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Quotidiano di Sicilia

Sicurezza del lavoro e servizi all’utenza
di Luca Insalaco

Forum con Maria Grazia Ciotta, direttore Inail Trapani

Tags: Maria Grazia Ciotta, Inail



Qual è la situazione all’Inail di Trapani e quali sono le novità dell’ultimo anno?
“Per quanto riguarda il funzionigramma, presso la sede provinciale sono attive le funzioni aziende, prestazioni e prevenzione. Contabilità e funzione strumentale sono invece state accentrate presso la sede regionale. La mole di lavoro è notevole: gestiamo oltre 19 mila posizioni assicurative per un totale di circa 22 mila clienti. Abbiamo siglato diversi protocolli d’intesa per favorire il coordinamento tra i vari soggetti e fare squadra. Una novità dell’Istituto é stata la reingegnerizzazione dei processi che, a fronte di un accentramento delle varie attività strumentali, ha consentito di liberare risorse in grado di occuparsi di prevenzione in ogni struttura”.

Può fare un quadro del personale in organico?
“Presso la sede di Trapani lavorano 41 persone. Un numero insufficiente rispetto alla pianta organica, che ne prevede almeno 57. A Mazara il personale consta di 6 unità, che si occupano prevalentemente del problema magrebino. C’è anche un problema anagrafico che evidenzia l’esigenza di un ricambio generazionale. A breve - si prevede entro il prossimo mese di aprile - dovrebbero essere immessi in servizio oltre 400 vincitori di concorso a livello nazionale. Si spera che una buona fetta di questi giovani possa essere destinata anche alla Sicilia”.

Qual è il bilancio degli infortuni nel 2009 nella provincia di Trapani?
“Nel trapanese, come del resto in tutto il Paese, si è registrata una diminuzione degli infortuni, dovuta forse all’aumento della disoccupazione. I casi aperti lo scorso anno presso la sede di Mazara del Vallo sono stati 1.270, contro i 1.395 del 2008. A Trapani, invece, i casi aperti sono stati 2.533. Sono diminuiti anche gli incidenti mortali, con sei decessi a seguito di infortuni sul lavoro, la metà dei quali sono avvenuti nelle tante cave presenti sul territorio”.

Quanti sono invece gli ispettori?
“Il nostro ispettorato funziona molto bene. Nella nostra provincia, purtroppo, possiamo contare solo su tre ispettori, su una quindicina che operano in tutta la regione. Sono indubbiamente pochi rispetto all’estensione del territorio da coprire. In ogni caso, siamo accertatori del rischio e non della contravvenzione. In questo contesto operano i consulenti tecnici del rischio professionale (geologi, chimici, ingegneri, biologi…), che tuttavia si scontrano con un muro di diffidenza e difficoltà a entrare nei luoghi di lavoro. In Sicilia - va detto - c’è ancora molta chiusura rispetto al Nord Italia”. 

I vostri uffici sono informatizzati?
“Certamente, la struttura trapanese è totalmente informatizzata. L’informatizzazione, oltretutto, è uno degli obiettivi di piano che i dirigenti sono chiamati a raggiungere. Per farsi un’idea, basta guardare il sito dell’Inail (www.inail.it) e i tanti strumenti che offre a consulenti e utenti in genere: dalle assicurazioni per le casalinghe alle procedure di compensazione, fino alle denunce d’infortunio, per le quali si rende necessario un maggiore collegamento con le Asp. Oltre ai servizi informatici, il nostro biglietto da visita - ancora prima delle faccine di Brunetta - sono la qualità del servizio e la cortesia nei confronti degli utenti. L’Istituto si è sempre contraddistinto per garbo e vicinanza rispetto alle parti lese”.

Quali sono i vostri obiettivi per il 2010?
“Abbiano programmato una serie di attività per la prevenzione (nelle cave, sui carichi pesanti, etc…) differenziate per ogni settore, compreso il rumore. Non vanno dimenticate, infatti, le malattie professionali e quindi l’importanza di un ambiente di lavoro salubre”.

Ritiene che la crisi economica abbia favorito una tendenza a risparmiare sulla prevenzione e la sicurezza?
“Registro una tendenza contraria, grazie anche all’attenzione che i media hanno dato alla piaga delle morti bianche. La comunicazione ha contribuito a fare affermare una maggiore certezza della sicurezza. Non si può morire per lavorare”.
 

 
Copertura assicurativa per le persone con disabilità e informazione presso le scuole sugli infortuni domestici
 
L’ambito di competenze dell’Inail è indubbiamente vasto…
“Nasciamo come assicurazione obbligatoria, ma la vera svolta si è avuta con le novità introdotte dal decreto legislativo n.38/2000 che ha inserito i temi della prevenzione e della sicurezza, più l’inserimento dei disabili. Proprio su quest’ultimo versante, abbiamo operato con successo a Catania, dove siamo riusciti a favorire l’integrazione e l’inserimento lavorativo di soggetti disabili anche con menomazioni del 100 per cento. Negli ultimi tempi l’Istituto, invece, sta spingendo maggiormente sul tema della prevenzione, sul quale sono stati compiuti molti passi in avanti”.

Quali attività avete portato avanti a Trapani nel campo della prevenzione?
“Ci siamo rivolti molto alle scuole. Ricordo, a tal proposito, l’iniziativa “La Casa di Davide” realizzata ad Alcamo. Si trattava di un progetto che, attraverso gli occhi di un bambino, intendeva sensibilizzare sul tema degli infortuni domestici. Un fenomeno sottovalutato nonostante l’obbligatorietà dell’assicurazione vigente dal 2001.Uno strumento, molto vantaggioso: per i nuclei familiari con un reddito inferiore ai 9.300euro, infatti, a farsi carico dell’assicurazione è lo Stato, per gli altri il costo è di soli 12,91 euro l’anno. Certo, non dà moltissimo, ma copre fino al ventisettesimo grado di invalidità. Poi, con l’Anmil abbiamo portato a Trapani la mostra fotografica itinerante “No”, che ha riscosso molto successo e incontrato la partecipazione, non solo delle autorità, ma soprattutto degli studenti, i lavoratori di domani. In loro, ho visto attenzione ai problemi che quotidianamente i disabili devono affrontare”.

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2010 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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