicily riparte con forza come già confermato dalla performance dello scorso anno quando la crescita si era attestata sul +30%. I numeri dimostrano che le realtà produttive che hanno avuto il coraggio di investire su innovazione e qualità sono quelle che hanno ottenuto più successo. Questa è la strada da seguire per portare il made in Sicily alla conquista dei mercati stranieri”.
 
“Ci sono settori – ha aggiunto invece il segretario generale di Unioncamere Sicilia, Santa Vaccaro - che trascinano l’ottima performance delle esportazioni regionali. In cima alla lista ci sono i “mezzi di trasporto”, ma anche i “prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento”. Tiene anche il settore dei “prodotti alimentari, bevande e tabacco” da sempre apprezzato all’estero”.

Articolo pubblicato il 19 ottobre 2018 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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